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Parma: bimba di pochi anni affidata a due cinquantenni

15 Nov

A Parma una bambina di pochi anni è stata affidata a due uomini cinquantenni, una coppia omosessuale, con l’apporto favorevole del Centro per le famiglie del Comune, del Polo socio-sanitario, degli psicologi dell’Asl, del giudice tutelare.

federico pizzarottiDa Scelta Civica all’ArciGay, passando per il noto Giovanardi, il dibattito imperversa, ma nessun commento arriva nè dal sindaco di Parma, Federico Pizzarotti del Movimento Cinque Stelle, nè dal presidente della Regione Vasco Errani e dall’assessore alla Sanità Carlo Lusenti. Eppure il Centro per le famiglie e la Asl che hanno eseguito la procedura amministrativa, inclusa la selezione dei potenziali affidatari, da loro dipendono.

Una decisione che lascia davvero molto perplessi e per motivi molto lontani dall’omofobia.

Innanzitutto, l’età degli affidatari (50 anni circa) e della bambina (4 anni circa) che appare davvero proibitiva anche nel caso si trattasse di un figlio partorito o, comunque, adottato. Non a caso, per l’adozione esistono leggi che fissano in ‘non più di quarantacinque anni l’età dell’adottando’.Dunque, la bambina, per decisione del giudice tutelare di Parma, è destinata a crescere con due ‘nonni’ anzichè, come la legge vuole, uno o due ‘genitori’ (single, sposati, conviventi eccetera). Ed è destinata a dover comunque cambiare famiglia prima o poi, se c’è speranza che venga adottata.

E questo pone in luce un’altra questione: la difficoltà e le spese esose che tante coppie sposate (e dunque tutelate dalle norme vigenti) devono affrontare per un’adozione o un affido. Possibile che non ce ne fosse una, con una decina di anni in meno dei due affidatari, in tutta l’Emilia Romagna. O, peggio, possibile che non di fosse un/una single (etero o omosessuale che sia), sempre di almeno una decina d’anni più giovane degli anziani affidatari?

foto da pianetadonna.it

foto da pianetadonna.it

Qualcuno potrebbe osservare che i due ‘nonni’ sono più che benestanti e che garantirebbero un futuro a bimba e genitori. Dimenticando però che la legge vieta la tratta di esseri umani …

C’è poi la questione dell’omofobia al contrario. Prima o poi doveva accadere.

Due fratelli cinquantenni single e conviventi (con l’anziana madre magari) avrebbero avuto le stesse possibilità della coppia omosessuale parmense? E le avrebbe avute un iper-tatuato motociclista single dalla vita irreprensibile ed un’amante in ogni bar? Od una femme fatale che vivesse la sua libertà senza dar fastidio a nessuno?

No. Non avrebbero le stesse possibilità di una coppia omosessuale.
Come non l’avrebbe avuta una famiglia di immigrati e, forse ancora oggi, a Parma come altrove, di ‘veri terùn’.

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I nomi dei predestinati alla Camera

25 Gen

In una repubblica parlamentare, il Parlamento è l’unica istituzione a detenere la rappresentanza della volontà popolare, non i partiti. I seggi alla Camera sono 630, il Porcellum non consente agli elettori di scegliere individualmente gli eletti, ma solo di votare un partito e conferire il mandato parlamentare ai candidati seguendo l’ordine con cui sono elencati nella lista.

Questo sistema comporta una diretta conseguenza: già oggi possiamo conoscere i nomi di oltre 400 candidati che saranno ‘sicuramente’ eletti. Quattrocento eletti che equivalgono a ben due terzi dell’assemblea, se parliamo della Camera dei Deputati.
Forse, non stiamo parlando di libere elezioni …

Infatti, se in una data circoscrizione/regione un partito ha raccolto 100 consensi è alquanto difficile che alle successive elezioni ne raccolga meno di 70, ovvero che, se alle scorse politiche si è raccolto il 20% dei voti, difficilmente in quelle attuali si andrà sotto il 15%: su un tetto di 14-18 seggi massimi conquistabili, almeno i primi 12 sono ‘sicuri’.

Così andando le cose ed essendo state pubblicate le liste di tutti i partiti, è stato un gioco da ragazzi individuare le quote elettorali minime di molti partiti – salvo fatti eccezionali – e, di conseguenza, elencare chi sono i cittadini predestinati a divenire onorevoli deputati.

I nomi dei 400 e passa fortunati? Tutti – circoscrizione per circoscrizione – nel file pdf scaricabile qui ->  I nomi dei predestinati alla Camera Deputati 2013

Scommettiamo che sono giusti al 99%? Possiamo davvero dire che è tutto regolare, in una repubblica parlamentare a sovranità popolare, se va ad accadere che i nomi di due terzi della Camera dei Deputati italiana sono prevedibili ben prima che inizi la campagna elettorale, perchè pre-scelti, pre-destinati, dai partiti?

P.S. 26-01-2013 – Si segnala che il Direttore Mario Calabresi di La Stampa, insieme alla Fondazione Hume e a Luca Ricolfi, sulla base di un sondaggio Piepoli – dunque operando su una base di dati ‘meno artigianale’ di quella cui ha potuto attingere l’autore di questo blog – da notevole attenzione e approfondimento, oggi, alla tematica/problematica di cui si scriveva ieri, chiedendosi “come sarà il prossimo Parlamento? A questa domanda si dovrebbe rispondere che lo sapremo soltanto tra un mese, dopo il voto, ma non è così. La legge elettorale con cui saremo chiamati alle urne anche questa volta permette ai cittadini di scegliere soltanto un simbolo ma non i deputati e i senatori che li rappresenteranno. I parlamentari, come noto, li hanno già scelti i partiti – con delle differenze non di poco conto dove ci sono state le primarie – e molti di loro sanno già quante possibilità hanno di conquistare un seggio.”  (link)

A proposito, l’elenco dei predestinati pubblicato da questo blog è gratis …

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