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Gran Sasso, Italia: più veloce della luce?

24 Set

Un gruppo di ricercatori del CERN e dell’INFN avrebbe dimostrato che la velocità della luce può essere superata.

Infatti, un fascio di neutrini lanciato dal European Organization for Nuclear Research in Svizzera in  verso i laboratori del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è “arrivato prima del previsto”, anche se di un infinitesimo di tempo.

Secondo i dati forniti dall’Opera Experiment, i neutrini avrebbero viaggiato a 300.006  chilometri al secondo anziché 300.000 che è considerato il limite massimo, la cosiddetta velocità della luce.

Il fenomeno rilevato è talmente innovativo che il team italiano, dopo la scoperta avvenuta nel 2009,  ha trascorso quasi tre anni effettuando controlli e ripentendo le misurazioni prima di annunciarlo alla comunità scientifica internazionale.

Secondo la teoria della relatività di Einstein, infatti,  la velocità è una costante dell’equazione E=mc², dove E è l’energia, m la massa e c, appunto, la velocità della luce.  Secondo la storica equazione,  se un corpo superasse la  velocità della luce dovrebbe avere una massa infinita, così determinando l’impossibilità fisica delle traversate interstellari e dei viaggi nel tempo.

Opera Experiment è stato coordinato dal fisico napoletano Antonio Ereditato, con l’ausilio di 160 ricercatori di 30 istituzioni e 11 Paesi., che ha tenuto a precisare con grande professionalità: «Si tratta di un risultato così inaspettato che ci obbliga ad essere cauti. Noi stessi non sappiamo ancora se i neutrini sono davvero più veloci della luce. Ma al momento questa è la nostra osservazione e volevamo che la comunità scientifica riconoscesse che abbiamo fatto bene il nostro lavoro. Forse poi risulterà che tutto è dovuto a un qualche fenomeno per ora non previsto: la scienza funziona così».

Se la ricaduta dell’esperimento sugli ambienti scientifici è attualmente non quantificabile, date le incertezze e le potenziali novità comunicate dagli scienziati, una cosa è certa: è grazie ai cervelli del Sud che l’Italia, anche quella padana, continua ad avere un’immegine positiva nel mondo.