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Evviva l’Esercito Italiano: come è nato?

4 Mag

​​​​​​Il 4 maggio 1861 un provvedimento del Ministro della Guerra Manfredo Fanti decretava la fine dell’Armata Sarda e la nascita dell’Esercito Italiano.

Imagesss2“Vista la legge in data 17 marzo 1861, colla quale S.M. ha assunto il titolo di Re d’Italia, il sottoscritto rende noto a tutte le Autorità, Corpi ed Uffici militari che d’ora in poi il Regio Esercito dovrà prendere il nome di Esercito Italiano, rimanendo abolita l’antica denominazione di Armata Sarda.”

La composizione dell’Esercito Italiano, però, rimase nella sostanza quella dell’Armata Sarda, che aveva abbattuto lo Stato della Chiesa e la monarchia delle Due Sicilie:
su 143.586 effettivi dell’Esercito delle Due Sicilie, solo 2.300 domande di incorporazione di ufficiali e quasi 20.000 dei sottufficiali e della truppa vennero accolte,
I garibaldini non trovavano nemmeno collocazione nella Guardia Nazionale, istituita da Carlo Alberto di Savoia col regio decreto del 4 marzo 1848 e praticamente smobilitata col regio decreto 9 ottobre 1861, n. 255 che istituiva la “Direzione generale della pubblica sicurezza”.

Per coprire le spese dell’Armata Sarda, il 17 luglio 1861 arrivava il Regio Decreto Sabaudo n. 452, che imponeva ai cittadini meridionali un cambio per i quale la valuta settentrionale valeva nominalmente 4,25 Ducati partenopei, anche se … questi contenevano 19,9 grammi di oro fino e quelli sabaudi forse, 4,5 di oro meno fino.

Negli anni successivi si aggiungono le brigate dalla 27a alla 36a, la cavalleria arriva a 19 reggimenti e i bersaglieri a 40 battaglioni per un totale di 250.000 soldati.
Nel 1871 dopo la presa di Roma si aggiunsero altre 4 brigate.

A risultato di questa “impresa”, l’11 febbraio 1929 l’Italia si obbligava a versare alla Santa Sede la somma di ire italiane 750.000.000 dell’epoca ed a consegnare il 5% del Consolidato italiano del valore nominale di lire italiane 1.000.000.000.

La riorganizzazione più significativa dell’Esercito Italiano ha avuto luogo nel 1975, quando i reggimenti furono aboliti, la struttura di comando ammodernata ed il servizio militare ridotto, riducendo gli effettivi, che alla fine della guerra fredda nel 1989, consistevano in 26 brigate da combattimento.

Con la legge Martino del 2004 e la sospensione delle chiamate al servizio militare in Italia, l’Esercito Italiano passò da oltre 230.000 a circa 100.000 unità.

Nel 2017 l’Italia ha speso 29,2 miliardi di euro per il proprio esercito. Negli ultimi 10 anni, invece, gli investimenti dell’Italia sono calati del 17%. Nonostante questo, secondo l’annuale classifica di Global Firepower l’Italia è undicesima nel mondo quanto a forza militare. 

Demata