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Non sono solo canzonette: perchè l’Ucraina ci considera una potenziale minaccia?

16 Mar

Tre giorni faceva notizia che Albano Carrisi (in arte Al Bano) è stato inserito dal Ministero della Cultura ucraino nell’elenco di coloro considerati una minaccia per la sicurezza nazionale.

Pressocchè immediato l’orrore generale del Popolo Italiano, con Al Bano che al Corriere della Sera tentava a caldo di alleggerire «Io terrorista? Piuttosto terronista …» e Loredana Lecciso sul settimanale Spy in edicola aggiungeva: «Non pensavo di avere un pericoloso terrorista o una spia in casa, è riuscito a passare inosservato», per la gioia dei lettori di rotocalchi.

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Propaganda filorussa a Donetsk (foto da sakeritalia.it)

 

Eppure, non è una novità: il 10 dicembre 2018 era accaduto a Placido Michele di ritrovarsi nell’elenco di coloro considerati una minaccia per la sicurezza nazionale, cioè non ‘terroristi’, che è cosa ridicola, bensì come ‘testimonial filorussi’, che da che guerra è guerra è un problema di ‘propaganda del nemico’ …

L’allarme ucraino fu eccessivo, quando l’attore e regista italiano dichiarava che Putin “in politica estera è il numero uno in Europa, ed è più genuino rispetto alla Merkel e ai francesi: è il leader più capace, ha una statura internazionale straordinaria, può darsi che questo momento richieda persone con un pò più di coraggio, di chiarezza, capaci di assumersi delle responsabilità di fronte alla storia. Credo che uno come Putin sia più utile all’Europa di quanto possiamo pensare”?

Difficile stabilirlo, ma certamente era una notizia eclatante il suo inserimento in un elenco che costituisce una sorta di messa al bando (restrizioni nelle autorizzazioni alla diffusione radiotelevisiva e a spettacoli, come nella distribuzione cinematografica) di tutte le opere a cui l’artista ha partecipato, cioè nel caso di Michele Placido di 150 tra film e serie tv tra cui quelle molto popolari di La Piovra, Romanzo Criminale e Suburra.

Insomma, un fatto rilevante a cui i media italiani non hanno dato particolare risalto, nel caso di Michele Placido. Più o meno come Albano Carrisi, intervistato il 2 gennaio 2018 in qualità di ” star nell’Europa dell’Est” e non come judoka, alla domanda “È sempre un putiniano?confermava che: «Lo sostengo da tempi non sospetti. È un grande. Ha un senso religioso della vita. Ha il pugno di ferro e non ci vedo nulla di male. Ormai lo usano molti, a partire da Trump ma anche da noi».

Putin “utile all’Europa“, pugno di ferro “anche da noi” … essendo l’Ucraina proprio tra la Russia e l’Europa con una secessione belligerante che dura da anni … è evidente che questo genere di dichiarazioni da parte di “star italiane nell’Europa dell’Est” creino qualche problema di … potenziale ‘propaganda filorussa’.

Quanto a Cutugno Salvatore, in arte Toto, finito nella lista degli indesiderati, iniziamo col dire che ha un seguito eccezionale proprio in Ucraina, dove pochi anni fa è stato eletto addirittura ‘Uomo dell’anno’.
Possiamo immaginare la reazione di alcuni ucraini quando più recentemente Toto Cutugno,  intervistato dall’Ansa, aveva dichiarato: “Ho tanti ricordi  con il Coro dell’Esercito Russo, il piu’ bello risale a quando li ho invitati al Festival di Sanremo nel 2013, in occasione del Premio alla carriera. Avevamo altri progetti insieme” ed oggi conferma che “la Rai non voleva, una cosa che invece rimarrà nella storia del Festival di Sanremo …  abbiamo pagato tutto noi, utilizzando il nostro cachet e anche di più per far venire quei quaranta soldati che erano una meraviglia. Rappresentavano la musica popolare russa: cantammo sì L’italiano ma anche un loro pezzo tradizionale”.

Dunque, l’Ucraina teme che i secessionisti ucraini usino come ‘propaganda’ l’adesione filorussa o le simpatie putiniane di alcuni nostri artisti: da quelle parti c’è una guerra, cioè una situazione dove il ‘morale’ è essenziale e le canzoni ispirano i cuori, come noto a chi si intende di cose belliche.
A partire dal timore che i loro concerti diventino un momento di aggregazione dei ‘nemici’ dello stato ucraino … come precisato durante i Mondiali di Calcio in Russia, allorchè ebbe inizio la messa al bando di artisti russi filosecessionisti.

Ricordiamo che sono al bando del Ministero della Cultura ucraino  anche il famoso attore Gerard Depardieu, come  Fred Durst cofondatore e frontman dei Limp Bizkit, per le vicende legate alle loro richieste di passaporto russo …  e l’altrettanto famoso regista serbo Emir Kusturitza, che a margine di una intervista aveva dichiarato che “la riunificazione della Crimea con la Russia e’ giunta come risultato non di una guerra ma di un referendum, e ha rappresentato un “processo naturale e organico”. Kusturica al tempo stesso aveva invitato la popolazione della Crimea a sviluppare la penisola come parte della Grande Russia”.

Per il governo ucraino è essenziale evitare che Putin venga sempre più percepito come un leader ecumenico, cioè acclamato da personaggi famosi.

Dunque, se Michele Placido, Albano Carrisi e Toto Cutugno finiscono sulla lista di coloro considerati una minaccia per la sicurezza nazionale per gli aperti apprezzamenti al presidente Putin od alla Russia, è possibile che l’Ucraina stia inviando un ‘messaggio’  alla Politica e all’Informazione italiane che simpatizzano per … il ‘nemico’?

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Strelkov – Miliziani filorussi

Ad esempio, possiamo immaginare la reazione in Ucraina (e dei suoi alleati) il 10 Gennaio 2017, quando durante la trasmissione di Dimartedì (La7), Marco Travaglio precisava che “non riesco a capire questo continuo elogio di Putin in bocca a molti esponenti del M5S e sul blog di Grillo” e Luigi Di Maio rispondevaabbiamo solo un problema: da quando abbiamo messo le sanzioni alla Russia abbiamo perso 5 miliardi di business per le nostre piccole e medie imprese. Se le sanzioni alla Russia danneggiano le nostre imprese, quelle sanzioni vanno tolte.

Riguardo Matteo Salvini, sono anni che le cronache italiane riportano delle sue simpatie e delle relazioni della Lega con la Russia di Putin, come anche delle contestazioni che ormai riceve anche all’estero per questo motivo. Anche nel suo caso – ad esempio -andrebbe compreso quali furono, il l’8 ottobre 2018 ad esempio, le reazioni dell’alleato ucraino … quando il ministro degli Interni italiano dichiarava che “il presidente russo Vladimir Putin è attualmente al governo e ritengo sia uno dei leader più lucidi e concreti da ammirare”.

Quanto al nostro Governo, di sicuro l’Ucraina (ed i suoi alleati) non avranno esultato il 24 ottobre 2018, quando Il Giornale titolava “Conte da Putin. ‘Via le sanzioni’: firmati 13 accordi commercialie La Repubblica precisava che “l’esito dell’incontro tra il presidente del Consiglio e Vladimir Putin conferma il feeling tra il governo italiano e quello russo (un rapporto visto con assai poco entusiasmo a Washington)” e sottolineava l’invito del Premier Conte a Putin: “mi auguro che lei possa venire in Italia al più presto, manca da troppo tempo: non vorrei che il popolo italiano pensasse che lei non gli presta attenzione”.

Ma chi sono gli alleati dell’Ucraina?
Il 6 dicembre 2018, il Pentagono ha annunciato un volo straordinario sotto l’Open Skies Treaty, precisando che “le tempistiche di questo volo hanno lo scopo di riaffermare l’impegno degli Stati Uniti nei confronti dell’Ucraina e di altre nazioni partner”.
Il ‘volo straordinario’ avveniva dopo l’escalation causate al passaggio di navi ucraine nello stretto di Kerch con i marinai ucraini sono ancora in stato di fermo ed il successivo annuncio russo di integrare l’area nel territorio nazionale con il dislocamento in Crimea una ulteriore batteria di missili terra-aria  S-400, quasi impossibili da localizzare ed in grado di intercettare praticamente qualsiasi cosa. 

Il Trattato per i Cieli Aperti (Open Skies Treaty) consente il pattugliamento aereo disarmato da parte di paesi sovrani o alleati, al fine di raccogliere informazioni riguardo forze ed attività militari.

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Battaglione Azov filoucraino

Il comunicato confermava la partecipazione di personale militare canadese, francese, tedesco, rumeno e britannico. 
Il Governo Conte, infatti, questa estate non ha riconfermato le  missioni di Air Policing della Nato in difesa dello spazio aereo degli alleati orientali, che coinvolgevano il 36° Stormo di Goia del Colle ed  il 4° Stormo di Grosseto. Nè l’Operazione Baltic Eagle in Estonia, nè la Bulgarian Horse sul Mar Nero.
Intanto, il 20 luglio, il Pentagono annunciava lo stanziamento di 200 milioni di dollari all’Ucraina, per potenziare le comunicazioni, la mobilità militare, la visione notturna e le cure mediche militari.

Arriveranno altri “confetti” dall’Ucraina? Probabile, almeno fin quando i nostri media non inizieranno a raccontare tutta la vicenda, invece di ridurla ad una sorta di post-sequel di Sanremo … mentre sullo sfondo la vera ‘questione internazionale’ è quella di un possibile aggiramento italiano delle sanzioni alla Russia con la sigla di ben 13 accordi commerciali e, soprattutto, quella di un suo possibile ‘ingresso nella finanza pubblica italiana’ in posizione progressivamente dominante, se Putin, il 24 ottobre scorso, confermava a Conte che “non ci sono remore di carattere politico sull’acquisto dei titoli di stato italiani dal fondo sovrano russo“.

Intanto, in Donbass ci sono anche le brigate internazionali come nella Guerra civile spagnola, Kiev li ha inquadrati nel Battaglione Azov dove sono segnalati svedesi, spagnoli e americani, mentre con i “novorussi” sono stati intervistati spagnoli, francesi, serbi ed italiani.

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foto da Sputnik Italia

Non sono solo canzonette.

Demata

L’Ucraina del battaglione neonazista e dei laboratori biohazard

12 Giu

Iniziano i Mondiali di Calcio in Russia e, forse, sarà possibile che la questione ucraina approdi ai media mondiali, che finora l’hanno narrata in modo davvero frammentario.

Nel ricostruire i fatti, partiamo dalla Dichiarazione di sovranità dell’Ucraina che è molto giovane: risale al 16 luglio 1990 ed arrivò ben un mese dopo la dissoluzione dell’USSR ed in subordine alla nascita della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa.

Fu, inoltre, una rivendicazione parziale, che demandava a miglior futuro la situazione del 1921, cioè anche la Galizia e la Volinia insieme a Leopoli, Volinia, Rovno, Ivano-Frankivs’k e Tarnopol (oggi Polonia), la Transcarpazia (Cecoslovacchia) e Černivci (Romania).
Territori che – con l’Ucraina in UE – potrebbero resuscitare ulteriori regionalismi ed autonomie.

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Un’identità nazionale complessa, quella ucraina, se fino al 1917 l’odierna Ucraina era divisa fra la Piccola Russia, la Russia Meridionale e la Russia Occidentale … mentre gli ‘ucraini’ sudditi dell’Impero austroungarico avevano il nome di un popolo – ruteni – ed erano divisi fra il Regno di Galizia e Lodomiria, la Bucovina e l’Ungheria.  A parte il Khanato di Crimea che era un vassallo dell’Impero Ottomano fino alla conquista russa nel 1783 e fu ‘donato’ nel 1954 da Nikita Sergeevič Chruščëv, come fosse un pezzo di formaggio, ma rimase comunque la base naturale della Flotta Russa del Mar Nero, sorta nel 1800.

Ancora oggi quei territori continuano a consegnarci la stessa fotografia: nel 2004 la popolazione verso il Mar Nero optava per il Regionalismo, finendo per estremizzarsi russificandosi del tutto, mentre verso la Bielorussia la cittadinanza sosteneva la centralità dello stato e … delle proprie città nel raggio di attrazione della mittel-Europa.

E’ evidente che a monte del caos iniziatosi in Ucraina nel 2004 ed esploso nel 2014 c’erano ottimi motivi diversi da quelli maggiormente noti, che la propaganda filorussa non dimentica di sottolineare.

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A parte la propaganda, è un fatto che la ‘mitica’ Flotta del Mar Nero aveva diritti di stanziamento in Crimea fino al 2042 e che referendum e secessione non erano stati dissimili da quelli del Kossovo dalla ex Yugoslavia con ampio plauso internazionale.
Ci sono anche le fabbriche aeronautiche militari russe (nuovi Mig 29) che sarebbero finite in ‘territorio ostile’, secondo i russi, per cui alcuni comparti industriali ‘ucraini’ furono delocalizzati in Russia, secondo per l’appunto gli ucraini.

Ma c’è anche che il nascente popolo dello stato ucraino si è scelto da solo un presidente come Janukovyc, noto per essersi “adoperato utilmente” tra interessi russi ma anche europei e cinesi, al quale vanno imputati la mostruosa corruzione nepotistica, i vasti territori agricoli affittati alla Cina che invia la propria manodopera a discapito di quella locale, la disastrosa gestione dei gasdotti, una totale incapacità a far decollare economicamente il paese con pesantissime ricadute sulle consociate di Unicredit.

Quanti affari ha la Germania  da quelle parti per essere esente da conflitti d’interesse, a parte quelli già storicamente consolidati?
Era necessaria la scintilla – a febbraio del 2014, prima di secessioni e belligeranze – causata dalla proposta del partito vincitore nazionalista e filoeuropeo di cancellare le leggi sulle minoranze linguistiche?

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E’ noto a tutti che il Battaglione Azov raccoglie neonazisti ucraini e di mezza Europa ed è da anni un reparto inquadrato nella Guardia nazionale dell’Ucraina sotto la giurisdizione del Ministero degli interni, con lo scopo principale di contrastare le crescenti attività di guerriglia dei separatisti filo-russi del Donbass ?

Quanto la Russia ha contribuito a questa situazione la muscolarità russa nei Mari Baltico e del Nord e quanto effettivamente ha oggi il controllo del caos militaresco scatenatosi dopo la resistenza dei militari russi nelle caserme in Crimea e la defezione della flotta ucraina? Quali responsabilità russe se il volo civile MH17 fu abbattuto da un Buk SAM dello stesso tipo di quelli in dotazione alla 53° Brigata Missili Antiaerei di stanza a Kursk in Russia a pochi chilometri dal confine ucraino?

Ma come mai – stando alle rivelazioni hacker diffuse giorni fa – l’attuale governo mantiene sul territorio ucraino ‘senza interferire’ ben sedici laboratori dediti allo studio e alla produzione di agenti infettivi … non per scopi bellici ma di  ‘bio-difesa’, finanziati direttamente dal Pentagono ed occupano solo personale statunitense ?
Vi è un nesso tra le recenti gravi epidemie/infezioni causate da rari agenti tra la popolazione ucraina e le dimissioni del Ministro della Salute Ulyana Suprun, fino al 2013 residente a Detroit e solo dal 2015 cittadina ucraina?

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A quanto pare sono molte le cose che non stanno come stanno …

L’unica cosa certa è che Europa, Russia ed Ucraina avrebbero interesse ad estinguere “l’economia di guerra” del Donbass prima che produca qualche milizia come Al Qaeda in Afganistan, ma è anche evidente che gli ucraini hanno da risolvere qualche problema interno prima di entrare nell’Unione, che – comunque, prima e innazitutto – ha da risolvere i problemi … di casa nostra.

In Ucraina, la soluzione irlandese insegna dove sia la strada per la Pace.

Quanto all’Europa,, deve chiedersi che conseguenze avrebbe l’ingresso forzato in Europa di regioni e provincie dove oggi si combatte per non entrare in Europa, se l’Ucraina nasce (incompleta) nel 1990, collassa a partire dal 2004 e  finisce nel 2014 con le sommosse e le secessioni?

Vista la situazione finanziaria dell’Italia come di tutte le periferie dell’UE, l’Ucraina in Europa assorbirà capitali ed investimenti che potrebbero servire nelle aree dell’Unione che avrebbero bisogno di investimenti pubblici per lo sviluppo e/o il risanamento?

Demata

 

Chicherina, il Donbass, la Fifa ed il Mondiale negato

7 Giu

La Fifa ha vietato alla nota cantante russa Chicherina di esibirsi durante il Mondiale di calcio a causa del suo appoggio ai combattenti che nell’est dell’Ucraina sostengono le posizioni russe.

Chicherina avrebbe dovuto esibirsi in una ‘fan zone’ della Fifa, nella città di Rostov, vicino al confine ucraino, ed in passato la cantante si era ispirata ai temi della guerra nella sue canzoni e nei videoclip comparivano le milizie filorusse che resistono nel Donbass.

 

 

Alla richiesta di chiarimenti, la Fifa ha risposto: “Il calcio dovrebbe essere neutrale in materia di politica e non deve essere utilizzato da associazioni, giocatori, fan o altri individui per condividere dichiarazioni politiche”.
Strano, per Italia 90 nessuno ebbe da ridirire su Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, noti per le loro canzoni a sfondo politico.

Forse, il problema è che Chicherina potrebbe ricordare al mondo che sul suolo europeo si combatte e scorre sangue, come al solito. Magari, sarebbe il caso di concluderla questa ‘guerra del Donbass’, così Chicherina potrà tornare ai temi più allegri e sociali che le diedero fama nel 2013 … prima della guerra.

 

Intanto, prendiamo atto che  secondo la Fifa in Ucraina non c’è una guerra in atto, che la Russia non ne è coinvolta e che non c’è alcun problema nei regolamenti a svolgere il Mondiale lì, neanche se l’Ucraina sembra negherà la trasmissione del Mondiale persino se gioca la propria squadra nazionale: per la Fifa il problema è … se canta Chicherina, allora si che è che è un guaio.

A proposito, chissà cosa ci risponderanno i russi quando andremo a rivendicare il diritto d’espressione negato dalle parti loro …

Demata