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Il ministro Fornero e la mia vita

4 Dic

In pensione con 42 anni di versamenti e senza finestre?

Nel mio caso è probabilmente impossibile: sono malato seriamente, già adesso non dovrei  più lavorare, come non dovrei “combattere” con il Servizio Sanitario Nazionale che non mi garantisce neanche un pronto soccorso adeguato, se non in 3-4 città, nonostante leggi e finanziamenti appositi.

Grazie a Fornero & Monti, va a finire che della mia pensione ne godrà lo Stato.
Oppure, dovrò lasciare il lavoro e tirare avanti con 300 euro di pensione di invalidità per 14 anni, ovvero fino ai 67, pur avendo ben 36 anni di contributi versati o ricostruiti con salati versamenti.

Non è uno scherzo e non sono il solo.

La mia colpa? Essere un italiano nato negli Anni ’50 ed aver creduto nella meritocrazia.

Speranze?

Una sola, che tra sindacati e partiti qualcuno si ricordi che, a 50 anni, una parte degli individui iniziano  ad essere portatori di malattie croniche, anche piuttosto serie, che, purtroppo per i conti da mettere a posto, non sono immediatamente o rapidamente letali.
Persone che addirittura in USA vengono prepensionate.

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Un plan contre les travailleurs et les retraités

4 Dic

«Le budget est préparé: 24 milliards de dollars, 20 délégués sans taxe. Il est confirmé que l’objectif d’un budget équilibré en 2013, grâce à «une politique d’austérité, l’équité et le développement”, avec “des interventions solides et structurelles.”
Coupes lourdes sur les pensions sont à venir par l’extension de la contribution, la flexibilité de la production entre 63 et 70 avec des groupes différents pour les hommes et les femmes, une augmentation de la durée de vie active à 42 ans pour les hommes et 41 pour les femmes. Attendus, du côté des entreprises, réduire les coûts du travail par l’impôt. “(ADN-Kronos)

Une politique d’austérité, équité et développement?
«Nous ne sommes pas d’accord. Ce plan financier que sur le fardeau des travailleurs et des retraités. C’est la réaction des syndicats, qui, selon Mario Monti: “. Ce fut une rencontre positive et encouragement»

C’est pourquoi il était si secret et c’est pourquoi les derniers à être informés sont les parlementaires devront approuver le plan financier: plus de privilèges pour certaines catégories de «vieux» retraités, quelques coupes sur les dépenses des politiciens, des allégements fiscaux pour les grandes entreprises, encore des déchets et même banal.

Monti veut apporter à la prochaine législature une ancienne et la plus résignés Italie, moins guéri et moins protégés, plus librist et beaucoup moins libérale, mais … avec les livres bien équilibré, même au prix d’une récession dévastatrice et le chômage plus jeunes.

Pas de problème: pas de Monti, mais les parties, à partir de 2012/2013, devra faire face à la récession et les faillites de petites entreprises, manifestations de rue et de l’exaspération du peuple, de la faim pour ceux qui sont déjà pauvres et le désespoir des familles des personnes malades. Tous d’un gouvernement avec la plus grande densité de catholiques depuis la guerre, qui gouverne avec le soutien indispensable du Parti démocrate …

Pendant ce temps, personne ne parle d’une nouvelle loi électorale, comme d’habitude, … et sans cela, ils peuvent aller sur pendant un bon moment.

Après l’Italie, le jeu continue. Les Français auront soin: Monti est très apprécié en France.

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Una manovra contro lavoratori e pensionati

4 Dic

La manovra è pronta. Vale 24 mld, 20 al netto della delega fiscale. E’ confermato l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013, attraverso “una politica di rigore, equita’ e sviluppo”, con “interventi solidi e strutturali”.

Arriva una stretta sulle pensioni, con l’estensione del contributivo per tutti, la flessibilità in uscita fra 63 e 70 con fasce diverse per uomini e donne, un incremento dell’anzianità a 42 anni per gli uomini e 41 per le donne. Previsto, sul fronte delle imprese, il taglio dell’Irap sul costo del lavoro.”  (ADN-Kronos)

Una politica di rigore, equità e sviluppo?
Non siamo d’accordo. La manovra grava solo su lavoratori e pensionati”, questa la reazione dei Sindacati, che secondo Mario Monti: “E’ stato un incontro positivo e di incoraggiamento“.

Ecco perchè era tutto così segreto ed ecco perchè gli ultimi ad essere informati saranno i parlamentari che dovranno approvare la manovra: ancora pensioni d’annata, pochi tagli alla politica, tanti sgravi per le aziende, ancora sprechi e luoghi comuni.

Monti vuole consegnare alla prossima legislatura un’Italia più vecchia e più rassegnata, meno curata e meno tutelata, più libertista ed ancor meno liberale, ma … con i conti a posto, anche a costo di una recessione devastante ed una disoccupazione giovanile da paura.

Tanto saranno i partiti, a partire dal 2012/2013, a dover gestire la recessione ed i fallimenti delle piccole aziende, le proteste di piazza e l’esasperazione della gente, la fame per chi già adesso non ce la fa e la disperazione delle famiglie dei malati. E dire che questo è il governo con la più alta densità di cattolici dal Dopoguerra ad oggi che governa con l’indispensabile appoggio del Partito Democratico …

Intanto, di nuova legge elettorale, come al solito, non se ne parla e, senza quella, possono andare avanti per un bel po’.

Leggi anche Il ministro Fornero e la mia vita

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Salute: come morire di tagli

3 Dic

Dunque, anche Mario Monti vuole continuare ad incidere sulla Sanità senza nulla mutare riguardo lo status dei medici, che, fino a prova contraria, sono anche i “dirigenti pubblici” artefici del disastro, sia come deontologia, sia come qualità, sia come costi, sia come inamovibilità.

Tutto questo in un paese dove continuano ad esistere i “viaggi della speranza” verso gli ospedali del Nord, a causa dell’incompetenza biomedica, figlia della cooptazione, e della burocrazia sanitaria, fine a se stessa se non corrotta.

Un Sistema Sanitario Nazionale che ha dimostrato, a dieci anni circa dalla riforma, deficit gestionali e perdite finanziarie da incubo.

Parliamo di molte cose, anzi di molte disgrazie, per tanti di noi e per tanti familiari e parenti, che vanno ad aggiungersi alla malasorte di essere malati.

A partire dai medici di base che possono avere fino a 1500 pazienti, ma non hanno l’obbligo di tenere aperto lo studio per un numero di ore proporzionale al numero di assistiti, per non parlare dell’esigenza (in termini di salute ma anche di costi) di destinare dei geriatri per l’assistenza e cura dei tantissimi anziani, come accade per la pediatria ed i bambini.

Passando agli specialisti ospedalieri, che operano nella totale autarchia, visto che grazie a Brunetta sono equiparati ai dirigenti pubblici senza, quasi sempre, aver fatto un esame di diritto amministrativo, per non parlare dell’aleatorietà dei test biomedici che, come ogni malato sa, hanno interpretazioni e considerazione molto diverse da medico a medico e che, puntualmente, vengono ripetuti od incrementati.

Ricordando l’enorme flusso di danaro che gli italiani donano ad onlus “dei malati”, di cui non si vede traccia se non nelle dichiarazioni fiscali dei titolari delle onlus e nei lauti finanziamenti di cui gode, solo in alcuni settori, la ricerca, ma non nei reparti di cura o negli ambulatori di supporto. Ricerca “privata” che brevetta e, tramite le farmaceutiche, vende a caro prezzo gli eventuali nuovi farmaci o tecniche migliorative, anzichè restituire la “donazione” agli italiani, come minor spesa sanitaria e come qualità dell’assistenza.

Per finire all’apparato amministrativo delle Regioni, che, diciamola tutta, era puntualmente in tribunale, finchè sono esistiti determinati poteri delle Corti Regionai dei Conti, e che, da quando la regola è mutata, è praticamente indenne da colpe, pur essendosi amplificato sia lo spreco sia il degrado. Aziende sanitarie ed ospedaliere che, evidentemente, non ricevono sufficienti controlli della Guardia di Finanza riguardo ordini, contratti e fatture.

Dulcis in fundo, i Comitati Etici che determinano politiche del farmaco. protocolli sanitari e gestione dei malati, ovvero qualità dei servizi e sostenibilità delle spese. Comitati, non authority … è tutto dire: siamo ancora ai tribuni del popolo, con tessera sindacale in tasca, magari.

Non è affatto chiaro, dunque, come pensa il Governo Monti di reggere all’esplosione della protesta dei malati e dei loro familiari, a fronte di tagli che colpiranno loro e non il “sistema”.

Persone, ricordiamolo, che già da mesi devono subire angherie dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nell’assistenza agli invalidi, nonostante precise sentenze della Cassazione riguardo la nozione di familiare “convivente”, visto che vorrebbero obbligare chi assiste un invalifdo, magari per un’emergenza, a trasferire la propria residenza, anzichè il domicilio.

Malati, ad esempio quelli rari, che per legge dovrebbero avere un centro regionale di riferimento, che, però, non tutte le regioni hanno istituito, che, spesso, non sono collocati in prossimità di snodi della mobilità, che, spessissimo, non interagiscono con i sanitari che di fatto seguono i pazienti, che, quasi sempre, non sono stati selezionati su criteri meritocratici. Basti dire che, in un noto ospedale romano, abbiamo tricologi e dermatologi preposti all’assistenza e cura di malati del metabolismo.

Una “patata bollente” prevedibilissima, visto che il ministro in carica è lo stesso uomo che scrisse la riforma vigente ed i tagli lineari che comporta. Un flop di governo che esploderà a breve e che vedrà nella Capitale l’epicentro della protesta, grazie alla problematica gestione di Marrazzo, prima, e Polverini, dopo.

Un problema di governance Stato-Regioni rilevante e prioritario, che, fatti i tagli, passerà nelle mani del ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca. Sarà l’uomo del miracolo? Non credo, anche se è persona di grandi capacità: gli sprechi, le caste e l’ingovernabilità della spesa regionale sono frutto di una riforma del Sistema Sanitario nazionale che non funziona e dell’idea stessa di tagli lineari che non si addice a qualcosa chiamato salute.

Poco male … se Mario Monti ed i suoi vogliono puntare direttamente contro gli scogli, non bonificando l’ambiente medico-sanitario ed imponendo ulteriori tagli lineari ai malati – a chi sennò – è meglio saperlo subito. Tanto, per aspettarselo, bastava la nomina di Renato Balduzzi a ministro … il postino bussa sempre due volte.

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