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Elezioni, referendum e l’astensione degli esclusi

12 Ago

E’ difficile immaginare che il 36% dell’elettorato italiano (43% a Roma) uscirà di casa per votare: sono gli over65, infamati e rottamati.

E’ il popolo delle RSA ‘a porte aperte’, degli ambulatori ‘chiusi per Covid’ e dei luoghi per gli ‘anziani’ che non ci sono. Il popolo di quelli che gli lesinano 30 euro sulla pensione, ma poi li regalano alle partite Iva.
E sono quelli che si sentono sicuri con i lockdown locali, anzichè attendere quello nazionale, e che potrebbero uscire e frequentare amici, se i ‘giovani’ evitassero assembramenti e usassero le mascherine e se i Sindaci intervenissero. 

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Del resto, se sono dieci anni che Casaleggio, Di Maio, Salvini, Zingaretti, Renzi pretendono e propagandano la cancellazione del ceto politico nato prima degli Anni ’70, prima o poi doveva accadere che l’elettorato si spaccasse trasversalmente alle generazioni.
E l’Emergenza Covid voluta da Conte nei modi che conosciamo li ha del tutto cancellati dal lavoro e dalla vita sociale: invalidi, malati cronici, anziani, congiunti di malati fragili eccetera.

Dunque, la percezione generale già a partire dai nostri cinquantenni è quella di una scena politica okkupata da una generazione di ‘giovani’ parvenus senz’arte nè parte, affamata solo di poltrone e potere.

Inoltre, ci perdonino i ‘giovani del cambiamento’, ma il repulisti e le riforme promesse non si vedono all’orizzonte. Anzi, si ritorna a ‘soluzioni’ legislative di era fascista, come la ‘tessera’ del pane oggi ‘reddito’ o ‘bonus’, e come la ‘nazionalizzazione’ e la ‘cassa integrazione’ con cui DC+PCI devastarono l’occupazione italiana.

Intanto, la disperazione a cui ci ha portato il malgoverno locale potrebbe indurre tanti a seguire quel candidato/a che si presenti come ‘uomo del destino’, il ‘salvatore’ che inconsciamente attendono, mettendosi … nelle mani di qualche ennesimo ‘giovane’ privo di requisiti, ma desideroso di poltrone.

Le elezioni amministrative si svolgeranno con alcune anomalie: un paio di generazioni ne sono escluse a priori, un’altra vi si sostituisce per mera assenza di contendenti, quella emergente aspetterà in eterno. 

Se davvero i partiti italiani vogliono governare la transizione e l’innovazione, permettendo allo Stato e alle Regioni di uscire dal deficit e dal declino, troveremo in lista tra i candidati di punta dei 60enni esperti, dei 50enni operativi, dei 40enni in carriera, dei 30enni di talento.
Se, come oggi in Parlamento, dovessimo ritrovarci quasi esclusivamente con under50 in carriera, è presto detto: gli anziani sono del tutto esclusi e può starci una riduzione dei parlamentari del 30%.

Il referendum? Beh … con i ‘giovani 40enni’ che non hanno fatto figli, tra 2-4 legislature gli elettori saranno la metà di oggi e gli over60 – ‘dovendo morire’ – sono esclusi già oggi:  a cosa servono tanti parlamentari come ora?
Anzi, perchè non dimezziamo consiglieri regionali e comunali, che sono oltre centomila?

Il tutto senza parlare della convinzione – ormai abbastanza diffusa anche tra i più giovani – che la generazione degli Anni ’70 italiani rimasta priva dei milioni di ‘eccellenze tecniche’ traslocate all’estero sia oggi davvero poco adeguata alla governance, essendolo già stata verso il lavoro e verso l’istruzione.

Demata

Recovery fund nei dettagli

24 Lug

Il Recovery Fund di cui parlano politici, media e followers italiani è in realta “un pacchetto ambizioso e completo che combina il futuro Quadro finanziario pluriennale (Multiannual Financial Framework – MFF 2021-2027) con uno specifico Recovery effort nell’ambito del programma Next Generation EU (NGEU).
All’obiettivo climatico globale è destinato il 30% dell’importo totale delle spese del MFF e del NGEU.”
“Il 70% delle sovvenzioni fornite dal MFF sarà impegnato negli anni 2021 e 2022. Il prefinanziamento per il MFF sarà versato nel 2021 e sarà del 10%.”

Questo è scritto nelle Conclusioni sottoscritte il 21 luglio 2020 dall’European Council, Italia inclusa.

Il Framework MFF non è altro che il ‘solito’ Bilancio di previsione settennale che il bilancio annuale dell’Unione Europea, con parametri e programmi.

Dunque, cosa prevede quello che da noi viene chiamato Recovery Fund e in Europa lo chiamano programma Next Generation e che spende oggi i soldi per le infrastrutture necessarie alle generazioni a venire che ripagheranno i debiti attuali?

Gli importi nell’ambito dei NGEU (750 miliardi €) per i singoli programmi sono i seguenti:

  1. Recovery and Resilience Facility (RRF) 672,5 mld €
  2. ReactEU: 47,5 mld €
  3. Orizzonte Europa: 5 mld €
  4. InvestEU: 5,6 mld €
  5. Sviluppo rurale: 7,5 mld €
  6. Just Transition Fund (JTF): 10 mld €
  7. RescEU: 1,9 mld €

Andando al Quadro finanziario pluriennale (Multiannual Financial Framework – MFF 2021-2027) “per il periodo 2021-2027 avrà la seguente struttura:

  1. “Mercato unico, innovazione e digitale”;
  2. “Coesione, resilienza e valori” 
  3. “Risorse naturali e ambiente”
  4. “Migrazione e gestione delle frontiere”
  5. “Sicurezza e difesa”
  6. “Assistenza ai paesi che si preparano all’adesione all’Unione”
  7. “Pubblica amministrazione europea”. 

Inoltre, è previsto che per i singoli stati “gli importi delle NGEU costituiscono entrate esterne con destinazione specifica“, come anche che il MFF 2021-2027 distribuisca solo risorse finalizzate ad uno scopo e dedichi a questi parametri ben 60 pagine.

Leggendo il ‘testo originale’ del Recovery Fund balzano all’occhio due o tre cose:

  1. i parametri non sono certamente rivolti a sostenere l’occupazione e le professioni ‘tradizionali’, bensì a trasformare il contesto occupazionale upgradando tra i giovani competenze, professioni e produzioni;
  2. il rischio di appalti dissennati per studi, convegni e opere pubbliche è una lunga tradizione italiana, specie ‘a tutela dell’ambiente’ e specie se trattasi di cementificazioni;
  3. le risorse per i giovani potrebbero finire per sostenere  chi nel 2027 avrà quasi o più di 50 anni, da cui la querelle sul ‘reddito di cittadinanza’;
  4. gran parte dei finanziamenti si accenderà nel 2022 e l’Italia del Governo Conte non sembra avere tutto questo tempo.

Detto questo, precisiamo che l’Unione Europea non si apre affatto al ‘debito pubblico’: i finanziamenti non sono erogati dalla Banca Centrale Europea (BCE) che ha il compito di gestire l’euro, mantenere i prezzi stabili e guidare la politica economica e monetaria dell’UE.

E il Governo Conte già per il 2019 aveva previsto un ‘ricorso al mercato’ per quasi 290 miliardi, onde coprire le maggiori spese di prestiti e interessi dello Stato per quasi 300 miliardi, senza parlare di Regioni come il Lazio, dove – pagati i mutui – restano solo le spese di personale e poco più.

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A proposito, nel così detto Recovery Fund leggiamo spesso la richiesta di “Co-financing rates” per accendere il finanziamento, ma lo Stato e le Regioni in debito come potrebbero co-finanziare se non stornando risorse essenziali a quel poco che ci resta o assumendosi nuovi debiti?

Il ‘recovery fund’ non è un ‘debito pubblico UE’, perchè è erogato dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) che assume prestiti sui mercati dei capitali e eroga prestiti a condizioni favorevoli per progetti che sostengono obiettivi dell’UE.
Il rimborso è programmato secondo il principio della sana gestione finanziaria, in modo da garantire la costante e programmata riduzione delle passività entro il 31 dicembre 2058″.

Dunque, il così detto Recovery Fund non è una manna del cielo per risollevare le magre finanze di un’Italia odierna ed obsoleta e neanche l’ascensore dei redditi che sogna la generazione dei giovani ormai brizzolati.

NGEU e MFF 2021-2027 sono le risorse che riceviamo oggi per chi oggi ha meno di 30 anni e che dovrà rimborsarle nell’arco di una vita.

Demata

Italia, Francia, Germania, USA: le Costituzioni a confronto

22 Lug

Costituzioni alla mano qual’è la differenza tra italiani, francesi, tedeschi e americani?

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Iniziamo con il “protagonista” e prendiamo atto che è il Popolo che ‘crea’ Francia, Germania e USA, ma non l’Italia.

DE – Tutto il popolo tedesco è esortato a realizzare, mediante libera autodeterminazione, l’unità e la libertà della Germania.
FR – Il Popolo francese proclama solennemente la sua fedeltà ai diritti dell’uomo e ai principi della sovranità nazionale
US – Noi, Popolo degli Stati Uniti, allo Scopo di realizzare una più perfetta Unione, stabilire la Giustizia, garantire la Tranquillità interna, provvedere per la difesa comune, promuovere il Benessere generale ed assicurare le Benedizioni della Libertà a noi stessi ed alla nostra Posterità, ordiniamo e stabiliamo questa Costituzione per gli Stati Uniti d’America
IT – L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità` appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Come abbiamo letto, lo “scopo” è:
DE – unità e libertà
FR – diritti dell’uomo e sovranità nazionale.
US – unione, giustizia, tranquillità, difesa, benessere, libertà
IT – lavoro

Andando alla “governabilità” è ben diverso leggere:

DE – Il Bund (Federazione) garantisce che l’ordinamento costituzionale dei Länder corrisponda ai diritti fondamentali e alle disposizioni. Tutto il potere federale emana dal popolo. Esso è esercitato dal popolo nelle elezioni e nei referendum e per mezzo di speciali organi del Potere legislativo, del Potere esecutivo e del Potere giudiziario.

FR –Le collettività territoriali della Repubblica sono i comuni, i dipartimenti, le regioni, le collettività a statuto particolare e le collettività d’oltremare.
Nelle collettività territoriali della Repubblica, il rappresentante dello Stato è responsabile in materia di interessi nazionali, controllo amministrativo e rispetto delle leggi.

US – Questa Costituzione e le leggi degli Stati Uniti che saranno fatte in sua applicazione costituiranno la legge suprema del Paese; e in ciascuno Stato i giudici ne saranno vincolati, senza considerare qualsiasi cosa sia disposta in contrario nella Costituzione o nelle leggi di qualsiasi Stato. I poteri che la costituzione non attribuisce agli Stati Uniti né inibisce agli Stati, sono riservati ai singoli Stati o al popolo.

IT – La Repubblica e` costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Citta` metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.
Spetta alle Regioni la potesta` legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potesta` legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. (ndr. tra queste materie abbiamo istruzione, tutela della salute; protezione civile; grandi reti di trasporto e di navigazione; previdenza complementare e integrativa …)

Riepilogando, se mettiamo la Costituzione italiana a confronto con quelle straniere:

  1. non è il popolo italiano che crea la nazione Italia
  2. lo scopo enunciato non è unità, libertà, sovranità, diritti eccetera, ma il ‘lavoro’
  3. la sovranità del popolo italiano è limitata dalla Costituzione entro la sovranità dello Stato e della Chiesa cattolica
  4. lo Stato italiano non ha molti dei poteri del Bund tedesco, dell’Etàt francese o  del Congresso USA
  5. le Regioni e i Comuni hanno ampia facoltà di deregolare norme e diritti essenziali, salvo illegittimità formali di competenza giudiziaria e non politica.

Dunque, è inutile meravigliarsi se il Recovery Fund sia quella “sorta di finanziamento a pioggia” che i Frugali europei e tanti italiani temono.

Nè c’è da aspettarsi che l’Italia ridurrà deficit o rilancerà profit, senza prima chiarire Poteri e Doveri costituzionali.
Ma … la Costituzione italiana ha un meccanismo che ne consenta la revisione senza addentrarsi in un labirinto?

Demata

Carcere per gli evasori fiscali? Esiste già, come mai si vuol cambiare?

23 Ott

manetteIl carcere per gli evasori fiscali esiste già da quasi dieci anni.

Il decreto legislativo n. 74 del 2000, con le modifiche del Dl 138/2011, prevede – ad esempio – pene da 1,5 a 6 anni di reclusione per frode fiscale e da 1 a 3 anni per dichiarazione infedele “non fraudolenta”, con sanzioni pecuniarie dal 135 al 270 per cento per la frode fiscale e dal 90 al 180 per cento per la “semplice” dichiarazione infedele.

Perchè – dunque – Zingaretti e Di Maio hanno una tale fretta di modificare i reati in cui si può incorrere già da anni e che di recente hanno ricevuto tutta l’attenzione necessaria da parte della Corte di Cassazione? 
Infatti, parliamo di:

  • Dichiarazione fraudolenta (reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni), se l’imposta evasa supera i 30 mila euro, grazie alla falsificazione della dichiarazione dei redditi o Iva, inserendo finti elementi passivi o alterando le scritture contabili;
  • Dichiarazione infedele (reclusione da 1 a 3 anni), se l’evasione è superiore a 150 mila euro, perchè il contribuente omette (in modo cosciente e volontario) alcuni redditi percepiti o aumenta le spese;
  • Dichiarazione omessa (reclusione da 1 a 3 anni), se per almeno 50 mila euro non viene presentata la dichiarazione dei redditi, dell’Iva e il modello 770 entro 90 giorni dalla scadenza;
  • Emissione di fatture false (reclusione da 1 anno a 6 mesi a 6 anni), a prescindere dall’importo se vengono emesse fatture false, cioè relative a operazioni inesistenti per consentire a terzi di evadere le tasse e l’Iva ed Occultamento e distruzione di documenti contabili (reclusione da 6 mesi a 5 anni) per i quali è obbligatoria la conservazione a prescindere dall’importo;
  • Omesso versamento di ritenute (reclusione da sei mesi a due anni) per un ammontare superiore a 150.000 euro per ciascun periodo d’imposta (entro il termine di scadenza dell’invio del 770) oppure se trattasi di IVA con importo superiore a 250mila euro alla scadenza per il pagamento dell’acconto.

Dal 2011 al 2015, l’omesso versamento di ritenute ha incontrato diverse farragini procedurali, poi le Sezioni unite della Corte di Cassazione hanno chiarito che, per gli illeciti consumati dal 21 ottobre 2015 in poi, per provare il reato di omesso versamento delle ritenute di acconto è solo necessario produrre le certificazioni rilasciate ai sostituiti non essendo sufficiente la sola dichiarazione 770.

Tre anni dopo, la Corte di Cassazione, sez. III Penale, con la sentenza del 25 marzo 2019, n. 12906, aveva sentenziato la non punibilità del reato per «particolare tenuità del fatto», se l’evasione dell’IVA era inferiore al 4%. Dunque, sarebbe solo necessario un intervento del Parlamento per depenalizzare queste casistiche in modo che i procedimenti non vadano ad ingolfare i tribunali.

Di pochi mesi fa la sentenza della Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione del 27 giugno 2019, n. 28158, per la quale risponde di frode anche il commercialista, in quanto “è sufficiente il solo dolo eventuale laddove il professionista abbia accettato il rischio della condotta non limpida”.

Non appena la Corte Suprema ha reso chiara ed equa la procedura per condannare penalmente gli evasori … i Cinque Stelle ed il Partito Democratico hanno tanta fretta di cambiare? Perchè il 31 ottobre 2019 è il termine di scadenza dell’invio del 770 e il 27 dicembre, di solito, è la scadenza per il pagamento dell’acconto Iva?

Non è che – poi – a legge fatta diventano non punibili fino a 100.000 euro coloro che oggi lo sono a prescindere dall’importo o per somme inferiori?
E quali irrigidimenti sono previsti per ‘oltre i 100.000 euro’, se quella tenuità del reato sentenziata dalla Corte di Cassazione a marzo 2019 equivaleva a poco meno di euro 10.000?

Perchè il Governo Conte dichiara che quello dei grandi evasori è “un fenomeno che non può rimanere impunito. Governo e maggioranza compatti hanno dato un segnale chiarissimo e netto”, se pochi giorni fa la Sentenza della Corte di Cassazione 38467/19 del 17 settembre 2019 era addirittura ostativa alla commutazione della pena detentiva in pena pecuniaria?

Perchè il Daspo per i commercialisti ‘infedeli’ suscita tanta meraviglia – anzi ‘non esiste‘ – anche se la sospensione e l’espulsione dall’Ordine è prevista per statuto / regolamento per tutti i professionisti inclusi i commercialisti?

“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi. La facoltà di ingannare se stesso, questo è il requisito essenziale per chi voglia guidare gli altri.” (Giuseppe Tomasi, principe di Lampedusa e Grande di Spagna)

Demata

L’asso di Renzi è la spesa sanitaria

20 Set

Il ‘buon’ risultato del primo Governo di Giuseppe Conte è che l’inesperienza dei protagonisti ha messo in luce alcuni degli atavici problemi di spesa del bilancio italiano: scarsa manutenzione delle infrastrutture, scolarizzazione insufficiente, settore assistenziale poco vigilato, un sistema previdenziale che da a chi troppo ed a chi troppo poco, fragilità decisionale.

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Se leggiamo le cronache del Regno d’Italia alla fine dell’Ottocento, troviamo la stessa situazione: opere incomplete, docenti reclutati di fretta e furia, nepotismo e corruzione se parliamo di assistenza e sussidi, trasformismo politico. Anzi, l’onorevole radicale Giuseppe Mosca nel 1901 si trovò a spiegare ai parlamentari che tutte queste ‘belle’ cose avevano creato la Mafia siciliana.

Dunque, gran parte del ‘lavoro sporco’ di portare in luce i nostri guai è fatto, ma manca ancora un settore alla cronaca del disastro annunciato del Bilancio italiano e dal punto di ripristino da cui ripartire: la Sanità.

Sono circa 60 miliardi annui quelli che noi contribuenti versiamo alle Politiche ‘assistenziali’ regionali ed a quegli enti territoriali denominati Facoltà di Medicina, confidando che si convertano in prestazioni economiche ed efficienti per gli assistiti.

Giusto per fare i conti della serva, calcolando una mera emorragia di 30 miliardi annui (o valore equivalente) a partire dal fu Governo Prodi e del sorgere della ‘sanità , staremmo parlando di 600 miliardi … di Debito Pubblico consolidato.

Ovviamente le cose non stanno esattamente così – sono i conti della serva – ma l’esempio è bastante a quantificare quale sia il baratro che viene a crearsi mescolando la sanità “universale” per gli indigenti (art. 32 Cost) con quella ‘assicurata’ ai lavoratori (art. 38 Cost.) e con quell’altra ‘di eccellenza’ per cui (art. 33 Cost.) per cui sorgono le Università.

Mission impossible.
Il Lazio ha da campare con un bilancio dimezzato dai mutui ventennali sottoscritti per coprire le disastrose spese sanitarie degli ultimi vent’anni, la Lombardia – provare per consultare il sito regionale – non ha neanche più una specifica direzione generale per la Salute.

I Livelli Essenziali Assistenziali per le malattie croniche sono spesso la mera esenzione normata dallo Stato, ma a livello regionale nulla, anche se servirebbe eccellenza; peggio che andar di notte per i milioni di malati ‘rari’ che aumentano, mentre i centri oncologici vanno avanti ormai con fondi appositi e spesso privati.

Dove finiscono i finanziamenti? A cosa vengono finalizzati dalle Facoltà Mediche, se non alla didattica e all’eccellenza? Le Regioni intendono offrire solo servizi per indigenti?

E cosa faranno gli attuali quarantenni quando, a breve, toccherà a loro scoprire che … tutti i farmaci sperimentali o avanzati sono riservati alle strutture pubbliche, spesso disagevoli e non di rado insoddisfacenti?

Confidamo nel Governo Conte bis e – dopo quello disastroso con Salvini – nell’abbraccio fatale tra Di Maio e Zingaretti.

A proposito, sarà per questo che Renzi – antipatico perchè lungimirante – guarda a Macron ed ai Liberali europei, in attesa che scoppi il bubbone dei servizi essenziali assenti in alcune regioni che ‘bloccano’ l’autonomia differenziata di altre regioni?

Demata

Il debito pubblico ormai è a Cinque Stelle

16 Set

Bankitalia ha annunciato che a luglio il passivo delle Amministrazioni pubbliche e’ aumentato di 23,5 miliardi rispetto al mese precedente e  che il debito ha superato il record di giugno (2.386.381 miliardi), arrivando a quota 2.409,9 miliardi.

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L’aumento del debito registrato a luglio, spiega Bankitalia, e’ dovuto all’incremento della liquidità necessarie al Tesoro per il funzionamento generale dello Stato.

E’ rimasto pressoche’ invariato il debito degli Enti di previdenza, che ha creato il 70% del debito pubblico degli ultimi 36 anni, e delle Amministrazioni locali, che spesso e volentieri hanno rating BBB con outlook negativa.

Eppure, il risanamento che doveva iniziare nel 1974, quando chiusero Casse e Mutue, od almeno nel 1982, quando Amato e Dini disegnarono il nuovo Welfare universale, e non è certamente aumentando la spesa dello Stato all’infinito che si eliminano queste falle … specialmente se  i cittadini reclamano da Roma   l’autonomia finanziaria per il Nord e una pari spesa pubblica pro capite per il Sud.

Demata

Chi ha letto Jean Jacques Rosseau?

5 Set

Sarà sempre troppo tardi quando qualcuno si prenderà la briga di leggere qualche citazione di quel signore a cui è ispirata la Edemocracy che ha deciso questo governo: Monsiuer Jean Jacques Rosseau.

Sarebbe importante leggerlo Rosseau, dato che è famoso grazie ad una ‘fake news’: quella che mise in giro la voce che nasciamo tutti buoni e ottimi, ma è poi la società a tarparci le ali e renderci malvagi.

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Ovviamente, è impossibile che Grillo e Casaleggio jr. come Di Maio o Di Battista non conoscano il pensiero dell’uomo a cui si ispirano, quello di M. J.J. Rosseau, e che Renzi e Zingaretti ignorino perchè Emma Bonino ha votato contro questo governo ‘avallato’ da settantamila sconosciuti on line.

Democrazia: “Se ci fosse un popolo di dei, si governerebbe democraticamente. Un governo così perfetto non è adatto agli uomini. “

Educazione:“La sola abitudine che si deve lasciar prendere al fanciullo è quella di non contrarne nessuna.” 

Responsabilità:“La più grande, la più importante, la più utile regola di tutta l’educazione? È non di guadagnare tempo, ma di perderne.” 

Pari opportunità: “Nessuno si annoia mai della sua condizione, quando non ne conosce di più piacevoli.” 

Sanità: “Non so di che malattie ci guariscano i medici, ma so di certo che ce ne inoculano di assai funeste: la viltà, la pusillanimità, la credulità, il terrore della morte. Se guariscono il corpo, uccidono il coraggio. La sola parte utile della medicina è l’igiene; e anche l’igiene, del resto, più che una scienza è una virtù”.

Giovani: “Si pensa soltanto a conservare il proprio figlio: non è sufficiente; occorre insegnargli a conservarsi da sé quando sarà adulto, a sopportare le percosse del destino, a sfidare l’opulenza e la miseria”.

Movida e reddito: “La temperanza e il lavoro sono le due vere medicine dell’uomo: il lavoro stimola il suo appetito e la temperanza gl’impedisce di abusarne”. 

Giustizia: “Chiunque arrossisce è già colpevole: la vera innocenza non ha vergogna di niente.”

Sicurezza: “L’ordine sociale è un diritto sacro, che serve da base a tutti gli altri”.

Impresa: “Il primo uomo che ha recintato un pezzo di terra dicendo: ‘È mia’ e che ha trovato gente tanto semplice da credergli, è stato il vero fondatore della società civile.”

Scienza:“Le idee generali e astratte sono la fonte dei più grandi errori degli uomini.” 

Innovazione:Tutto è buono quando esce dalle mani del Creatore, tutto degenera nelle mani dell’uomo.” 

Informazione: “Si è curiosi soltanto nella misura in cui si è istruiti.” 

Libertà: “Da solo il popolo vuole sempre il bene, ma non sempre, da solo, lo vede.”

Questo, dunque, l’ideale condiviso da Beppe e Davide, da Luigi e Alessandro, oggi sostenuto anche da Nicola, Matteo, Giuseppe ed … i circa settantamila cripto-votanti di Rosseau.

Ed adesso avrete anche capito uno dei perchè +Europa avrebbe dovuto votare contro alla Camera, come Emma Bonino ha fatto al Senato, e perchè Forza Italia – a differenza dei post comunisti di LeU –  non ha neanche preso in considerazione l’ipotesi.

Demata

Da oggi i Cinque Stelle sono l’Establishment

5 Set

La scelta di un Governo Conte bis associandosi con il PD è stato un errore – forse definitivo – dei Cinque Stelle: da oggi sono il Potere e l’Establishment.

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La originaria scelta di Giuseppe Conte nell’associarsi con la Lega (ndr. Salvini è un fenomeno a se stante) era ‘coerente’ per gli elettori grillini: due formazioni politiche all’opposizione che si associano in una alleanza Destra/Sinistra, ma anche Nord/Sud, contro il “nemico esterno”, che Europa o Africa cambia poco, e contro il Partito Democratico, figlio mutante dei partiti clientelari del Dopoguerra.

L’attuale scelta di Giuseppe Conte nell’associarsi con il Partito Democratico (ndr. di cui Renzi è solo una delle trasfigurazioni) è un radicale cambio di rotta: il partito al potere pur di mantenere poltrone e consensi si associa con quello che ha sempre dipinto come il peggiore nemico del Popolo, per formare un’alleanza solo ‘a Sinistra’.

E’ facile ipotizzare che gli elettori ed i contribuenti possano sentirsi stretti in una morsa, non appena inizieranno a piovere tasse, ticket, tagli, disservizi, pagamenti dilazionati e … nomine, a cui il PD è affezionato. 

E da quell’istante in poi, cioè proprio nel periodo utile per andare alle urne fra l’estate del 2020 e i primi mesi del 2021, prima del ‘semestre bianco’ presidenziale, i Cinque Stelle NON saranno più il partito del popolo nè quello dei cittadini.

Anzi, già da oggi non hanno più alibi per tutti i disservizi e i deficit nelle Regioni e nei Comuni a guida PD.
Nè il PD di Renzi, Del Rio e Zingaretti potranno raccontarci di esser stati travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, quando ci saranno da spiegare le solite proprie liti interne e le eventuali ‘stranezze’ dei Cinque Stelle o dei post-comunisti.

Demata

Conte bis: la corsa per un Governo da 30 miliardi

2 Set

La lotta per il potere tra Conte e Di Maio, come tra Renzi e Zingaretti, verte tutta sui circa 30 miliardi da ‘manovrare’ per l’IVA e per il Deficit.

Trenta miliardi circa che servono per disinnescare l’incremento dell’IVA e per almeno contenere il Deficit: avviarsi sulla via dell’insolvenza e dei rating in ‘C’ oppure no?
Gli sconti o le sanzioni dell’Eurozona sono un aspetto secondario, tecnicamente una CONSEGUENZA.

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Il Governo Conte bis – mentre forse l’Europa andrà ad addolcire qualche regola – ha diverse opzioni per l’IVA e il Deficit:

  1. riprogrammare una serie di spese sussidiarie come fossero investimenti ‘sociali’ o ‘di impresa’, erodendo solo nominalmente il ‘buco’ con conseguenze ‘pesanti’ sull’esercizio 2020, cioè rinviando ai posteri un problema incrementale
  2. riassorbire la ‘sforatura’ tramite incrementi tributari e fiscali a macchia di leopardo e prevalentemente a ricaduta locale, dato che una ‘vera’ Patrimoniale andrebbe a collassare il tessuto produttivo e distributivo
  3. ‘preparare’ l’Autonomia riequilibrando il rapporto ‘contabile’ tra Amministrazione centrale e regionale, cioè riportando ai costi standard nazionali i servizi essenziali sanitari e scolastici di cui è garante lo Stato rispetto a quelli delle Regioni finanziati dai contribuenti locali o quelli convenzionati da Enti, Aziende e Assicurazioni con i cittadini
  4. ‘trasformare’ una serie di spese ‘a fondo perduto’ per il sociale e l’occupazione in investimenti reali nella formazione professionale e nell’ammodernamento di infrastrutture.

Se in ognuno di questi ambiti – ma non andrà così – venissero ‘captati’ grosso modo 7 miliardi di euro ciascuno, avremo una legge di Bilancio (ed un Governo) che non prendono in giro gli italiani e gli europei.
Sarà brutta davvero, viceversa, se il Governo Conte bis spera di salvare l’Italia portando avanti solo i punti 1 e 2 restando agli annunci  ‘senza portafoglio’ per i punti 3 e 4.

Demata

Appunti ai punti di programma a Cinque Stelle

30 Ago

Giuseppe Conte bis ha ricevuto dal leader M5S Luigi Di Maio un documento con una ventina di punti che dovranno essere il programma per governare con i voti del Centro-Sinistra dopo aver governato con i voti della Destra.

Pinoccio Gatto VOlpe TvBoy Roma

Un’opera di TvBoy come era nata e come diventerebbe oggi

Numero dei parlamentari: quanto è democratico e soprattutto utile alla Nazione che vi sia meno rappresentatività nazionale e legislativa mentre i Consigli regionali restano sovraffollati di pervenuti e predestinati, che in tal modo avrebbero ancora più potere nei rispettivi partiti?

Manovra equa: oltre la metà degli italiani ha più di 50 anni, perchè non ci sono risorse per loro, come non ci sono in generale per chi lavora? L’equità così detta la pagano i contribuenti, cioè chi produce, senza nulla in cambio?

Ambiente: che senso ha – nel dare corso ad un governicchio – di gonfiare la bocca con proposte che richiedono decenni per realizzarsi, come le fonti energetiche rinnovabili o i rifiuti zero

Conflitto di interessi: perchè – nel dare corso ad un governicchio – si novellano al Popolo proposte impossibili, dato che rispedirebbero a casa gran parte dei nostri eletti?

Autonomia differenziata: se ancora mancano i livelli essenziali di prestazione in tutte le regioni, perchè nessun politico regionale coinvolto in un tale disastro resta al suo posto e non è giubilato dal suo stesso partito? Autonomia, aspetta e spera? Oppure ognuno per se e Dio per tutti?

Legalità: Grandi evasori, mafie, traffici illeciti: bene, benissimo, ma sarebbero l’ordinaria amministrazione? Come si pensa – sempre come ordinaria amministrazione – di rendere sicure le strade per chi volesse passeggiare e tranquille le piazze se di notte si volesse anche dormire?

Sud: Una banca pubblica di investimenti mica significa prestare soldi pubblici nel Meridione per poi riprenderseli con gli interessi? E cosa facciamo se, tra 10 anni, scopriamo che gli investimenti hanno foraggiato le filiere dei soliti noti o, peggio, del crimine?

Scuola: dove sono le classi pollaio se la media di alunni per classe italiana è di 16-17 ed è una delle più basse del mondo?

Sanità: come può il merito riuscire a “spezzare il legame tra politica regionale e sanità”, se è la prima che governa e finanzia direttamente la seconda? Vi sembra normale che la Politica regionale sia anche il Consiglio di Amministrazione di tutto il sistema sociosanitario previsto dalla Costituzione, sia assicurativo e sia assistenziale?

Armi: incentivare i processi di riconversione industriale significa per caso una minore produzione navale ed aeronautica, come anche una minore occupazione e il declino di alcuni porti e distretti industriali?

Giovani e futuro: tutto quel che serve e che vogliamo offrirgli è l’innovazione digitale? E basta?

Eccetera, eccetera, eccetera, ma chi ci crederà mai?

Demata