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Cooperare: io lavoro e tu mangi

19 Nov

Oggi alla Camera dei Deputati si discuterà di due mozioni riguardanti le Coop.

Ecco le questioni sul tavolo:

la Lega delle cooperative oggi è leader assoluta della grande distribuzione commerciale con 1.331 punti di vendita tra supermercati ed altri locali pubblici e si calcola, tra l’altro che le cosiddette «Coop rosse» abbiano realizzato nel 2006 ricavi da vendita al dettaglio per un totale di 11,8 miliardi di euro che rappresentano il 3 per cento del prodotto interno lordo italiano;

tali traguardi sono stati raggiunti nel corso degli anni grazie a legami politici realizzati con le amministrazioni locali gestite via via dal Pci, Pds e Ds, soprattutto in Emilia Romagna, Toscana, Liguria e Umbria, sovvertendo le regole del libero mercato con una costante simbiosi tra la politica e il commercio al dettaglio;

l’Associazione dei consumatori Altroconsumo ha diffuso uno studio dal quale risulta che i prezzi di Ipercoop e Coop vengono stimati in media più alti rispetto alla Esselunga rispettivamente del 5 per cento e del 10 per cento, inoltre dallo studio emerge che nelle regioni in cui è subentrato un competitor privato i prezzi si sono notevolmente abbassati. Se ne deduce che è l’azienda privata e non la cooperativa a calmierare i prezzi;

la Commissione europea, su richiesta della commissaria Neelie Kroes, sta analizzando il dossier sui vantaggi fiscali alle cooperative di distribuzione in Italia. In particolare i servizi della concorrenza stanno controllando il ponderoso materiale informativo inviato dal Governo italiano alla fine di agosto che contiene i dati relativi a tutte le Coop di distribuzione, agli istituti di credito cooperativo e alle banche popolari,

sempre più taluni settori del mondo cooperativo operano sul mercato in un’ottica puramente imprenditoriale per nulla rispettosa del diritto dei soci a partecipare alla vita sociale e ad essere informati sui movimenti economico-finanziari posti in essere dalla dirigenza; peraltro, è sempre più diffusa prassi di avere un numero di dipendenti di gran lunga superiore al numero dei soci; tali situazioni privano, di fatto, la cooperazione della sua funzione tradizionale imperniata sul principio di mutualità;

la situazione più eclatante si rinviene in Emilia-Romagna, dove il monopolio assoluto delle cooperative in vari settori, dall’edilizia alla distribuzione, sanità e altro, condiziona negativamente il libero mercato, penalizzando, di fatto, i consumatori sempre più vittime di abusi di potere da parte di questi colossi, che hanno, in molte realtà, cancellato il commercio al dettaglio e qualsiasi altra forma di concorrenza ;

a Cavriago (Parma) la Coopservice, che fa capo alla potente Legacoop, controlla Servizi Italia s.p.a. con sede in Soragna di Parma, che recentemente è stata quotata in borsa; ci si chiede quale possa essere la mutualità di una società quotata in borsa, che pensa essenzialmente al livello delle proprie quotazioni ed agli azionisti; anche per i citati organismi è nota la rilevanza per l’economia regionale e le fitta rete di rapporti che li lega alla macchina pubblica;

a Roma, la trasmissione televisiva Report ha posto in luce che i soci delle cooperative per i servizi sanitari nemmeno sapevano di far parte di una cooperativa e di avere dei diritti sociali; ritenevano di essere dipendenti di società il cui nome cambiava continuamente, pur avendo sempre gli stessi titolari;

la situazione determinatasi impone un’indagine sul sistema cooperativo nazionale ed emiliano romagnolo in particolare, al fine di far emergere le eventuali violazioni delle leggi che regolano la concorrenza e la tutela dei consumatori, verificare i rapporti, non sempre chiari con gli enti locali o con le autorità preposte a concedere aree, nonché a chiarire e definire in modo chiaro il concetto di mutualità, distinguendo tra cooperazione con finalità mutualistiche da quella avente una logica prevalentemente di mercato.

Le mozioni chiedono al Governo di:

  1. attivare ipotesi di indagine dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato
  2. utilizzare la guardia di finanza per verificare se vi siano state violazioni alla normativa vigente in materia di mutualità prevalente e di diritti economici e sociali spettanti ai soci
  3. attivarsi affinché si verifichino con opportuni controlli la reale finalità di tali cooperative che sembrano aver perso l’originale scopo mutualistico trasformandosi in vere e proprie holding.

Le Coop, intanto che s’aspetta, hanno addirittura la forza di andare in Germania a avincere appalti. Ma le Coop non starebbe per cooperativa?