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Greta, il Clima e l’istruzione scientifica dei cittadini

15 Mar

Un esercito di opinionisti dagli Anni ’80 nega che il Clima possa variare drasticamente, come nega che abbiano un effetto disastroso cose come la sostituzione delle foreste con il cemento o delle alghe con la plastica.

GRETA SCIENZE CLIMA

E questo è quello che hanno fatto per ben due generazioni.

Non è colpa loro, ma delle scuole: un laureato in economia o in giurisprudenza o in lettere che ha studiato al liceo classico – ad esempio –  potrebbe essere un professionista eccezionale ed una persona molto colta, ma comunque aver ricevuto in tutta la sua vita solo 5-6 lezioni riguardo il metodo scientifico e sperimentale, la termodinamica e la statistica, il coding e tanto altro: una decina di ore in tutto per apprendere le basi della Logica moderna e far proprie le chiavi per comprendere tutte le informazioni tecniche e scientifiche?
Tutto affidato al talento individuale ed agli interessi personali?

Figuriamoci, poi, se la copertura delle cattedre di Matematica e Scienze nelle prime medie è non di rado difficoltosa e proprio quella parte essenziale dei programmi finisce …  nell’orario provvisorio delle lezioni ad inizio anno. Oppure se, come di consueto, al colloquio l’attenzione delle famiglie è incentrata solo sull’algebra e non su tutto il resto.

Peggio, l’idea  che Politica ed Economia abbiano la primazia sulla Scienza e sulla Tecnica, mentre sono quest’ultime ad essere il ‘motore’ delle prime due.
Un’idea obsoleta ormai da oltre 50 anni: ogni innovazione causa ripercussioni esponenziali sulla mentalità e sulla produttività generali, la Information Technology Revolution ne è la prova a posteriori, dopo aver prodotto cambiamenti sociali, produttivi e finanziari … partendo con quattro spiccioli in un garage.

Infatti, come esistono ancora persone che rifiutano di apprendere l’uso di strumenti elettronici, ci sono ancora molte persone che continuano ad affermare le proprie ‘opinioni scientifiche’ … senza ricordare che la Scienza e la Tecnica non le prevedono: fatti, soluzioni e senza pregiudizi.

Eppure, l’attenzione per l’Ambiente non può che vertere sullo studio delle Scienze e la sua tutela non prescinde dalla conoscenza della Tecnica.

I nostri licei classici offrono meno ore settimanali degli istituti: perchè non aggiungere qualche ora di Scienze e quel minimo di Matematica che serve per capirle? Sono almeno due generazioni che se ne parla …

Demata

Sostenere Copenhagen

9 Dic

"Le cifre parlano di 40 mila tonnellate di CO2 prodotte dal vertice (sull'ambiente che si tiene in questi giorni a Copenhagen). Per
compensare i danesi costruiranno due fattorie in Bangladesh sviluppando
un progetto per potenziare la produzione di energia utlizzando meno
carbone". (La Stampa)

Uno scandalo?

No, credo di no. Penso piuttosto a quanto ossigeno ci sottraggono e quanta anidride producono i voli che traslocano, nei week end, i pendolari del "3 mesi in supporto alla sede di Vattelapesca" ed i turisti del "tre notti con breakfast a low cost".E mi chiedo, sarà sostenibile tutto questo?

Oppure, di quanto lieviteranno i prezzi e l'accessibilità, quando (più prima che poi) chi produce CO2 in quantita massicce dovrà pagare una tassa onerosa?Insomma, addio lavoratori sballottati ogni tre mesi e più turisti da 10-12 notti con mezza pensione.

Da Copenhagen, USA e Cina Popolare usciranno con dei solidi accordi per ridurre fortemente le emissioni e, visto che i due Stati continentali rappresentano almeno 2/3 di tutto quello che circola nel mondo, questo cambierà molte cose nel turismo e nei servizi come nella produzione e nella finanza.

Un riallineamento tra Euro, Yuan e Dollaro cambierà, ad esempio, la convenienza di importare determinate merci o di continuare/riprendere a produrle. Provate ad immaginare cosa faranno la minore accelerazione dei mercati, visto che c'è un mondo intero da ricostruire, ed il ritorno all'agricoltura ed all'industria, come forme di arricchimento individuale: un mondo molto diverso da quello degli ultimi 200 anni.

Un mondo dove le aree ricche non saranno certo gli odierni agglomerati, densi di autovetture e tangenziali, e dove il trasporto via mare riprenderebbe ad essere vantaggioso; un mondo dove non ci sarà spazio per tutti, come del resto oggi.

Sarà in grado l'Italia di sostenere tutto questo?

Non è detto, anche se le cinque Macroregioni avrebbero singolarmente tutte le migliori chances di farcela senza recessioni, disordini e sfracelli vari.

Dipenderà moltissimo da quanto l'Italia saprà rilanciare il proprio settore manifatturiero ed agroalimentare, che equivale a dire che dipende da quanto vorremo agire per liberare il Sud dalle Mafie ed il Paese dalle Lobbies che paralizzano i governi da troppi anni ormai.

Copenhagen, viceversa, deve essere sostenuta da tutti, anche se non sarà sostenibile per tutti.

Questo è un impegno concreto verso le generazioni che stanno nascendo ora e che, se faremo come al solito, avranno tra 20 anni, quando diventeranno adulti, un futuro negato ed un presente insostenibile.