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Roma e il mistero dei Centri per immigrati

27 Dic

(tempo di lettura 5 minuti)

Roma Capitale ha una apposita voce di Bilancio per i Diritti sociali, politiche sociali e famiglia e, per il 2021 erano previsti oltre 40 milioni di euro in interventi per l’infanzia e i minori e per asili nido, per il servizio necroscopico e cimiteriale, per la disabilità, per gli anziani, per le famiglie, per il diritto alla casa e per soggetti a rischio di esclusione sociale, inclusi i richiedenti asilo e gli immigrati stranieri non europei.

Andando al Piano Esecutivo di gestione 2021, il Comune di Roma Capitale riporta per gli immigrati, i rifugiati e i richiedenti asilo di porsi due Obiettivi Gestionali con tanto di risultati attesi:

  1. migliorare l’offerta dei servizi socio-educativi del territorio attraverso iniziative di aggiornamento e condivisione di modelli operativi e competenze già sperimentate nell’ambito dell’intercultura”
  2. riorganizzare del servizio di accoglienza e supporto agli individui di maggior tutela” tra cui anche gli stranieri, oltre ad anziani, indigenti e disoccupati.

Del resto, siamo nella città dell’accoglienza, dove la Caritas garantisce ogni anno oltre 385mila pasti distribuiti, 210mila pernottamenti, 13mila prestazioni sanitarie, 52mila visite domiciliari a malati e anziani: certamente il Comune non può certo tirarsi indietro, né come aiuto sociale né come resilienza al declino.

Dunque, arrivati alla fine del 2021, fa davvero strano leggere sul Bollettino Statistico di fine anno che il Comune di Roma ha accolto solo 1951 ‘ospiti’ nei 50 Centri di accoglienza per Immigrati, rifugiati e richiedenti asilo, che finanzia.

Strano non perchè 1.951 ospiti non siano pochi, rispetto a quanto fa la Caritas: in 365 giorni diventano quasi 700mila pernottamenti e almeno il doppio di pasti caldi.

1.951 sono ‘pochi’, perché ce ne sono tanti di più, stranieri e non, dato che Roma non è né un piccolo centro, avendo circa 3 milioni di abitanti, né sarebbe una città povera, vantando un PIL da 154.000 milioni di euro in forte crescita (+ 9,2% entro il 2025 secondo l’Osservatorio del Terziario Manageritalia).

Piuttosto, finita la campagna elettorale, come la mettiamo se nel 2021 si sono spesi i 41 milioni vincolati, lasciando per gli stessi servizi solo 4 milioni per il 2022 e il 2023?
Inoltre, se si è speso in quantità per l’aiuto sociale e l’inflazione decolla, quand’è che arrivano gli interventi per la resilienza dal declino occupazionale ed economico delle categorie meno istruite e tutelate?
E cosa dire se, non la città dell’accoglienza, ma la sola provincia di Como dal 19 settembre 2016 al 31 ottobre 2018, ha accolto 7.019 richiedenti asilo?

Demata