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Bomba a Brindisi: dopo il primo arresto, ancora molte ombre

7 Giu

Sarebbe un anziano benzinaio il bombarolo dell’Istituto Morvillo Falcone di Brindisi ed avrebbe agito da solo, ‘creando’ un congegno esplosivo piuttosto sofisticato per colpire il Tribunale, ma, stranamente, posizionandolo con molta precisione davanti alla scuola …

Giovanni Vantaggiato, 68 anni da Copertino in provincia di Lecce, avrebbe anche confessato: «Sì, quella bomba l’ho fatta io da solo. L’ho pensata e l’ho costruita».

A parte la confessione, durante la quale l’uomo avrebbe alternato momenti di lucidità a stati confusionali, di prove non ce ne sono ancora ad eccezione della presenza della sua autovettura nella zona dell’attentato.

Lo stesso procuratore Cataldo Motta ha tenuto a precisare che “il fermato è uno solo, ha ammesso la propria partecipazione, ma le confessioni non sono convincenti”, “non sa dire” perchè lo ha fatto, “non possiamo dire” che sia l’uomo del video, “è ancora al vaglio degli inquirenti” se è stato lui a costruire l’ordigno”.

 

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Il barile è raschiato. La cleptocrazia andrà a finire?

6 Giu

Oggi, ‘Il Jester’ esce con una efficace e sintetica disanima del fallimento di Mario Monti (Ecco i dati del fallimento del Governo Monti. Il gettito fiscale è diminuito di 3,5 miliardi di euro), analogamente alle notizie e riflessioni diffuse da questo blog ieri (DEF: i conti di Mario Monti, alla prima verifica semestrale, non tornano), aggiungendo che la “Corte dei Conti, proprio ieri ha denunciato l’eccessiva pressione fiscale che ha avvitato l’economia italiana in una recessione pericolosa.”

Sono andato a spulciare tra i suoi post di dicembre: anche Il Jester, come questo blog ed altri, ha sentito odore di bruciato e di marcio fin da subito.

Rispetto al post in questione, però, non mi allarmerei troppo per lo ‘spread’, dato che è evidente che non dipende da noi quano dalla Germania e dal sistema finanziario in-grassato dalle decine di migliaia di miliardi di Euro che dai paesi dell’Est le ‘oligarchie’ (mafie?) locali hanno riversato sull’Europa da 15 anni a questa parte.

Quello che preoccupa me e non solo è altro, come scrivevo ieri.

La riforma delle pensioni è vigente e sta facendo solo danni, la riforma del lavoro presenta troppe ‘dimenticanze’ e troppi salti in avanti per lasciar ben sperare, dei cacciabombardieri F-35 (che costano tantissimo) e dell’effettiva quantità non si è saputo più nulla.

Del Meridione inutile parlarne, neanche se impugna i Forconi o inneggia ai Briganti oppure, peggio ancora, se è vittima di un oscuro e gravissimo attentato a Brindisi. Niente per le donne, per l’istruzione e la formazione professionale nulla, la sicurezza che – neve o terremoti, viabilità o rapinatori – non c’è. Niente famiglia, niente bambini, niente anziani, niente disabili: non esistono nelle priorità di questa maggioranza di governo.

Solo farisaica ignavia e flaccida inazione per la Sanità, dove i giusti tagli hanno interrotto parzialmente il ‘Paese del Bengodi’, ma che, senza monitoraggio e government, sono in balia delle Regioni e dei loro dissesti o delle oligarchie che fanno da base consensuale di questo sistema partitico. I malati? Siano … pazienti. Il buco nero del deficit pubblico? Andiamo oltre …

Alle province da abolire per legge, ma che possono restare per legge. Oppure, alla riforma elettorale che non c’è, dato che – come la mettono la mettono – comunque la Partitocrazia perderà tanti seggi. Meglio tenesi le attuali mille poltrone mille …

Questo è lo stato attuale della Nazione e, da oggi, non è più un cittadino blogger a pensarlo: il disastro è firmato di loro pugno nel Documento di Economia e Finanza (DEF).

Cosa fare?

Continuare a rincorrere lo ‘spread’ è impresa folle, come lo fu quella di immettere nelle aste titoli con interessi del 7%: praticamente una corda al collo.

Continuare ad incidere sul welfare e sulle infrastrutture, sottraendo risorse, sarebbe la negazione del Programma di governo – poca roba – e, soprattutto, del Keynesismo, in nome di un ultraliberismo che non trova più adepti neanche tra i Repubblicani statunitensi.

Allo stesso modo, in nome di una stabilità che si sfilaccia di giorno in giorno, non si è voluto abbandonare al proprio destino Unicredit, aumentando il gravame sull’Italia e gli Italiani, come non si vuole prendere atto che il consenso dei partiti di governo è pressochè inesistente, vista l’astensione ed il voto espresso alle recenti amministrative.

Come anche, per più antichi ed imbarazzanti motivi, si evita di nominare il Meridione od a non pretendere efficienza e sobrietà dalle pubbliche amministrazioni, dagli ospedali, dalle scuole, dalla Politica e dai Partiti.

Dunque, è la realtà dei fatti a dirci che il barile è raschiato e va a finire questa cleptocrazia iniziata 150 anni fa con il saccheggio del Triveneto e delle Due Sicilie e con ‘l’acquisizione’ del patrimonio clericale.

Cosa ne sarà è difficile dirlo, visto il senso di ‘irresponsabilità’ verso la Nazione che questa gerontocrazia all’ultima spiaggia sta dimostrando.

L’unica cosa certa è che, con gente così al potere, non lasciamo spazio che agli speculatori ed agli usurai. Quale pazzo, ma onesto investitore giocherebbe le sue fiches sull’Italia?

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DEF: i conti di Mario Monti, alla prima verifica semestrale, non tornano

5 Giu

Circa sette mesi fa, dinanzi alle prime avvisaglie del Governo Monti, scrissi che questa gestione del paese ci avrebbe portato, prima dell’estate, allo stallo e/o al caos.

Diciotto giorni fa, annotai che “tra pochi giorni, i dati ci dimostreranno che l’inflazione è salita, le economie sulle pensioni non sono così tante, i cacciabombardieri F-35 non sono 131 e neanche 25″ e “delle richieste diffuse, anche tra i ceti più informati, di rimpasto del governo Monti o di elezioni anticipate.”

Oggi, il Corriere della Sera titola “Lo Stato incassa meno: entrate tributarie in calo. Il Def (Documento di Economia e Finanza): 3.477 milioni di euro in meno nei primi 4 mesi dell’anno rispetto alle previsioni” e aggiunge che sono “in flessione anche i ruoli per -93 milioni di euro (-4,5%), le poste correttive per -160 milioni di euro (-2,2%) e le entrate tributarie degli enti territoriali per -84 milioni di euro (-1,2%)”.

Un mese prima (e 66 giorni fa) scrivevo che arrivava l’inflazione, “un qualcosa di prevedibile se i commercianti non vendono (stagnazione) e le tasse aumentano vertiginosamente. L’alternativa sarebbe quella di vedere serrande callate e avvisi di fallimento.

Ricordiamo che inflazione e recessione non vanno molto d’accordo, anzi, non sono affatto sostenibili da un sistema produttivo-finanziario. Qualunque professore di economia o sostenitore di un “ordine mondiale” sa che la congiuntura va evitata a tutti i costi.

Un situazione che si sta accompagnando, ma saranno i dati di fine anno a confermarlo, all’inabissamento dell’evasione e della corruttela secondo un meccanismo abbastanza prevedibile. Infatti, il monitoraggio ossessivo dei conti bancari di chiunque sta creando (ed era prevedibilissimo) un circuito parallelo di attività saldate per contanti e, ovviamente, non fatturate o sotto-fatturate.

Questo è quello che provoca un Welfare iniquo ed una fiscalità esosa e sprecona. I libri di storia coloniale e del Terzo Mondo grondano di esempi simili.

Ma Elsa Fornero e Corrado Passera non lo sanno e non riescono a comprendere che sarebbero bastati una patrimoniale sui redditi, lo spacchettamento di Finmeccanica e l’abbandono di Unicredit agli squali tedeschi suoi partner per evitare la mattanza sociale, lo stallo economico del Paese, l’interessata inerzia tedesca.”

Adesso la frittata è fatta e volge alla fine la saccenza di Mario Monti e delle centinaia di ‘professori’ di cui hanno lautamente riempito ministeri e commissioni di lavoro.

Non è un caso che Fassina, l’esperto di economia pubblica del Partito Democratico, ha presentato “l’asso di picche” proprio ieri, paventando l’approssimarsi di elezioni anticipate.

Nulla di male, in Italia hanno praticamente floppato quasi tutti e nessuno ha pagato il pegno, anzi talvolta è stato richiamato a ‘completare l’opera’.

Il punto è che la riforma delle pensioni è vigente e sta facendo solo danni, la riforma del lavoro presenta troppe ‘dimenticanze’ e troppi salti in avanti per lasciar ben sperare, dei cacciabombardieri F-35 (che costano tantissimo) e dell’effettiva quantità non si è saputo più nulla.

Del Meridione inutile parlarne, neanche se impugna i Forconi o inneggia ai Briganti oppure, peggio ancora, se è vittima di un oscuro e gravissimo attentato a Brindisi. Niente per le donne, per l’istruzione e la formazione professionale nulla, la sicurezza che – neve o terremoti, viabilità o rapinatori – non c’è. Niente famiglia, niente bambini, niente anziani, niente disabili: non esistono nelle priorità di questa maggioranza di governo.

Solo farisaica ignavia e flaccida inazione per la Sanità, dove i giusti tagli hanno interrotto parzialmente il ‘Paese del Bengodi’, ma che, senza monitoraggio e government, sono in balia delle Regioni e dei loro dissesti o delle oligarchie che fanno da base consensuale di questo sistema partitico. I malati? Siano … pazienti. Il buco nero del deficit pubblico? Andiamo oltre …

Alle province da abolire per legge, ma che possono restare per legge. Oppure, alla riforma elettorale che non c’è, dato che – come la mettono la mettono – comunque la Partitocrazia perderà tanti seggi. Meglio tenesi le attuali mille poltrone mille …

Questo è lo stato della Nazione allo stato attuale e, da oggi, non è più un cittadino blogger a pensarlo: il disastro è firmato di loro pugno nel Documento di Economia e Finanza (DEF).

Complimenti, dunque, a Mario Monti, Elsa Fornero e Corrado Passera per … la loro capacità di ipnotizzare leader di partito e direttori di testate.

Purtroppo, per noi, però, i loro conti, alla prima verifica semestrale, non tornano.

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Amministrative: i segnali sono nei dettagli

22 Mag

Al di là dell’analisi generale del voto alle amministrative, dopo i ballottaggi, alcuni dettagli sono da considerarsi, specie in luce di una riforma elettorale tutta da farsi e da “inventarsi”.

Dettagli, forse, non tutti determinanti dei quali, però, sarà bene tener conto, se vogliamo evitare qualche altro “svarione” al nostro già danneggiato paese.

1- Difficile pensare che i cittadini digeriranno la scelta di un Senato federale eletto dalle giunte regionali, ovvero dai partiti. Come è difficile immaginare che, nell’arco di un decennio, le Regioni non trasformino il Senato in un gerontocomio ed in un groviglio di lobbies.

2- Marco Doria ha raccolto più voti al primo turno (127.477) che al ballottaggio (114.245) ed il Partito Democratico, a Genova, raccoglie 55.000 voti, mentre i suoi alleati ne totalizzano 62.000.

3- A Parma, il Movimento Cinque Stelle conquista il seggio di Sindaco, ma Pizzarotti vince grazie ai voti degli elettori dell’UDC e del PDL, che assommati sono superiori ai suoi.

4- A Palermo, Orlando sbanca, dopo i cattivi risultati raccolti dal PD nelle precedenti amministrative, segno che la Sicilia vuole interloquire con lo Stato nazionale e non vuole sottostare a decisioni prese altrove, come anche che diffida di forze politiche che hanno alimentato l’emigrazione al Settentrione industiralizzandolo e degradato il Sud, dimenticandolo.

5- Il Partito Democratico vince nelle maggiori città, ma i candidati sono iscritti di SEL (Marco Doria) e dell’IdV (Orlando). Non vince, a causa del fronteggiamento con l’UDC, nelle città più piccole, ma di una certa entità demografica e produttiva come Parma,  Trani, Taranto e Verona, dove sono candidati iscritti al PD.

6- E’ nell’evidenza dei fatti che far parte del Governo Monti si stia rappresentando come un vero e proprio abbraccio fatale per il Popolo delle Libertà. La Sinistra prevale, ma attuando un’equivocante politica del “doppiopetto”, con il PD al ‘governo’ e SEL alla ‘lotta’.

7- Mentre nelle giunte che si sono formate al primo turno, la possibilità di “far da terza sponda” si è di per se annullata, dai ballottaggi esce un risultato impressionante riguardo l’UDC, che a Parma va con Cinque Stelle, a Rieti e Taranto col PD, a Palermo, Verona e Trani è con il PdL.

8- In non pochi Comuni, i neoeletti sindaci hanno un consenso del 25% o poco più, visto che a stento ha votato la metà degli elettori.

Difficile pensare che alle prossime elezioni si possa andare a votare con un Partito Democratico rappresentato da SEL, con l’IDV che sembra poter diventare la prima forza “a Sud”, un Centrodestra inesistente, l’UDC che è disponibile a qualunque alleanza, i Grillini in parlamento senza un programma nazionale e “soli contro tutti”.

E difficile pensare che le cose possano andar meglio, senza un rimpasto del governo Monti, che rimetta la politica al suo posto, ed un salto di qualità del Parlamento, nell’abolizione delle provincie e dei troppi privilegi.

Quanto alla legge elettorale, la cautela è d’obbligo, dato che l’obbligo di dichiarare programmi ed alleanze sembra ineludibile, come quello di un solido sbarramento, che, però, Mattarellum e Porcellum non offrono, agevolando come fanno le “filiere di cespugli”. Allo stesso tempo, l’attuale sistema elettorale da un bonus di seggi eccessivo alla compagine vincente, che ‘de facto’ vanifica il ruolo dell’opposizione e del parlamento, se parliamo di politiche, e le azzera del tutto, se parliamo di piccoli comuni.

Qualcosa va fatto e presto, dopo i fischi dei partenopei all’Inno di Mameli, dei terremotati emiliani all’arrivo di Mario Monti, di alcuni brindisini persino verso il vescovo.

L’Eurozona? Ci pensino Francia e Germania.

leggi anche Dopo le elezioni, il caos?

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Dopo le elezioni, il caos?

22 Mag

Circa sei mesi fa, dinanzi alle prime avvisaglie del Governo Monti, scrissi che questa gestione del paese ci avrebbe portato, prima dell’estate, allo stallo e/o al caos.
Come volevasi dimostrare, i fatti di questi giorni ne sono la riprova.

L’astensione è alle stelle, il PdL è imploso, la Lega tiene solo dove ci sono i maroniani, il Partito Democratico vince con candidati di SEL, l’UDC approfitta dei ballottaggi e riesce a mettersi in giunta, a seconda dei comuni, con il PD, con il PDL e addirittura con Cinque Stelle, che avanza localmente con un “programma nazionale” che, per ora, si mantiene qualunquista e demagogico.

Il tutto mentre esplodono bombe davanti alle scuole e tre giorni dopo non ci sono tracce da seguire, mentre “salta” la filiera del parmigiano perchè, a quanto pare, gli uffici tecnici italiani proprio non riescono a tener conto del rischio sismico.

Intanto, il Parlamento è fermo, ferma la riforma del lavoro, ferma l’abolizione delle Provincie, fermi la legge elettorale, i rimborsi dei partiti, la riforma della Pubblica Amministrazione, la destrutturazione della RAI. E, tra pochi giorni, i dati ci dimostreranno che l’inflazione è salita, le economie sulle pensioni non sono così tante, i cacciabombardieri F-35 non sono 131 e neanche 25, mentre i media inizieranno a raccontarci, si spera, che Unicredit, Finmeccanica e Monte Paschi di Siena non navigano in buone acque.

Dunque, secondo la ‘dottrina’ del sistema mediatico italiano, le testate son piene di Bersani e del suo ‘abbiamo vinto’, senza chiedersi se, con le giunte locali nelle mani di SEL, Cinque Stelle ed UDC,  non siamo sull’orlo del “peggio”.

D’altra parte, cosa aspettarsi da un sistema mediatico italiano – quello affiancato dal Ghana nella classifica mondiale sulla correttezza dell’informazione – i cui comitati di redazione dovrebbero iniziare a chiadersi ‘come mai’ la partitocrazia di sinistra riesca puntualmente a sopravvivere, da 20 anni, “all’aggiornamento del sistema” senza nulla cambiare, nonostante sia stata coinvolta “come tutti i partiti” sia nel malaffare di Tangentopoli, ai tempi della Prima Repubblica, sia nei misfatti delle giunte regionali e locali della Seconda Repubblica.

Vedremo se, almeno, nei prossimi giorni i media si decideranno a palesare il forte malcontento esistente nel paese e, magari, dar voce alle richieste diffuse, anche tra i ceti più informati, di rimpasto del governo Monti o di elezioni anticipate.

leggi anche Amministrative: i segnali sono nei dettagli

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Brindisi under mafia attack? A propane bomb kills teenagers.

19 Mag

At around 7:50 today, a bomb – consisting of three gas cylinders and placed on a wall behind a billboard – exploded on front of a school in Brindisi, Puglia.
The students, assembrate there, waiting for the bell of entry have been invested by the explosion and the “fireball” that propane generates. The bomber was in sight and “chose” his victims.

An attack on women, since the school is one of few entitled to a woman and students are mostly girls.

by Google Street – The site before explosion

A student, Melissa Holland, aged 16, died shortly after in the hospital Terrino of Brindisi. Another, Veronica Capodieci is between life and death, mangled by the explosion.
Of the others injured, many are in shock and two had only minor injuries, but the other four have suffered burns to 40% of the body and two have serious leg injuries.

The attack is linked to local narcos, Sacra Corona Unita, by the fire-raising technique, similar to other recent events that took place in Brindisi County, in Mesagne in particular, the same town form where the teenagers came, as the explosion and burning of cars of the anti-racketeering association president, Fabio Marini, and entrepreneur, Luigi Devicienti.
Worth adding that in Brindisi has just been elected as Mayor journalist Consales Mimmo, supported by the leftcenter parties and the centrist UDC, who headed the drafting of Telenorba TV and was correspondent in Brindisi for news agency Ansa.
His statements, about the attack mob, are so “well informed on facts”. The location of the institution near the Court of Brindisi, his dedication to Giovanni Falcone’ wife, Franca Morvillo, a judge died 20 years ago under a mafia bombing, the arrival in town of the Caravan Antimafia in the twentieth anniversary of those massacres suggest the worst.

As a crude bomb – of the same kind used in other attacks on U.S. colleges, which “instructions” are easily found online – leaves open the possibility, at moment, of an heinous act, at least until the investigators will not have a clear track to follow.


by BrindisiReport source video on YouTube

A “quantum leap” that would see, according to the statements of politicians Brindisi, the clan of Mesagne as the author of the attack, that might be just the first act of a “narco-insurgency” – certainly less than Mexican – but in analogy with the mass murdering strategy done by Toto Riina, twenty years ago.

A concern which is reflected by the statements of everyone – experts, politicians, prosecutors  – that the Mafia might be “on the ropes”, not having too much to lose.
Certainly, in fact, Crisis has also affected those who had to speculate and especially who needs to “wash” money. Moreover, after the rules on tracking bank and those in progress against corruption, for the new fiscal rules, control of party funding.

A bad situation even more accentuated by the inconsistency of the parties and the difficulty to foresee “interlocutors” future, the strong position of the Pope Benedict XVI against mafias and corruption, claimed during the Vespers, and the high likelihood that Europe gradually goes to legalize and to tax drugs.


by BrindisiReport source video on YouTube

Italy needs an acceleration in reaffirming the existence and the presence of the state – and the sense of belonging and social acceptance – which does not become less urgent if the cowardly attack was “an anomaly”, as the Minister of inner affairs says, ie if it had been implemented by some scoundrels.
A ‘difficulty’ that this Italian government has – as usual –  to provide governance reforms (provinces erasing, new election law, sale of federal government properties, limits and controls on party funding, transfer of resources and utilities from State to Regions).

As Italy has to run on this way, the European Union has not to stay.

The time of financial speculations – during  two decades following the fall of the Soviet Union and Iraq Wars – is over. The Mexican Narco War is an obvious consequence, as the massacre of Utoya.
The demands of the younger generations are probably the solution, if they request a change in education and politics – addressed to the politicians who “will change the world” as  Beat Generation –  as they request to tax the stock market and the drugs dealing.

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Attentato a Brindisi, un primo quadro d’insieme (con video)

19 Mag

Intorno alle 7.50 di oggi, è esploso a Brindisi un ordigno composto da tre bombole di gas, collocate su un muretto dietro un cartellone pubblicitario, davanti un istituto scolastico.
Le studentesse, assembrate lì, in attesa della campanella d’entrata sono state investite dall’esplosione e dalla “palla di fuoco” che il propano genera. L’attentatore era a vista e “scelto” le vittime.

Un attentato contro le donne, visto che la scuola è una delle poche intitolate ad una donna e gli iscritti sono in prevalenza ragazze.


fonte Google Street – il luogo dell’attentato

Una studentessa, Melissa Bassi, di 16 anni, è morta poco dopo all’ospedale Terrino di Brindisi. Un’altra, Veronica Capodieci, è tra la vita e la morte, dilaniata dall’esplosione.
Degli altri feriti, molti sono sotto shock e due hanno subito solo ferite lievi, ma gli altri quattro avrebbero riportato ustioni al 40% del corpo e due anche gravi lesioni agli arti.

L’attentato si ricollega, per la tecnica incendiaria, ad altri fatti recenti avvenuti nel Brindisino, a Mesagne in particolare, come l’esplosione e l’incendio delle autovetture del presidente della associazione antiracket, Fabio Marini, e dell’imprenditore Luigi Devicienti, più volte finito nel mirino della Sacra Corona Unita.
Utile aggiungere che a Brindisi è stato appena eletto come Sindaco, al primo turno, il giornalista Mimmo Consales, un personaggio “impegnato”, sostenuto dal centrosinistra e dai centristi dell’Udc, che dirigeva la redazione di Telenorba ed era corrispondente da Brindisi dell’agenzia Ansa.
Le sue affermazioni, riguardo l’attentato mafioso, sono dunque “ben informate dei fatti”. La collocazione dell’istituto di fronte il Tribunale di Brindisi, la sua intitolazione a Franca Morvillo, magistrato e moglie di Giovanni Falcone morta anche lei nella strage di Capaci, l’arrivo in città della Carovana Antimafia nel ventennale delle stragi inducono a pensare al peggio.

Trattandosi di un ordigno rudimentale dello stesso genere di altri utilizzati in attacchi a college statunitensi, di cui sono facilmente rintracciabili on line le “istruzioni”, resta aperta ancora l’ipotesi dell’atto di qualche scellerato, almeno finchè gli inquirenti non avranno una pista precisa da seguire.

Quel che è certo è che trattasi di “terror”, un’espressione statunitense che si traduce con “terrorismo”, ma senza introdurre alcuna connotazione politica od ideologica. Azioni destinate a sussitere “panico” e rivolte contro gruppi indistinti di persone.
Gravissimo che questo atto scellerato si sia rivolto contro una scuola ed eccezionalmente grave se dovesse confermarsi l’origine narcomafiosa.


fonte video di BrindisiReport su YouTube

Un “salto di qualità” che vedrebbe, secondo le dichiarazioni dei politici brindisini, la cosca di Mesagne come autrice dell’attentato, ma che potrebbe essere solo il primo atto di una “narco-insorgenza”, in tono certamente minore rispetto al Messico, che ha un territorio enorme, ma in analogia con la strategia stragista di Totò Riina.

Una preoccupazione che traspare dalle dichiarazioni di tutti – esperti, politici, inquirenti che siano – quella che la Mafia potrebbe essere “alle corde”, ovvero non aver troppo da perdere.
Certamente, infatti, la Crisi ha colpito anche chi aveva da speculare ma soprattutto per “lavare” il proprio denaro. Inoltre, dopo le norme sul tracciamento bancario e quelle in fieri contro la corruzione, per nuove norme di bilancio, di controllo del finanziamento dei partiti.

Una situazione di difficoltà ancor più accentuata dalla pochezza dei partiti e dalla difficoltà di intravedere “interlocutori” futuri, dalla presa di posizione del Papa e del Vaticano in occasione dei Vespri contro mafie e corruzione e dalla forte probabilità che l’Europa, gradualmente, decida di legalizzare e fiscalizzare le sostanze stupefacenti.


fonte video di BrindisiReport su YouTube

Una difficoltà del crimine organizzato che, a prescindere o meno dall’attentato di Brindisi e dai suoi autori, impone una maggiore celerità nelle riforme della governance (provincie, legge elettorale, demanio federale, finanziamento dei partiti, trasferimenti Stato-Regioni) e l’avvicendamento della classe politica della Seconda Repubblica.

Una celerità nel riaffermare l’esistenza e la presenza dello Stato – e del senso di  appartenenza comune e di condivisione sociale – che si renderebbe altrettanto urgente, se il vigliacco attentato fosse “un fatto anomalo”, ovvero se fosse stato attuato da qualche scellerato.

Intanto, con Mario Monti in USA, la notizia rimbalza sulle news mondiali ed anche questo è un fatto che non dipinge bene il nostro Paese.

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