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Manovra: le (poche) proposte del PD

23 Ago

Dal Partito Democratico, da molto tempo ormai, erano attese proposte per riformare il paese e per uscire dalla crisi. Proposte mai arrivate, nè durante il flebile Governo Prodi bis nè in questi tre anni di “eccesso di Berlusconismo”.

Forzati dagli eventi (e da una possibile debacle elettorale), i Democratici in questi giorni si affrettano a studiare, assemblare e proporre proposte alternative da proporre al Parlamento per alleggerire i nostri debiti di 80 miliardi di euro, come ci chiedono l’Europa ed il buon senso.

Rispetto alle proposte, piuttosto variegate e da rivedere, che arrivano dal PdL-Lega, è abbastanza interessante notare come il Partito Democratico:

  1. non sembra interessato a ridurre il personale politico, riassorbendo i piccoli comuni e le provincie negli altri enti locali senza, ovviamente, cancellarne le funzioni ed i servizi;
  2. non manifesta una qualche sensibilità riguardo l’esenzione pressochè totale da tasse e tributi di cui beneficiano lo Stato del Vaticano e le sue attività clericali ed imprenditoriali in Italia;
  3. insiste sulla necessità di riformare le pensioni, in nome di un non ben chiarito “patto generazionale”, senza però fare cenno alle pensioni doppie, triple e d’annata od ai TFR e,soprattutto, alla liberalizzazione del sistema assicurativo di cui proprio Bersani era, solo 5 anni fa, l’alfiere;
  4. non intende offrire a Berlusconi nessuna “mano tesa”, nonostante le sue evidenti difficoltà a proseguire l’attuale mandato di governo unitamente con la Lega per l’indipendenza della Padania.

Per non parlare del Meridione (ed infatti non se ne parla), a fronte di una disoccupazione sempre più crescente, specialmente tra le donne ed i giovani, i Fondi per il Sud stornati su Roma, L’Aquila e non si sa cosa, la Cassa Integrazione Speciale che ha beneficato quasi esclusivamente i disoccupati del Nord, i tagli della Gelmini che colpiscono principalmente scuole e docenti del Centrosud.

A riprova di una difficoltà progettuale di vecchia data, Stefano Fassina, Responsabile del PD per l’economia intervistato ieri da RAINews, seppur chiedendo la reinclusione del “falso in bilancio” tra i reati perseguibili, non ha avanzato particolari proposte “strutturali” riguardo la manovra o la crisi: solo ritagli da apportare per sostenere, nella sostanza, i fornitori degli Enti Locali, cioè molto spesso artigiani, Coop e Onlus.

Anche riguardo il sindacato, la posizione espressa da Fassina è significativa della situazione “a Sinistra”: a difesa della pluralità del Sindacato, cioè della CGIL rispetto a CISL e UIL. Non si parla di tagliare le reti RAI, non si parla dei privilegiati (e spesso benestanti) inquilini di edifici (pubblici) ormai di valore storico, non si parla della scuola negletta o delle Università spendaccione e neanche della Sanità costosa e di bassa qualità.

Ci si aspettava qualcosa di più.

E, così andando l’umore degli elettori, arriva la proposta di Bersani e Letta, che, annunciata per domani, si articolerà “in pochi punti. Primo: una terapia choc contro l’evasione” con “sette o otto grimaldelli. Secondo, una imposta sui patrimoni immobiliari rilevanti. Terzo: un ridimensionamento drastico di pubblica amministrazione, istituzioni e costi della politica. Quarto: un contributo di solidarietà che finalmente gravi non sui tassati ma sui condonati. A questo aggiungiamo liberalizzazioni, dismissioni ragionevoli del patrimonio pubblico e un po’ di politica industriale e di sostegno all’economia”.

Le parole suonano bene … speriamo.

I Comuni protestano? No, solo i sindaci …

23 Ago

La notizia del giorno è la protesta organizzata dall’ANCI, l’Associazione nazionale Comuni Italiani, contro il taglio dei piccoli e piccolissimi comuni.

I media parlano di protesta dei Comuni, ma, a ben vedere, sui teleschermi ci sono i Sindaci e i loro Consiglieri.

Esattamente loro: i (giustamente) trombati dai tagli agli sprechi … ma i Media non danno (ancora) a vedere di essersene accorti. Chissà cosa ne pensano i cittadini, sia quelli che vivono nei comuni con 600 abitanti sia quelli che, nelle grandi città, per eleggere un municipio devono essere in 400.000 …

 

Nascerà il “nuovo” PdL di Angelino Alfano?

21 Ago

Angelino Alfano è segretario del Popolo delle libertà, indicato da Silvio Berlusconi e non dal partito stesso o dalla base, ammesso che ne esista una.
Intervistato da Lucia Annunziata su La Stampa, ha ben chiarito quali siano i rapporti interni al partito.

“Sapevo che il mio compito sarebbe stato quello di trovare un punto di convergenza”.
Quale sarebbe, dunque, il livello di “divergenza” nel partito e come misurarlo, visto che nel PdL non si vota praticamente mai?

“Ognuno di noi nella vita deve qualcosa a qualcuno e nessuno si può sottrarre a questa regola. Nel mio caso, il qualcuno è Berlusconi cui devo ben più di qualcosa”.
Parole che evocano concetti del tutto antidemocratici, come “cooptazione”, “delfinato”, “investitura”, eccetera.

“Il passaggio da un partito carismatico in mano a coordinatori ad un segretario è stato possibile perché il Titolare del Carisma ha favorito questo processo. Il Carisma rimane in mano a lui”
Il PdL, dunque, resta un partito carismatico e questo carisma è nelle mani di un uomo, Silvio Berlusconi, che, quantomeno per motivi d’età anagrafica, sta per uscire di scena?

“Non possiamo permetterci come partito di essere una caserma”.
Una conferma della scarsa democrazia interna al partito in questi 15 anni di gestione dei Coordinatori ed una conferma che l’insofferenza di Gianfranco Fini fu percepita come un ammutinamento?

“Fini è un leader che si è caratterizzato soprattutto per la sua azione contro Berlusconi”.
A dire il vero, Gianfranco Fini manifestò, un anno e passa fa, insofferenza per il codazzo di coordinatori di partito, per le notti del bunga bunga, per la scarsezza di interventi in piena crisi, per lo storno di rilevanti risorse destinate al Sud.

Tramonta Berlusconi, dunque, ma resta il Berlusconismo ed il “portabandiera”, a quanto pare, è davvero Angelino Alfano. Vedremo se i suoi compagni di partito lo seguiranno.

Per ora prendiamo nota che una parte di loro non verrà rieletta e che molti sono di una certa età …

Angelino Alfano: quali margini di manovra?

21 Ago

Angelino Alfano, nuovo leader del PdL, sta lavorando tenere in piedi questo goveno, che oltre l’80% degli italiani, secondo le statistiche di La Stampa, non ritiene adeguato alla situazione.
Intervistato da Lucia Annunziata su La Stampa, ha ben chiarito quali siano le posizioni del suo partito.

“La riduzione dei tagli agli enti locali può essere bilanciata da un intervento sulla riforma delle pensioni”, cosa che potrebbe equivalere ad un mantenimento dei costi della politica (appalti e servizi esternalizzati) a carico dell’età pensionabile, dei TFR e delle pensioni.

“A noi del Pdl le nuove tasse procurano l’orticaria”, come se i servizi pubblici e le infrastrutture si creassero dal nulla …

“La Iva è di sicuro una tassa. Su questo tema bisognerà essere concreti e poco ideologici” … vincerà l’orticaria od il buon senso?

“Il mio primo incarico è stata la Commissione Bilancio per sette anni”, … e abbiamo tutti sotto gli occhi come sia aumentato il debito ed il deficit. Inoltre, il suo primo provvedimento come neoministro della Giustizia, il cosiddetto “Lodo Alfano”, è poi stato dichiarato illegittima dalla Corte Costituzionale.

“La famiglia è un tema centrale, tutelando la famiglia possiamo rendere ancor più equa la manovra”, belle parole che si traducono come meno interventi per i giovani, disoccupati e, dunque, poco inclini a prolificare, meno interventi per gli anziani, che (soprav)vivono di pensione, e meno interventi per investimenti ed infrastrutture, ovvero per il Sud.

“Sulle dismissioni di immobili dello Stato non si tratta di un intervento strutturale, ma di una una tantum”, che è un’idea molto rassicurante che quegli inquilini di case popolari (magari di epoca fascista in centro città), ormai lì da generazioni ad equo (per loro) canone.

“Negli anni ci sarà uno spegnimento progressivo di quelli che ora appaiono grandi casi, come la P3 e la P4” … insabbiamento tramite leggi ad hoc, come per Tangentopoli, colpo di spugna, come per la P2, o cos’altro?

Questo è quello che passa il governo.