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L’Androide surgelato

9 Gen

Assistiamo ormai da giorni al disastro collettivo degli inermi europei, in balia del proprio politically correct, ma anche dei politicastri e degli speculatori che si sono dati come governanti.

Di positivo – si fa di mal comune gaudio – c’è il sempre maggiore distacco dei cittadini dall’informazione preconfezionata dei grandi media ed il fiorire di iniziative individuali, i cosiddetti blogger, che, in fin dei conti, sono l’ultimo baluardo rimasto verso l’omologazione generale del “pensiero stupido”, che solo così può definirsi un qualsiasi “pensiero unico”.

Tra queste voci, diverse ma senzienti, che brillano nella notte più buia come fossero lucciole di speranza, c’è il blog di Saura Plesio (Nessie) ed è suo il post L’inverno del nostro scontento, che consiglio vivamente di leggere e di cui riporto qualche stralcio significativo.

Ebbene sì, lo confesso: da quando è andato abusivamente al governo l’Androide surgelato, non mi riesce più di guardare un Tg. I giornali li scorro velocemente nei titoli, ma poi qualcosa mi impedisce di leggerli. Intanto a che vale intossicarsi il fegato nel constatare che hanno defenestrato un governo eletto, per mandare al potere dei banchieri con un’agenda folle che corre alla velocità della luce?

L’evasore fiscale nonché pluriinquisito banchiere Corrado Passera, sta tornando all’attacco con le cosiddette “liberalizzazioni”, ovvero con lo sfaldamento di tutti gli ordini professionali, per favorire le lobby transcontinentali, amiche sue.

Non chiamateli tecnici! No, questi sono i freddi e glaciali Terminator del governo del Nuovo Ordine Mondiale, e fanno politica notte e giorno, senza riposarsi nelle date  comandate dal Domineiddio, dato che sono dei massoni e del calendario gregoriano cristiano, se ne strafregano. La loro tipica mossa Bilderberg è quella di controllarci nel denaro, requisire tutto il contante in circolazione, e assicurarsi che non ne preleviamo in quantità superiore a quanto da essi stabilito.

Quando si dice parlar chiaro, eh?

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DDL Intercettazioni, comma 29: una norma antitaliana?

26 Set

La Camera è tornata sul Decreto Intercettazioni, che include, al comma 29, la norma che estende a tutti i siti informatici le norme relative all’obbligo di rettifica previste dalla legge sulla stampa.

La preoccupazione della Rete è dovuta all’obbligo anche per i blog, in caso di segnalazione, di provvedere a rettifica entro 48 ore, rischiando una sanzione di 12.500 euro.

I timori che paventano gli esperti non sono ben chiari, dato che dovrebbe bastare che il blogger lasci libertà di commento, concedendo la possibilità diretta di rettifica.
Cos’altro potrebbe fare, senza rinunciare del tutto al proprio diritto di espressione, un cittadino, che, ricordiamolo, pubblica e controlla il proprio sito (blog) senza periodicità?

L’ormai famosa (o famigerata) norma anti-Blog è certamente una legge liberticida che va in controtendenza con le innovazioni sociali introdotte da Internet.
Inoltre, non è tecnicamente applicabile, sia perchè i blogger sono di tutto, dalla massaia all’ex redattore trombato, sia perchè molti motori (ad ese. WordPress) sono all’estero, sia perchè una parte dei blogger non farebbe altro che “inabissarsi”, trasferendosi nei Forum.
Infine, se l’intento è quello di impedire la divulgazione di materiali secretati, i nostri legislatori dovrebbero prender atto dell’esistenza di Wikileaks e dei tanti siti scandalistici, che esistono all’estero e che non avrebbero alcun imbarazzo a divulgare le nostre nefandezze pubbliche, anche solo per un’ora e … con un milione di passaggi.

C’è poco da dire: il “comma 29” non è una norma degna di una potenza mondiale, che vuol essere esempio di civiltà e democrazia.

originale postato su demata

Lettera in difesa di Wikileaks

8 Apr

“Crediamo che le società libere in ogni luogo siano servite al meglio da un giornalismo che obblighi governi e corporazioni a rendere conto del loro operato.

Affermiamo che il diritto di pubblicare è uguale (e ne è la conseguenza) del diritto dei cittadini a sapere. Mentre crediamo nella privacy individuale e accettiamo il bisogno di riservatezza, riteniamo che la divulgazione nel pubblico interesse sia preminente.

Libertà, responsabilità e una scelta realmente democratica possono essere garantite solamente da uno controllo rigoroso. Difendiamo il diritto di pubblicare la verità in modo responsabile senza ostacoli e persecuzioni da parte dello Stato.

Il dovere primario dei giornalisti in ogni luogo è di promuovere la causa della comprensione, non di aiutare governi e potenti interessi a sopprimere l’informazione e mai di conformarci alle radicate abitudini di segretezza.

Con questi principi in mente, dichiariamo il nostro supporto alla pubblicazione di documenti diffusi tramite fuga di notizie. Questi ultimi hanno gettato una significativa luce sul comportamento dei governi e delle corporazioni nel mondo moderno.

WikiLeaks ha reso al mondo un grande servizio.

Denunciamo vigorosamente le minacce di morte e le persecuzioni criminali del suo direttore per aver pubblicato, insieme con molte altre organizzazioni in tutto il mondo, informazioni che sono palesemente di interesse pubblico.

Le autorità si oppongono regolarmente a tali divulgazioni, come hanno fatto a partire dalla battaglia per per pubblicare le sedute del Parlamento britannico oltre duecento anni fa fino alla pubblicazione dei carteggi del Pentagono.

Crediamo che nessuna democrazia sia mai stata danneggiata da un incremento della conoscenza e della comprensione tra la gente.

Perciò, noi sottoscritti, dichiariamo il nostro irriducibile  sostegno ai principi di inchiesta giornalistica libera e condanniamo le forze che minaccino entrambe.”

I primi firmatari di questa lettera ci sono Fatima Bhutto, Michael ed Helena Kennedy, Salman Rushdie, Susan Sarandon. Se volete farlo anche voi basta cliccare questo link.

2011 “napoletano”

31 Dic

Finisce il 2010 e finisce l’epopea dei “blog dei lettori di La Stampa”.

Del resto, tutto cambia e tutto va a cambiare.

Ad esempio, con il 2011 potrebbero iniziare a cambiare “certi” equilibri italiani e potremmo iniziare a ricordare “come” è nata l’Italia e “chi” ha voluto che nascesse così.

Cose terribilmente serie che il nostro Presidente Napolitano (e napoletano) potrebbe e che La Stampa dovrebbe ricordare se si ha intenzione di rivolgersi a TUTTI gli italiani.

Qual’è il mio pensiero?

Quello di qualunque meridionale che ha ben presente come veniamo trattati da 150 anni … a partire dal milione di martiri, massacrati perchè fedeli ad un re napoletano, anzichè francese.

Cosa porterà il 2011?

Godetevi il video, nella speranza che vi strappi una lacrima ed un sorriso.

Happy New Year.

Fino all’ultimo blog

24 Dic

Tra una settimana questo blog termina la sua corsa, dopo quattro anni di presenza nello spazio, finora, offerto da La Stampa ai suoi lettori.

Anzi, tra pochi giorni, questo blog scomparirà del tutto, come tutti gli altri dei “lettori di La Stampa”, dato che verrà cancellato il dominio.
Tutti i post verranno erasi dal WEB e, riportandoli su un altro dominio, verranno annullati sia i link esterni sia l’indicizzazione sui motori di ricerca.

Erano cinque anni che durava questo esperimento e ringraziamo La Stampa per aver dato a noi bloggers questa opportunità.

Però …

Accade che, lo scorso anno, La Stampa ha annunciato 4 milioni di passaggi e questo blog ha raccolto 130mila passaggi in un anno, oltre 300 pagine visitate come media giornaliera, post che hanno ampiamente superato i 5000 passaggi in poche ore.

Al di là degli aspetti commerciali, accade anche che La Stampa perda una parte della propria “memoria storica”, proprio mentre pubblica l’intera “emeroteca”, dato una parte (piccola) dei nostri post è stata indicizzata da Google come “Notizie”.

Notizie riportate da La Stampa on line di cui non resterà alcuna traccia, pur avendo fatto opinione, perchè scritte da “lettori” e non da “giornalisti”.
Una sottile distinzione tutta italiana.

In quattro anni, questo blog si era conquistato un posizione molto elevata su Google, varrà la pena di rifare tutto il lavoro daccapo?
Non lo so.

L’avventura, forse, continuerà su demata.wordpress.com, dove troverete conservati tutti i post di questi quattro anni trascorsi insieme.

Un abbraccio a Pim, Homing Pingeon, Fino, Amanda, Irene Spagnuolo, Marianna, Bourbakis e gli altri blogger con cui ho avuto l’onore di condividere questa esperienza.