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Un governo di minoranza

1 Feb

Nessuno si meraviglia se siano da prendere con le pinze le notizie che diffonde La Repubblica, il quotidiano fondato da quel Eugenio Scalfari, che attualmente rappresenta la “quinta colonna” di un governo liberista come quello di Mario Monti.

Nessuno poteva immaginare che, però, una tale mostruosa manipolazione della pubblica opione continuasse dopo due settimane di sondaggi “edulclorati” e, puntualmente, svergognati.

Oggi, La Repubblica titola: Sale la fiducia al Governo cinque punti in 20 giorni ed esibisce a riprova un sondaggio IPR Marketing che vede al 57% “molta/abbastanza” fiducia al governo Monti.

Peccato che lo stesso sondaggio annoveri un “bel” 53% di astenuti/indecisi e che, se tale è la fuga degli elettori, solo il 27% degli italiani appoggia l’attuale governo e la riprova ne sono i persistenti dati che danno il Centrosinistra a livelli storicamente infimi.

Infatti, secondo un sondaggio di EMG per Telecom-La7 di ieri, Italia dei Valori, Sinistra, Ecologia e Libertà, Verdi, Rifondazione e Comunisti italiani raccoglierebbero, uniti, solo il 19.4% con un astensionismo stimato al 33% ed una massa di indecisi attestati al 16%.

Il Governo Monti, secondo questo sondaggio, raccoglie solo il 27% dei consensi complessivi. Un dato che conferma, in peggio, gli esiti dei dati SWG del 23 gennaio, per La7, che stimavano al 40% gli astenuti ed i voti “dispersi”, con una “Alleanza per Monti” (PdL, FLI, UDC, e PD) al 33% delle indicazioni di voto totali raccolte durante le interviste.

Lo si scriveva giorni fa: l’unico dato certo che questi sondaggi offrono è che meno di un terzo degli elettori è soddisfatto dell’attuale governo e parlamento, mentre una buona metà è, viceversa, del tutto insoddisfatta ed i restanti sono piuttosto confusi.

La “fuga dai partiti” era ampiamente prevedibile fin dall’incipit del governo Monti, quando per 20 giorni, con i mercati impazziti, ci tennero tutti all’oscuro di quello che avrebbero, poi, preteso di legiferare in quattro e quattr’otto senza interferenze da parte del parlamento …

Elettori in fuga dalle urne: questo il dato di un governo minoritario ed autoritario.

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Beni Comuni: il Sud non ci sta

30 Gen

In questo fine settimana si è svolto a Napoli il “Forum dei Comuni per i Beni Comuni”  per il rilancio e il riscatto del Sud nella “consapevolezza che il Sud non può beneficiare in alcun modo dal liberismo economico proposto dai poteri forti del Nord, rappresentati dall’attuale governo Monti e da quello precedente di Silvio Berlusconi e dei suoi alleati della Lega Nord“.

La lotta per il riscatto e per il rilancio del Sud non può essere disgiunta dalla lotta contro il liberismo economico e la politica dei sacrifici che l’attuale governo Monti sta portando avanti.”

Molto applaudito l’intervento di Luigi De Magistris, sindaco di Napoli ed esponente liberale nell’Italia dei Valori: questo esecutivo è un arroccamento dei poteri forti contro le istanze di cambiamento che provengono dalla società. Le politiche di Monti sono quelle di Berlusconi, mentre da qui, dal nostro esempio di democrazia partecipativa e dal basso, devono nascere modelli economici alternativi al liberismo”.

Anche il sindaco di Bari, Michele Emiliano del Partito democratico, è stato particolarmente critico: “noi siamo qui e vediamo il mondo da sud.  Ed ascoltare il vice segretario del mio partito che dice che le liberalizzazioni di Monti, ovvero qualche taxi in più e qualche farmacia aperta qualche ore in più, sono ‘l’inizio del risorgimento italiano’, mi fa pensare che forse siamo nella confusione delle parole. Io dico no a un sistema che vuole distruggere meccanismi che abbiamo costruito con lacrime e sangue. E credo che dobbiamo utilizzare un modello di partecipazione diverso da quello penoso dei tesseramenti”.
Secondo Massimo Zedda, sindaco di Cagliari di Sinistra Ecologia e Libertà, “in questo momento c’è al governo un galantuomo che però sta facendo le cose che farebbe Berlusconi, e il solco sociale si accentua”.

Intanto, la protesta dilaga e coinvolge sempre più cittadini di tutte le estrazioni sociali, dagli operai agli agricoltori, dai disoccupati agli imprenditori, fino agli studenti.  Ed è un mistero di come abbiano fatto i nostri media a non accorgersi che, nelle proteste siciliane sono sempre più presenti le bandiere con la Trinacria, mentre in Sardegna gli operai sventolano la bandiera con i Quattro Mori.

L’impressione che ne viene è che i sindacati e i partiti nazionali,  in particolare i partiti della sinistra, sembrerebbero allo sbando al Sud, “forse perché da tanti, troppi anni, manca completamente in questi partiti il tema Sud”.

Non a caso, l’evento, che ha visto l’intervento anche della FIOM di Pomigliano d’Arco, è stato presentato dalla giornalista Norma Rangeri de “il Manifesto”, “che ha evidenziato l’esigenza della nascita d’una nuova formazione progressista che si sostituisca all’inefficienza degli attuali partiti per vincere e incanalare verso una politica più partecipata alle prossime elezioni nazionali.

E lo stesso Nichi Vendola, nel suo intervento, ha detto che ““Abbiamo bisogno di politica, e non di invocare specialismi o tecnici che è un’idea di destra, autoritaria.  È propagandistica l’idea che la liberalizzazioni possano trascinarci fuori dalla crisi, mentre l’Italia precipita in quel buco nero che è il -2,2% di Pil previsto dal Fondo monetario internazionale. Questa giornata è un seme buono che può dare speranza per la costituzione di un processo alternativo.

Al convegno hanno partecipato anche esponenti del Partito del Sud e delle Autonomie siciliane e sarde.

Una curiosità “che connota”.
L’evento, tenutosi al Maschio Angioino e al cinema teatro Politeama, era convocato ed aperto a tutti gli amministratori locali italiani ed era finalizzato a trattare, in una visione di centro sinistra, dei rapporti tra “enti locali e Stato”.
Una questione nazionale, non meridionale.

Ebbene, Giuliano Pisapia (sindaco di Milano), Nicola Zingaretti (presidente della Provincia di Roma), Virginio Merola (sindaco di Bologna) e Giorgio Orsoni (sindaco di Venezia) non sono pervenuti …

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