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Sondaggi: Ballarò da i numeri

21 Set

Arriva l’autunno e Ballarò ritorna a dare numeri. E’ di ieri l’ultimo sondaggio che vede PDL, LEGA NORD e LA DESTRA collezionare il 38% delle preferenze, FLI, UDC e API attestarsi ad un misero 44%, IDV, PD e SEL riconfermarsi al 44%.

Peccato che il sondaggio, eseguito da IPSOS, riporti che il 43,4% delle 966 persone interpellate  abbia rifiutato di rispondere oppure si è detto indeciso o, ancora, a confermato che si asterrà. Un dato confermato anche da EMG per La7, che, però, stima l’affluenza alle urne al 70%.

Un sondaggio tutto da verificare nei numeri (la metà dei contatti non si esprime), ma anche nei quesiti, visto che l’ultimo chiedeva “per quali ragioni boccia la finanziaria”e offriva queste quattro risposte: “non è intervenuto nei confronti dei più ricchi”, “non c’è una lotta all’evasione fiscale”, “non sono stati toccati gli interessi delle corporazioni”, “non ci sono misure per la crescita”.

A parte il fatto che in Italia le corporazioni non esistono e, caso mai fosse, dovremmo far riferimento ai sindacati e non alle multinazionali, e mettendo anche da parte la domanda aperta sugli evasori che include ampiamente le coop e le onlus (mica solo aziende, professionisti e commercianti), resta comunque da chiedersi perchè il sondaggio non abbia incluso i tagli alla pubblica amministrazione, “richiesti ” dall’Europa e dal buon senso, la cartolarizzazione dell’edilizia pubblica residenziale, il taglio delle Provincie, dei piccoli Comuni  e dei costi delal politca eccetera …

Un sondaggio, dunque, tutto da verificare  e che non avrebbe dovuto essere mandato in prima serata e sulle prime pagine dei giornali a cuor leggero, se si voleva dare un’ informazione corretta.

Ad ogni modo Ballarò pubblica i sondaggi come vuole e la RAI avalla, visto che avrebbe dovuto essere stata ridfimensionata già da molto tempo.

Il bello, però, è che in questi giorni di sondaggi se ne sono fatti diversi.

Come quello ISPO per il Corriere della Sera, con circa 800 risposte su  oltre 2.000 contatti, dove scopriamo che la vicenda Penati “è un caso isolato che non coinvolge il PD e non ne mina l’immagine” per il 63% degli elettori democratici, ma anche che “è indicatore del fatto che il PD è coinvolto nella politica degli affari” secondo il 56% degli elettori totali, mentre un congruo 17% è dubbioso.

Un dato che conferma l’esigenza di una fortissima delegittimazione popolare della cosiddetta “diversità culturale della Sinistra”, visto che dopo 20 anni riemergono ombre simili a quelle paventatesi per l’affaire Greganti della Prima Repubblica.

Oppure quello di Digis per Sky24 (1001 contatti), che conferma un’indecisone/astensionismo al 40% e che ci racconta come “solo” il 40% dei cittadini ritiene che l’operato del Governo nella manovra finanziaria sia negativo, mentre ISPOS-Ballarò davano la “sfiducia” addirittura al 76%.

Tutto da rifare? Certamente: il numero degli indecisi-scontenti-astenuti è così alta che, in teoria, le elezioni potrebbero vincerle anche il Movimento 5 stelle o La Destra da soli …

Dunque, le poche cose che ci raccontano i sondaggi di questi giorni sono:

  1. esiste ancora lo spazio per la via maggioritaria indicata da Veltroni e, probabilmente, il PD è stato troppo frettoloso nell’abbandonarla;
  2. l’idea di IdV-PD-SEL di riproporre un nuovo Ulivo e di rendersi egemoni va a collidere con il dato di fatto che non si può governare con il 49% alla Camera e molto meno al Senato, specialmente se il 60-70% dei cittadini non li ha votati;
  3. l’apporto di voti derivanti dall’alleanza con SEL sottrae voti al PD sia a sinistra sia al centro, oltre a creare seri problemi con il mondo cattolico e delle imprese;
  4. le promesse di “tagli equi, diritti per tutti” che il Centrosinistra sbandiera e che, a quanto pare, sarà lo slogan elettorale potrebbe rivelarsi un cavallo di troia, visto quello che la maggioranza degli italiani pensa del PD e della suo coinvolgimento nella finanza.

Resta, dunque, un mistero su come abbia fatto RAI-Ballarò a mandare in onda sondaggi e trasmissione e, soprattutto, cosa abbiano commentato ed analizzato politici presenti e giornalisti in redazione.