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Baby pensioni? Meglio se privilegiate

27 Apr

Antonio Di Pietro, sessantenne ex magistrato fondatore dell’IdV, è in pensione dall’età di 44 anni e percepisce 2.644 euro lordi al mese. (Mario Giordano – “Sanguisughe”, Ed. Mondadori)

Manuela Marrone, cinquattottenne moglie di Umberto Bossi fondatore della Lega, è un’insegnante in pensione dall’età di 39 anni con 766 euro lordi al mese. (fonte Corsera)

Rainer Stefano Masera, ex ministro del Bilancio nel governo Dini, è un docente universitario in pensione dall’età di 44 anni con  18.413 eu­ro lordi al mese. (fonte Corsera)

Fabio Granata, esponente cinquantunenne di Futuro e Libertà, e Leonluca Orlando, cofondatore dell’Idv, percepiscono da diversi anni 8.000 euro al mese di pensione come ex consiglieri regionali. (fonte Il Giornale)

Piero Marrazzo, cinquantaduenne attualmente giornalista RAI, è un ex consigliere regionale che ha presentato alla Regione Lazio apposita domanda di pensione per 2.000 euro al mese.  (fonte Il Giornale)

Sandro Frisullo, plurindagato cinquantacinquenne ed vicepresidente della Regione Puglia, è andato in pensione con 10.071 euro lordi al mese come ex consigliere regionale. (fonte Il Giornale)

Pier Carmelo Russo, quarantasettenne plurindagato ed assessore della Giunta regionale siciliana, è un ex funzionario della Regione Sicilia in pensione dall’età di 44 anni con 10.980 euro lordi al mese. (fonte Il Giornale)

Non è esattamente un problema di Baby pensioni, ma di pensionamenti “privilegiati” o “d’annata”.

Era la prima cosa da azzerare, nel 1994 quando si intervenne sulle pensioni, ma, lo raccontano i fatti, è rimasta lì come se nulla fosse: molte migliaia di “onesti” italiani hanno beneficiato, vent’anni fa, delle stesse “condizioni favorevoli” pur non essendo anziani od invalidi. Tra loro sindacalisti, magistrati, funzionari, docenti universitari: la casta.

D’altra parte, poteva mai la riforma delle pensioni essere equa, se coloro che la concordarono erano tutti in età pensionabile?
Fu un caso che Giuliano Amato, esponente di rilievo del PD che volle l’innalzamento dell’età pensionabile, sia andato subito dopo in pensione, a 60 anni, con 22.048 euro lordi al mese (fonte Il Giornale) … giusto il tempo di varare la riforma ed andar via con tutte le salvaguardie?

(cliccando qui trovi i numeri ed i grafici delle Baby pensioni)

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Baby pensioni? In buona parte al Nord

27 Apr

Il Corriere della Sera del 26 aprile scorso pubblicava (link) un compendioso articolo di Enrico Marro sulla disastrosa situazione delle “Baby pensioni”, ancor più accentuata dal vergognoso fenomeno delle pensioni privilegiate o d’annata, di cui si parla in un altro post di questo blog.

Per capirci qualcosa di più, ho messo in tabella  i numeri pubblicati dal Corsera che connotano l’iniquità della situazione venuta a crearsi.

Infatti, a sorprendere non è tanto l’esistenza (residuale) di baby pensionati, che per altro diverse categorie di lavoratori “producono” in ogni paese, vedi docenti, militari, poliziotti eccetera.

Piuttosto, a sorprendere è l’evidente situazione di privilegio accumulatasi nel Settentrione, che dimostra come tante contrattazioni sindacali e tante leggine fossero funzionali sono ad una parte dei lavoratori e solo in determinati territori.

Chi l’avrebbe mai detto che in Friuli Venezia Giulia, come in Liguria ed in Trentino, un abitante su settanta è un baby pensionato da un ventennio ormai, mentre in Emilia Romagna, Veneto, Piemonte e Lombardia ve ne è uno ogni 90-100?

E come farsi una ragione dei 5 miliardi e mezzo di Euro che da quasi due decenni prendono la via del Settentrione e dei suoi “fortunati”, mentre al Sud si sopravvive ancora con la pensione della nonna?