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La possibilità di salvarci e di non salvarci

17 Apr

Colaninno stamane su La7: “Noi abbiamo la possibilità di salvarci e di non salvarci”.

Se il “noi” è riferito all’Italia, Colaninno si sbaglia: noi non abbiamo alcuna possibilità di salvarci dopo le misure attuate dal Governo Monti, non almeno se non si verifichi un grande cambiamento prima dell’autunno e della predisposizione della Finanziaria per il 2013.

L’età pensionabile è tra le più elevate del mondo e già nel medio periodo darà i suoi nefasti frutti come l’invecchiamento dell’età media in scuole, università e ospedali e la povertà diffusa per gli over50 rimasti senza lavoro, con maggior costi per il Welfare che si voleva tagliare.

La leva fiscale sui contribuenti è tra le più elevate del mondo e anche nel breve periodo se ne vedranno gli effetti, dato che nessuno Stato può sopravvivere a lungo se preleva dalle tasche dei cittadini onesti anche 2/3 di quanto producono.

La spesa per il rilancio è sotto zero, dato che i tagli lineari incidono su tutto, i soldi per il Sud non si sono mai visti, gli aiuti alle aziende non ci sono e questo non è un “lungo o corto periodo”, ma l’attuale.

Neanche a parlarne del taglio della spesa pubblica, la riorganizzazione della Pubbica Amminstrazione, l’abbattimento dei costi e della intrusività della Politica. Nè arriva, dai “professori” che avrebbero dovuto averla già in tasca, la semplificazione delle procedure civili e penale, onde avere processi e sentenze in tempi utili a fare anche giustizia.

… neanche la legge sugli stadi di calcio, che ridurrebbe costi pubblici e ne porterebbe investimenti rilevanti da privati, con benefici per l’occupazione, l’edilizia, i servizi, il turismo, il mantenimento urbano, migliorando notevolmente gestione e sicurezza. Od una “facile” abrogazione delle attuali norme sui diritti televisivi all’estero delle partite di calcio, attualmente gestiti in modo collettivo, che porterebbe ben altri introiti per le società e per l’erario.
Neanche un briciolo di creatività o di iniziativa.

Eppure, son cose che “non ci vuole una laurea”, basta andare al supermercato per guardare i prezzi, gli scaffali e quanto spendono le persone. Come sarebbe bastato che Mario Monti, Bersani, Alfano e Casini si fossero attenuti al discorso programmatico di insediamento al Senato pronunciato e sottoscritto dallo stesso Monti.

Non sembra che ci siamo salvati e non era il default o lo spread il vero pericolo.

A non salvarci è stata, è e sarà l’avidità, il pressappochismo e l’arroganza dei governanti e dei potenti, che in Italia sembrano proprio non avere le doti adatte al ruolo che vanno a ricoprire. Ed a non salvarci (se accadrà) sarà stata anche l’esitazione o la non incisività di chi poteva o doveva intervenire.

Pessimista? Sta ad altri giudicarlo, ma allo stesso modo andrebbe valutato “l’ottimismo” che i media ed i direttori di testata hanno manifestato e continuano a manifestare, mentre non ve ne erano affatto le premesse.

Fatto sta, infatti, che su questo blog, in data 29 novembre 2011, si poteva leggere sul post Crisi Eurozona, lontana la schiarita:

Oggi, solo oggi, Mario Monti ha completato lo staff di governo, aggiungendo ai 17 ministri iniziali un altro ministro per la Funzione Pubblica, 3 viceministri per l’economia e ben 25 sottosegretari. Sono stati necessari ben 21 giorni dalla caduta di Berlusconi ed ancora non si sa nulla del programma. Per essere un governo tecnico, nato dall’emergenza italiana, europea e mondiale, è un “non sense”. Questo pone dei serie perplessità sull’esattezza e veridicità delle ipotesi, finora fatte, sulle cause e sulle soluzioni della crisi dell’Eurozona tutta.

Il buon giorno si vede dal mattino e si vedeva dall’inizio che “non era un governo tecnico”, ma nenache di programma.
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O come a seguire in Manovra iniqua, le alternative c’erano del 7 dicembre: “Una Manovra ampiamente evitabile, come ricordava ieri sera a Porta a Porta, Roberto Napoletano del Sole24Ore, sottolineando che per non intaccare le pensioni più basse sarebbe bastato tassare i capitali scudati del 3% anzichè del 1,5% come propone il pluriministro Passera, eminenza grigia di questo esecutivo. Per non parlare della patrimoniale “lineare” che sta passando sotto forma di IMU, anzichè “scalare”, ovvero più pesante per i più abbienti e più lieve per i meno fortunati. Una scelta che poteva essere ben più incisiva e con cui si poteva fare molta “cassa”, senza incidere troppo sulla recessione in corso e sulle istanze sociali finora disattese.

Tempo dato a Roberto Napoletano da Bruno Vespa per “aprir bocca” su questo problema? Una manciata di secondi.
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E come, ancora, riguardo il Governo Monti nei sondaggi: un flop del 13 dicembre: “Secondo il 69% degli italiani “è la solita manovra che colpisce quasi esclusivamente lavoratori dipendenti e pensionati”, l’intervento sulle pensioni “è stata una scelta del Governo, ma era possibile concentrarsi su altri capitoli di spesa” per il 60% degli italiani, l’incapacità di colpire i grandi patrimoni “è un’ammissione di sconfitta” per il 68%.”

Utile ricordare i commenti entusiastici di telegiornali, quotidiani e talk show, perdurati mesi, riguardo il quasi unanime consenso dato a Mario Monti dai cittadini, mentre i sondaggi raccontavano qualosa di altro.
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Questioni che trovavano conferme nei fatti se il 16 dicembre era possibile leggere in Fiducia “Salva Italia”? No, salva Euro … che “Purtoppo per noi, anche l’Europa aveva bisogno di mettere le cose a posto, ovvero l’esposizione speculativa delle banche francesi e tedesche verso l’Italia, una montagna di euro, quasi 350 miliardi per le prime ed oltre 100 per le seconde. Sappiamo come va il mondo e, oggi, il nostro Parlamento ha votato la fiducia al “Decreto Salva Italia”, che, però, non contiene una misura una per contenere la recessione, riassorbire la disoccupazione, sostenere le piccole imprese, attirare capitali e risorse.”

Scritto il 16 dicembre 2011, non l’altro ieri. L’avevo detto io?
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Tralaltro, ritornando addirittura a due giorni prima dell’insediamento del Governo, troviamo un post del 27 novembre scorso:o l’Europa di Sarkozy, Merkel e Monti prende atto di un “problema” che si chiama democrazia oppure la  protesta che monterà potrebbe essere molto poco governabile.
Gli (indo)europei non amano le crisi, le risolvono. In un modo o nell’altro.

“Svalutare” l’Euro proprio no, eh?
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O come, il 22 dicembre scorso, dove nel post Aria di inciucio  si poteva leggere, mentre chiunque altro inneggiava al decreto “SalvaItalia” come fosse la Provvidenza divina, che: “Dopo i rumours ed i “mal di pancia” relativi la legittimità dell’azione di governo condotta dal senatore a vita Mario Monti, arriva una prima presa di posizione del Presidente Giorgio Napolitano, che ha precisato come Alfano, Bersani e Casini dovranno fissare un comune percorso di riforme.

Prendiamo atto che quel richiamo cadde nel vuoto, come quelli successivi e sempre più incalzanti ed ormai quasi quotidiani.

E, detto questo, è evidente che, se il Presidente Giorgio Napolitano non interviene rapidamente e con incisività – ovvero ben prima delle elezioni locali e “rimuovendo le cause” – noi italiani non abbiamo alcuna possibilità di salvarci e, con noi, l’Eurozona.

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Manovra iniqua, le alternative c’erano

7 Dic

Secondo un sondaggio di Repubblica “Per il 70% del campione la manovra “non è equa”. Gli elettori di 4 dei 5 principali partiti (Pdl, Pd, Lega, Idv) la giudicano negativamente con percentuali oscillanti dal 63% (Pd) al 70% (Pdl). Anche coloro che fanno riferimento ad altre forze politiche si esprimono negativamente con percentuali molto elevate (73%).

La Manovra è iniqua, ma anche incerta e, forse, aleatoria, come scritto ieri (Perchè la manovra non funzionerà).

E così andando, il professor Monti inizia a mettere le mani avanti: “Con questa operazione che è di rigore, di equità e di crescita, io ho chiesto agli italiani molti sacrifici, ma c’era il rischio, molto concreto, che lo Stato non potesse più pagare, che gli stipendi non potessero più essere pagati, che le pensioni non fossero più pagate. Non abbiamo da guardare molto lontano: la Grecia è la rappresentazione di che cosa sarebbe potuto accadere in Italia“.

Anche lasciando da parte la questione “equità” che fa acqua da tutte le parti, il discorso dei “professori” è alquanto inesatto e pro domo sua …

Basti dire che l’Italia non può fare la fine della Grecia, avendo 10 volte la popolazione del piccolo stato europeo, ma, soprattutto, un’infrastruttura industriale da G8 ed un PIL enormemente superiore.

E’, viceversa, vero il default della spesa dello Stato, incombente su gennaio prossimo, ma è altrattanto corretto ricordare che erano almeno tre anni che alcuni, inascoltati, esperti avevano prefigurato tale disastro a tale scadenza. Chissà perchè nessuno ne abbia mai parlato tra autorevoli professori, esimi politici e sinceri giornalisti …

Lacrime di coccodrillo, ecco cosa emerge dalla dichiarazione del Presidente del Consiglio che afferma: “quando abbiamo capito che occorreva chiamare a contribuire i pensionati, anche quelli con livelli molto bassi, appena superiori alla fascia minima, be’, lì siamo stati molto in difficoltà” ed è in quel momento “che abbiamo deciso di chiamare a contribuire coloro che avevano usufruito dello scudo fiscale.” (ADN-Kronos)

Se si voleva equità, era il caso di partire dai capitali scudati ed eventualmente arrivare alle pensioni, non viceversa, ma soprattutto incidere sui costi della politica, anche perchè la Fornero, solo sei mesi fa su Sole24Ore, scriveva che “la riduzione, trasparente e controllabile, dei costi della politica, ivi inclusi i privilegi pensionistici, appare perciò una condizione ineludibile affinché queste nuove correzioni, pur tecnicamente valide, siano anche socialmente accettabili.

Una Manovra ampiamente evitabile, come ricordava ieri sera a Porta a Porta, Roberto Napoletano del Sole24Ore, sottolineando che per non intaccare le pensioni più basse sarebbe bastato tassare i capitali scudati del 3% anzichè del 1,5% come propone il pluriministro Passera, eminenza grigia di questo esecutivo.

Come, altrettanto, sarebbe bastato estendere a tutti il sistema contributivo e bloccare i pensionamenti per un anno, magari incidere fiscalmente sui TFR e/o ridurre gli stipendi della Pubblica Amministrazione del 10% oppure, ancora meglio, fissare un tetto alle pensioni d’annata ed oversized, se il problema era il default di gennaio prossimo: tutte le altre misure pensionistiche incidono sul decennio a venire, al momento non servono a nulla, neanche a ridurre gli accantonamenti che l’INPS e il MEF dovrebbero fare e che, come apprendiamo dalle finanziarie da anni, non è detto che vengano sempre e comunque fatti …

Per non parlare della patrimoniale “lineare” che sta passando sotto forma di IMU, anzichè “scalare”, ovvero più pesante per i più abbienti e più lieve per i meno fortunati. Una scelta che poteva essere ben più incisiva e con cui si poteva fare molta “cassa”, senza incidere troppo sulla recessione in corso e sulle istanze sociali finora disattese.

Oppure dell’ICI e dell’esenzione fiscale di cui gode il clero, il cui gettito sarebbe elevato, anche in condizoni di agevolazione, e che nessuno considera oppure delle Provincie e dei piccoli comuni, che sembrava cosa già fatta e che sta prendendo un’altra piega.

Le bugie hanno le gambe corte ed il naso lungo …

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Italie, la manouevre de Monti ne fonctionnera pas

6 Dic

Il est incroyable de voir comment la presse italienne ne éleve pas une plainte ou une pensée négative sur le plan financier que Monti & co. veulent imposer aux Italiens, aujourd’hui, et les Français, demain qui sait, debout le «sentiment» a montré de “Mario”.
Tout se passe alors à la télévision, généralement consociative, ou nous écoutons, à l’inverse, des commentaires négatifs – parfois caustique – par des experts et des politiciens.

Un plan financier qui est une hypotesis, peut-être une promesse, peut-être une illusion.

Les aides pour les entreprises petites sont très faibles, donnée par les réductions d’impôts, qui ne fonctionnent que si les gens font du shopping et si la production augmente.
Évidemment, nous ne pouvons pas attendre de bon, si la récession actuelle sera aggravée par les mesures qui affectent sévèrement les pensions, car il est vraiment difficile à l’esprit des travailleurs plus coopératifs.
Parler sur les sociétés, Monti était clair: ceux qui ne peuvent survivre que espanding leurs marchés à l’étranger … où, bien entendu, l’allemand, les entreprises indiennes et chinoises sont en attente pour nous …

A propos de la Caste – c’est le nom utilisé par les Italiens pour les politiciens, pour les juges, les syndacates,  les medicians et les journalistes – rien ne se passe et rien n’est promis. À ce rythme, le coût de la vie politique, au moins comme un budget annuel de l’année 2012 restera une des hypothèses et le mécontentement pourrait se transformer en colère.
La réorganisation des municipalités et des provinces des sons comme un recul par rapport à la «volonté générale» pour annuler les provinces et les faire fondre les petites municipalités.
Et toujours sur la caste, rien n’est en vue concernant les syndicats et “système de justice», ce qui équivaut à rester attachés à de longues procédures et les transactions.

Les infrastructures et l’administration publique sont également en jeu, en dépit de vagues promesses, et cela signifie que les déchets et la baisse va se poursuivre. Non seulement cela, car une bonne partie des modalités d’exécution du plan financier de Monti aura à surmonter les obstacles et les drains à la Conférence État-Régions.
Le Sud semble ne pas exister, cinq milliards d’euros sont un banquet mendiant, ne mentionne même pas Naples (et Rome) sur problème d’enfouissement, les incitations et les infrastructures même de parler de lui. Et la lutte contre la mafia nécessite des investissements importants … au moment pas avaiable.
À propos du secteur public, il suffit de noter que les règles sur les retraites n’aura pas d’autre effet que d’augmenter l’âge moyen du personnel.

Et maintenant, nous arrivons à l’abattage de la retraite. La “promesse” de Monti est d’obtenir des liquidités pour environ 6 milliards par an plus d’une décennie. Une très petite quantité par rapport à l’incertitude sociale qui produit. Une somme aussi assez aléatoire.
Pour être précis, des milliards sont juste 3-4 au net d’impôt et, pour d’autres facteurs, prévision réelle Monti pourrait être juste une poignée de pennies vraiment.
En fait, puisque nous parlons de gens de plus de 50 ans, qui, non rarement, souffrent d’une maladie chronique et nous ne pouvons calculer le numéro de l’augmentation des coûts pour arret de travaille et pour l’augmentation des coûts des soins et de santé, étant donné que les maladies ne fera que s’aggraver.
Évidemment, ces travailleurs «seniors» seront toujours plus lents, moins flexibles et non pas dans la carrière. Le plan financier sur les travailleurs à la retraite va se retourner contre, surtout parce que les cotisations devront être concertés avec les syndicats et nous avons eu, il ya trente ans, une inflation «à deux chiffres” …

Enfin, personne ne parle de la nouvelle loi électorale, sans laquelle ce gouvernement trouve un chèque en blanc pour argent comptant.

Un problème de démocratie effective, qui est combinée avec l’utilisation d’un projet de loi du gouvernement, qui ont coupé le parlement, et les nombreux conflits et d’intérêts graves rencontrés par ce gouvernement. Graves et très graves, comme le président des éditeurs de journaux qui est également ministre adjoint à l’édition.

On ne peux pas s’étonner si nous lisons dans les journaux très peu de ce que nous savons par la télévision à partir des commentaires des techniciens et des politiciens.
Comme nous ne pouvons pas oublier que ce gouvernement n’a aucune expérience sur le nationale gouvernement, la démocratie et la social gouvernance.

Si quelque chose ne va pas sur votre chemin, sous les hypothèses de les professeurs, les Italiens courent le risque de payer une partie de l’Euro par défaut des Allemands et Frenchs, comme cela a déjà eu lieu pour la Grèce et Unicredit Bank sur lequel a été versé une partie de le flop polonais.

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Perchè la manovra non funzionerà

6 Dic

E’ stupefacente come dalla stampa non si levi una lagnanza od una riflessione negativa riguardo la manovra che Monti & co. vogliono imporre agli italiani, oggi, ed ai francesi, domani chissà, vista la “simpatia” che mostrano i poteri forti di Francia per “Mariò”.
Il tutto mentre in televisione, tipicamente consociativa, si ascoltano, viceversa, commenti negativi autorevoli e, talvolta, caustici.

Partiamo dalle aziende per le quali c’è poco, troppo poco, visto che gli sgravi fiscali servono a qualcosa solo se la gente spende ed i lavoratori producono alacremente.
Ovviamente, non c’è da aspettarsi nulla di buono se la recessione sarà aggravata dalle misure che colpiscono duramente le pensioni, come sarà difficile che la collaboratività dei lavoratori aumenti, dopo la batosta annunciata.
Sempre riguardo le aziende, Monti è stato chiaro: sopravviverà solo chi riesce ad espandere i propri mercati all’estero … dove, ovviamente, stanno aspettando noi …

Passando alla Casta, nulla accade e nulla si promette. Di questo passo, i costi della politica, almeno come budget annuale del 2012 restano ipotesi ed il malcontento potrebbe trasformarsi in ira.
Riassetto dei comuni e delle provincie, infatti, significa solo un passo indietro rispetto alla “volontà generale” di cassare le provincie ed i piccoli comuni, valorizzando le comunità montane.
E sempre restando alla Casta, nulla è in vista riguardo sindacati e “sistema giustizia”, che equivale a rimanere impastoiati nelle lungaggini delle procedure e delle contrattazioni.

Infrastrutture e pubblica amministrazione restano anch’esse al palo, nonostante vaghe promesse, e questo significa che sprechi e declino continueranno. Ma non solo, dato che una buona parte delle norme attuative della manovra Monti dovranno superare lo scoglio ed il salasso della Conferenza Stato-Regioni.
Il Sud è come se non esistesse, cinque miliardi sono un’elemosina, neanche si menziona Napoli (e Roma) per la questione discariche, incentivi ed infrastrutture neanche a parlarne. Figuriamoci la lotta alla mafia che richiede grandi investimenti.
Quanto al pubblico impiego, basta rilevare che le norme sulle pensioni non avranno altro effetto che incrementare l’età media del personale.

Arriviamo alle pensioni, il de profundis. La “promessa” è di far cassa per circa 6 miliardi di euro l’anno su un arco decennale, in tutto una sessantina di miliardi. Una somma decisamente infima rispetto all’incertezza sociale che produce. Una somma anche alquanto aleatoria.
Per l’esattezza, di miliardi si conta di risparmiarne solo 3-4 al netto del prelievo fiscale e, così andando, l’apporto effettivo si riduce davvero ad una manciata di spiccioli.
Infatti, dato che parliamo di ultracinquantenni non di rado sofferenti di qualche malattia ormai cronica, non è dato sapere di quanto incrementerà la spesa per tutte le assenze che faranno e, soprattutto, quanto spenderemo in più di sanità, visto che le patologie non potranno che peggiorare.
Per non parlare del fatto che questi lavoratori saranno sempre più lenti e meno flessibili nelle loro mansioni e che non sono più “upgradabili” nè in carriera, ormai.
Secondo i conti della serva, la manovra sulle pensioni potrebbe rivelarsi un boomerang, visto anche che sul contributivo andranno concordati con i sindacati gli incrementi inflattivi “a due cifre” di 30 anni fa.

Per concludere, non si parla di nuova legge elettorale, senza la quale questo governo si ritrova ad incassare un assegno in bianco. Un problema di democrazia effettiva, che si assomma alla scelta dello strumento del decreto legge, che scavalca a pie’ pari il parlamento per 60 giorni, per non parlare dei tanti e seri conflitti di interessi, che affliggono questo esecutivo. Gravi e gravissimi, come quella del Presidente degli editori di giornali che è anche sottosegretario all’editoria.

Forse, è per questo che sui giornali si legge molto poco di quello che apprendiamo dalla televisione dai commenti di tecnici e politici.

Nel consegnare “l’asso di picche” a questa impostazione di governo e di governance,  ricordando che questo esecutivo non ha alcuna esperienza politica e sociale, resta solo da dire una cosa.

Se qualcosa non andasse per il verso giusto, secondo le ipotesi dei professori, noi italiani rischiamo di pagare una parte del default dell’euro che toccherebbe, viceversa, a tedeschi e francesi, come è gia accaduto per la Grecia e per Unicredit sulle quali è stato riversata una parte del flop polacco.

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Il ministro Fornero e la mia vita

4 Dic

In pensione con 42 anni di versamenti e senza finestre?

Nel mio caso è probabilmente impossibile: sono malato seriamente, già adesso non dovrei  più lavorare, come non dovrei “combattere” con il Servizio Sanitario Nazionale che non mi garantisce neanche un pronto soccorso adeguato, se non in 3-4 città, nonostante leggi e finanziamenti appositi.

Grazie a Fornero & Monti, va a finire che della mia pensione ne godrà lo Stato.
Oppure, dovrò lasciare il lavoro e tirare avanti con 300 euro di pensione di invalidità per 14 anni, ovvero fino ai 67, pur avendo ben 36 anni di contributi versati o ricostruiti con salati versamenti.

Non è uno scherzo e non sono il solo.

La mia colpa? Essere un italiano nato negli Anni ’50 ed aver creduto nella meritocrazia.

Speranze?

Una sola, che tra sindacati e partiti qualcuno si ricordi che, a 50 anni, una parte degli individui iniziano  ad essere portatori di malattie croniche, anche piuttosto serie, che, purtroppo per i conti da mettere a posto, non sono immediatamente o rapidamente letali.
Persone che addirittura in USA vengono prepensionate.

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Un plan contre les travailleurs et les retraités

4 Dic

«Le budget est préparé: 24 milliards de dollars, 20 délégués sans taxe. Il est confirmé que l’objectif d’un budget équilibré en 2013, grâce à «une politique d’austérité, l’équité et le développement”, avec “des interventions solides et structurelles.”
Coupes lourdes sur les pensions sont à venir par l’extension de la contribution, la flexibilité de la production entre 63 et 70 avec des groupes différents pour les hommes et les femmes, une augmentation de la durée de vie active à 42 ans pour les hommes et 41 pour les femmes. Attendus, du côté des entreprises, réduire les coûts du travail par l’impôt. “(ADN-Kronos)

Une politique d’austérité, équité et développement?
«Nous ne sommes pas d’accord. Ce plan financier que sur le fardeau des travailleurs et des retraités. C’est la réaction des syndicats, qui, selon Mario Monti: “. Ce fut une rencontre positive et encouragement»

C’est pourquoi il était si secret et c’est pourquoi les derniers à être informés sont les parlementaires devront approuver le plan financier: plus de privilèges pour certaines catégories de «vieux» retraités, quelques coupes sur les dépenses des politiciens, des allégements fiscaux pour les grandes entreprises, encore des déchets et même banal.

Monti veut apporter à la prochaine législature une ancienne et la plus résignés Italie, moins guéri et moins protégés, plus librist et beaucoup moins libérale, mais … avec les livres bien équilibré, même au prix d’une récession dévastatrice et le chômage plus jeunes.

Pas de problème: pas de Monti, mais les parties, à partir de 2012/2013, devra faire face à la récession et les faillites de petites entreprises, manifestations de rue et de l’exaspération du peuple, de la faim pour ceux qui sont déjà pauvres et le désespoir des familles des personnes malades. Tous d’un gouvernement avec la plus grande densité de catholiques depuis la guerre, qui gouverne avec le soutien indispensable du Parti démocrate …

Pendant ce temps, personne ne parle d’une nouvelle loi électorale, comme d’habitude, … et sans cela, ils peuvent aller sur pendant un bon moment.

Après l’Italie, le jeu continue. Les Français auront soin: Monti est très apprécié en France.

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Una manovra contro lavoratori e pensionati

4 Dic

La manovra è pronta. Vale 24 mld, 20 al netto della delega fiscale. E’ confermato l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013, attraverso “una politica di rigore, equita’ e sviluppo”, con “interventi solidi e strutturali”.

Arriva una stretta sulle pensioni, con l’estensione del contributivo per tutti, la flessibilità in uscita fra 63 e 70 con fasce diverse per uomini e donne, un incremento dell’anzianità a 42 anni per gli uomini e 41 per le donne. Previsto, sul fronte delle imprese, il taglio dell’Irap sul costo del lavoro.”  (ADN-Kronos)

Una politica di rigore, equità e sviluppo?
Non siamo d’accordo. La manovra grava solo su lavoratori e pensionati”, questa la reazione dei Sindacati, che secondo Mario Monti: “E’ stato un incontro positivo e di incoraggiamento“.

Ecco perchè era tutto così segreto ed ecco perchè gli ultimi ad essere informati saranno i parlamentari che dovranno approvare la manovra: ancora pensioni d’annata, pochi tagli alla politica, tanti sgravi per le aziende, ancora sprechi e luoghi comuni.

Monti vuole consegnare alla prossima legislatura un’Italia più vecchia e più rassegnata, meno curata e meno tutelata, più libertista ed ancor meno liberale, ma … con i conti a posto, anche a costo di una recessione devastante ed una disoccupazione giovanile da paura.

Tanto saranno i partiti, a partire dal 2012/2013, a dover gestire la recessione ed i fallimenti delle piccole aziende, le proteste di piazza e l’esasperazione della gente, la fame per chi già adesso non ce la fa e la disperazione delle famiglie dei malati. E dire che questo è il governo con la più alta densità di cattolici dal Dopoguerra ad oggi che governa con l’indispensabile appoggio del Partito Democratico …

Intanto, di nuova legge elettorale, come al solito, non se ne parla e, senza quella, possono andare avanti per un bel po’.

Leggi anche Il ministro Fornero e la mia vita

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