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Shministit, in ebraico “obiettori”

18 Set

Shministit, in ebraico, vuol dire “nel 12° anno”, vuol dire “obiettore di coscienza”.

Sono tanti i giovani ebrei che accettano “dodici anni di disgrazie” pur di non agire contro i palestinesi, mussulmani o cristiani che siano.

La loro esistenza testimonia a tutto il mondo che ebreo non significa sionista e semita non equivale ad usurpatore.

Sono anni, molti più di dodici, che va avanti questa vicenda ed ormai siam oalla seconda generazione di obiettori, ormai, che hanno rinnegato la politica di occupazione militare dei Territori, iniziata nel 1967 da “falchi” come Moshe Dayan e Golda Meyer ed alimentata per due decenni dalle scelte di Ariel Sharon.

I governi israeliani fingono che il fenomeno non esista e quello di Netanhyau, dinanzi ad una popolazione turbata dagli eccidi di Gaza, sta facendo altrettanto.

Potrebbero ricordarglielo gli Europei, ma non lo faranno ed, intanto, giovani ebrei e giovani arabi continuano a morire ed a soffrire, senza un futuro che possa chiamarsi Pace.

Alemanno, Roma ed i nostalgici

26 Apr

Durante la notte tra Pasqua e Lunedì in Albis, qualcuno ha saldato ad un ponte una grossa insegna metallica con la scritta  scritta «Work will make you free», ovvero «Arbeit macht freì» come all’ingresso del lager di Auschwitz. Abominevole: come dire “ci siamo ripresi la città, vi è rimasto solo questo quartiere”.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha, ovviamente, fatto rimuovere l’oggetto e ha dato dei «pazzi scellerati» agli autori, senza spiegare come sia possibile saldare di notte un’insegna, lunga ben 4 metri e non incappare in almeno un’autopattuglia.

Come se fossero casi isolati, in una città dove il giorno prima erano apparsi manifesti in diversi quartieri con fasci littori e foto d’epoca di camerati, in armi e con il saluto romano, e le scritte  «25 aprile» e «Buona Pasquetta».

Utile anche sapere che, non appena rimossa l’insegna, è spuntato al suo posto uno striscione con le stelle a cinque punte in bella vista.

Il tutto nella capitale italiana e nella città del Papa, dopo una ininterrotta e spesso impunita serie di atti analoghi.

Tutto molto esecrabile ed indecente, ma come non comprenderne le cause? Se la Sinistra romana ha costruito solo enormi blocchi di case popolari, prima, ed enormi centri commerciali, poi, senza prendersi cura della mobilità e dell’aggregazione, è difficile evitare lo scenario di alienazione metropolitana che Roma ormai rappresenta.

Una città con mezzo milione di inquilini in “edilizia popolare”, due sole linee di metro per 4 milioni di persone su 800 kmq, zero piazze fuori dal centro storico, enormi centri commerciali che hanno cancellato i negozi preesistenti, sostituiti da sale giochi e centri estetici.

Perchè le intellighenzie capitoline non riescono a giubilare chi ha realizzato questo orrore e perchè si meravigliamo se i neonazisti ed i neoBR ci sguazzano?