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Passera esulta, gli italiani no

22 Gen

I dati ISTAT e non solo ci raccontano, da decenni, che gli sprechi sono tutti insiti nel sistema di governance che abbiamo, sia per come viene selezionata la classe politica e l’alta dirigenza, sia per la poca attualità e funzionaità delle nostre norme, specie in sede procedurale.
Come ci raccontano, da anni e decenni, che esistono alcuni settori della società con una discreta propensione all’evesione fiscale e/o al mantenimento di posizioni di privilegio.

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Finora, il governo Monti è intervenuto su lavoratori precoci, invalidi, tassisti, avvocati, notai e farmacisti.
Difficile credere che, con buona pace dei notai, siano costoro i privilegiati.

La cosa prende una piega davvero sinistra, se andiamo a chiederci se vorremmo essere seguiti in una causa giudiziaria da un tirocinante che non ha sostenuto neanche un esame di procedura.
Come c’è da chiedersi perchè non si garantiscano, negli stessi provvedimenti, le necessarie tutele sia per gli invalidi ed i disoccupati, se parliamo di welfare, sia per i consumatori, nel caso di tassisti e avvocati.

Intanto, le liberalizzazioni che contano “per noi cittadini” non arrivano.

Parliamo dei vaucher per il sistema di istruzione, del libero ricorso a sistemi di previdenza privati, della libertà per Regioni e Comuni di edificare stadi e porticcioli, della competitività del sistema sanitario.
Come tutto tace sul fronte delle concessioni demaniali, del patrimonio immobiliare pubblico, della riduzione dei costi della politica e dello “spoil system”, del ripristino dei reati di falso in bilancio e falsa fatturazione.

Tutto chiaro, alla luce del sole e sotto gli occhi di tutti, eppure Angelino Alfano e Pierluigi Bersani quasi sbraitano in televisione il loro fermo sostegno a questa mattanza.

Resta solo da chiedersi come farà mai il ministro dello Sviluppo sulle liberalizzazioni, Corrado passera, a raccontarci che “in due mesi fatto ciò che non era stato fatto in due decenni. Tracciato il cammino per una crescita strutturale. Venerdì è stata una bella giornata, per il governo e per l’Italia” …

Leggi anche Corrado Passera, una biografia non autorizzata

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Monti ed il difetto di democrazia

22 Gen

Giusto per disilludere chi crede ancora di essere in una repubblica parlamentare, Mario Monti annuncia che è stata una faticaccia ma “abbiamo prodotto un risultato equilibrato. Meglio lasciarlo così. Anzi non si può più cambiare”.

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E’ la seconda volta in un mese, era già accaduto con le pensioni, giustificando il tutto con l’emergenza dei conti pubblici.
Sappiamo anche che così emergenza non era, dato che Tremonti aveva già recuperato circa l’1% del PIL, che lo spread non si è ripreso e che al posto delle pensioni si potevano (e si possono) risparmiare 40 cacciabombardieri F-35.

Un governo ed un sistema di poteri che pretenderebbe bellamente di ignorare che la Sicilia, da una settimana, è “all’alba di un day of rage”.

Intanto, Alfano e Bersani urlano “altolà” alla base che quasi insorge, mentre Casini gongola ed il paese (specialmente il Sud) ormai crede solo a Di Pietro, Maroni, Forza Nuova e, forse, Gianfranco Fini. E forse neanche a loro …

A quale disastro ci sta portando Mario Monti e la “strana idea” di mettere costituire un governo di programma”, composto esclusivamente da tecnici che non rispondono nè al parlamento nè agli elettori.
Non era questa la proposta di Giorgio Napolitano e non è questo, secondo il sentire di tanti, quello che la Costituzione permetterebbe.

Non è un caso che il Presidente abbia, ancora una volta, sollecitato i partiti affinchè il parlamento approvi al più preso una nuova legge elettorale.
Chissà come andrebbe se i media si associassero alla reiterata richiesta di Giorgio Napolitano …

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Per la Sicilia, per il Sud

22 Gen

La Sicilia è totalmente ferma da una settimana.
Sembra l’alba di un day of rage, quasi come due giorni prima la cacciata di Ben Alì in Tunisia.
Niente benzina, poche merci sugli scaffali di quel poco che rimane aperto, zero trasporti, gente, tanta gente per strada.
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Sigle poche, i soliti “ribelli” di destra e dei centri sociali, la mafia, se c’è, ancora non ci ha messo la faccia.

Una regione ricchissima e civile, una sorta di scrigno d’oro nel bel mezzo del Mediterraneo, ridotta da decenni e decenni alla fame da uno stato unitario, che sembra quasi che non sappia che farsene del Sud, se non fosse per le braccia ed i cervelli che hanno costruito la ricchezza di Roma e del Nord.

Come, ad esempio, l’HUB aereoportuale internazionale che dovrebbe stare in Sicilia e non a Fiumicino e ad Atene.
Oppure, come il traffico merci, che dovrebbe sbarcare tra Siracusa e Catania, per non far entrare le grandi navi e petroliere nel Tirreno.
O lo zolfo, gli agrumi ed il grano, che sono da sempre la ricchezza dell’isola, oltre al turismo, che potrebbe movimentare volumi ben superiori a quelli che viceversa beneficiano la piatta costiera adriatica.

Una Sicilia disastrata da una governance scellerata, che paga per intero il prezzo dell’assenza italiana nel Mediterraneo, del trasporto su gomma che arricchisce Torino e Bologna, di un turismo che, senza legalità, non potrà mai oltrepassare il Tevere.
Tra l’altro, una qualunque politica meridionalista avrebbe affrancato la Sicilia dall’oneroso trasporto su gomma, costruendo porti anzichè tentare il flop del ponte sullo Stretto.

E cosa fa il governo Monti? Nulla, tanto i media parlano di “protesta dei forconi” e non di società civile allo stremo.
Intanto, mentre Confindustria delegittima una protesta palesemente spontanea ed ancora relativamente pacifica, Marcegaglia chiarisce, molto inopportunamente, che è bene “lasciarli strillare” …

Speriamo che almeno il Parlamento decida di occuparsi di un forte e profondo malcontento, che potrebbe sfociare in risentimento popolare.

Anche perchè i manifestanti hanno annunciato che faranno riprendere il trasporto merci, ma confermano che la protesta in Sicilia proseguirà ”in maniera pacifica fino al 26 gennaio”, quando si terrà l’incontro tra governatore, governo e cittadini.
E dopo?

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11 domande

27 Ott

Dieci domande. Sono di moda 10 domande, così provo a farne anche io, anzi, esagero, ne faccio undici, … magari mi risponde La Repubblica …

  1. Arriva la Pandemia e la gente diffida dei vaccini. Vi sembra strano, se l’informazione parla di “un’influenza normale”, per non frenare i consumi e contenere le spese sanitarie?

  2. In Sicilia, tempo fa, una frana inondante ha raso al suolo case e distrutto vite. Non c’è stata neanche una colletta e s’è parlato di abusivismo, se non dei “soliti terroni”. Sarà per questa “falsa partenza” che nessuno ci racconta dello strano clima “tropicale” che imperversa sull’isola da un paio di mesi e del rischio idrogeologico che incombe?

  3. In Campania tutto tace salvo i soliti ammazzati, qualche arresto ed i soliti ragazzi pazzi. Eppure, era la regione più ricca del Mediterraneo fino a 150 anni e soprattutto una delle più fertili. Il disastro ambientale della Camorra e della monnezza ha dei corresponsabili, è evidente prim’ancora che comprovato. Come si fa a tacere su una possibile ricandidatura di Bassolino?

  4. La Finanziaria non c’è, non se ne parla e, per giunta,  le pressioni sono tali da costringere Tremonti a minacciare le dimissioni e pretendere la vicePresidenza. Intanto, la Crisi va a proseguire e, con un disoccupato ogni 10 occupati, è prevedibile che la criminalità comune e l’azione politica violenta aumentino. E’ mai possibile che il Parlamento, nonostante gli appelli di Napolitano e Fini, debba perder tempo sulla riscrittura del Lodo Alfano?

  5. Il tasso di disoccupazione vola oltre il 10% e la maggioranza dei maschi adulti non ha un diploma superiore. Speranze di riconversione o di innovazione praticamente a zero. Sarà per questo che nessuno parla di scuola ed università?

  6. Rutelli molla la Sinistra, rovinando la festa di Bersani, proprio mentre corre in fabbrica per riconciliarsi  con i “soliti” compagni.  Tutti ne parlano, ma perchè nessuno annota che, forse, con lui ci sono Cacciari e Soro e che la presenza di liberal-democratici, di “veri” laici nel PD è pressochè uguale a zero?

  7. Ci sono leggi precise sulla protezione dei minori nella visione televisiva, le cosiddette “fasce protette”, i ben noti bollini rossi o verdi. Mi sapete dire come fanno i programmi di quiz delle 20 a non incorrere in sanzioni, se mostrano  con sapienti inquadrature i microslip e annessi fondoschiena delle danzatrici? Non dovrebebro avere il bollino?

  8. Dopo 30 anni scopriamo che la Guerra di Segrate non si era mai conclusa e che c’è una sentenza, oggi, che ieri avrebbe cambiato l’intera storia del nostro Paese, se non mondiale. E’ mai possibile che sui Media non si legga una retrospettiva, un sunto, un inserto?

  9. Ogni tanto si sente parlare di bullismo. Un rogo qui, una devastazione lì, un pestaggio quando capita, qualche furtarello perchè no, l’immigrato bruciacchiato o l’handicappato schiavizzato come dessert. E’ il terrore di ritrovarsi i figli in Tribunale che ci fa passar per bulli dei giovani da soccorso psichiatrico che si avviano ad una carriera criminale?

  10. Si sente parlare spesso dell’aiuto dei nonni alle famiglie giovani, anche in termini finanziari e non solo di supporto, come normale. Eppure, nessuno si chiede come mai una pensione sia diventata più “sostanziosa” di uno stipendio? Cosa è accaduto con la conversione all’Euro?

  11. Napoli ha un patrimonio museale enorme, potrebbe attirare un flusso turistico ben superiore a Firenze e paragonabile a quello di Roma ed il Vaticano. Ha anche un’infinita serie di baie, calette e porticcioli, che meriterebbero, per la bellezza dei luoghi, una frequentazione del livello di Montecarlo e Cannes. E’ vero che ci sono i delinquenti, ma perchè, con tutti gli impegni per risanamento e sviluppo, gli aereoporti ed i treni finiscono tutti a Roma ed i porticcioli turistici si costruiscono a Montenero di Bisaccia od a Ladispoli?

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