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Pensioni d’oro: Matteo Renzi getta la maschera

26 Nov

Mettere un tetto alle pensioni d’oro dei funzionari pubblici, che si applicherà su tutti i trattamenti pensionistici, anche “quelli già liquidati” ma solo “a decorrere dal 2015” senza pensare di ridurle drasticamente è talmente poco – rispetto alle aspettative di milioni di invalidi e lavoratori anziani –  da rasentare il ridicolo.
Specialmente se si eliminano le penalizzazioni previste per chi va in pensione prima di 62 anni avendo comunque accumulato i requisiti richiesti, ma “limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017”.

Praticamente, significa annunciare al Paese che chi è nato più o meno prima del 1950 ha diritto a mantenere la propria rendita pensionistica a danno di chi è nato dopo, mentre restano a piede libero gli artefici di una sequel infinita di errori contabili e finanziari in circa vent’anni di ‘riforme pensionistiche’.

Peggio ancora se le donazioni liberali dei politici ai propri partiti (cioè a se stessi) vanno a sgravio – persino sulle pensioni – e tutte le altre no.

Certo, l’affluenza alle urne non interessa il nostro Premier, Matteo Renzi, tanto nessuno l’ha eletto per fare quel che fa oggi, come nessuno elesse Mario Monti, e può permettersi di strafregarsene dei su detti milioni di di invalidi e lavoratori anziani. Tanto il Patto del Nazareno è finito, l’eclisse del Centrodestra lo richiede, e l’attenzione dei nostri ‘rappresentanti del popolo’ è tutta rivolta all’irrisolta questione dell’enorme patrimonio immobiliare dell’ex Partito Comunista Italiano, di cui fruiscono anche i sindacati, tanto per dirla tutta.

Così andando le cose, in attesa che Alfano o Berlusconi stacchino la spina, il cattivo Matteo Renzi pensa a far cassa nel partito emanando un’indecente norma pensionistica che potrà essere gradita solo a chi nacque tra gli elettori pensionati e pensionandi.

Non venga più a parlarci di ‘nuovo’, di ‘giovani’, di ‘futuro’ eccetera eccetera.

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Il crepuscolo di Ignazio Marino. Quali avversari, quali scenari politici per Roma?

15 Nov

A Roma capita che l’auto di servizio (di colore bianco) del sindaco venga vista  parcheggiata a poca distanza da quella sua personale (di colore rosso), una in divieto di sosta e l’altra in un posto riservato ai disabili. Lo riporta Il Tempo, menzionando i nomi dei testimoni: i fratelli  Fabrizio e Augusto Santori, l’ex consigliere municipale Fabrizio Figliomeni ed Emiliano Corsi del Comitato Difendiamo Roma.

Ignazio Marino Panda Divieto di Sosta Posto Disabili

Una figuraccia con l’aggravante del menefreghismo – secondo la tradizione di Pasquino – dato che da settimane si parla dello scandalo degli accessi ZTL e del parcheggio riservato ai senatori in cui è coinvolta la Panda rossa di Ignazio Marino, il sindaco ciclista, a vistosa prova che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Dignitas delinquentis peccatum auget. L’elevata posizione del reo aumenta la gravità del reato.

Marino Panda Rossa Delinquentis

E siamo al punto che, giorni fa, Lionello Cosentino, senatore del Pd e segretario del Pd romano, intervenendo a Effetto Giorno, su Radio 24, alla domanda se ‘il sindaco Marino reggerà fino a fine legislatura’, rispondeva: “Se fa poche cose utili sì: se paga le multe, se ci mettiamo tutti assieme a lavorare sui problemi veri di Roma, e non sulle polemiche tra partiti e le strumentalizzazioni. … Ci vuole uno scatto, ma non solo del sindaco, forse anche del ceto politico, delle forze politiche, della classe dirigente di questa città”.
Altrimenti si torna alle urne? “Altrimenti siamo colpevoli di fronte ai cittadini di questa città del fatto che non riusciamo a vedere la fine del tunnel di questa lunga crisi”.

Intanto, registriamo che Ignazio Marino è andato a Tor Sapienza ‘per ascoltare i cittadini’ ed è stato accolto tra i fischi, per poi dichiarare: “sono qui perchè i media vi hanno dipinto come criminali e razzisti ma siete persone come noi che cercano la felicità per se stessi e per i propri figli.  … Non chiuderemo il centro accoglienza ma cercheremo un compromesso tra quelle che sono le esigenze di tutti.”

In tutt’altro senso vanno le dichiarazioni  all’Ansa il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muizniks “Sono preoccupato per i violenti attacchi contro gli immigrati e la polizia”, ha dichiarato. … Questi attacchi sono il risultato dell’immagine distorta sugli immigrati che predomina in Italia e nelle politiche messe in atto che non rispettano pienamente i loro diritti … molte di queste persone sono richiedenti asilo e minori non accompagnati che fuggono dalla guerra e dalla persecuzione, e che spesso si ritrovano a vivere in condizioni inadeguate con poche possibilità di integrarsi”.

Politiche di competenza dei sindaci, come lo è Ignazio Marino almeno per ora, che – almeno a Roma – non sembrano rispettare i diritti dei rifugiati che si ritrovano a vivere in condizioni inadeguate e con poche possibilità di integrarsi, se il ministro Alfano ha dovuto ricordare che “l’errore di fondo è quello che i sindaci devono stare attenti perché non si possono mandare decine di migranti dove già ci sono i rom. Non si possono appesantire le periferie. Queste persone devono essere distribuite in modo razionale nelle città”.

Adducere inconveniens non est solvere argumentum. Portare eccezioni non è mai risolvere la questione.

Marino Adducere

Intanto, anche David Sassoli, già candidato alle primarie per le ultime comunali, arrivato secondo dietro Marino, e oggi a Bruxelles come videpresidente del parlamento europeo, rilascia su Twitter dichiarazioni aspre: «Ormai solo due romani su dieci approvano . L’arroganza non è un sistema di governo. Basta andare in giro per la città per capire quanti romani non si sentano rispettati dall’attuale amministrazione. Roma sta sprofondando nell’incuria e nel degrado. E’ un sindaco inadeguato».

Poi, secondo l’inchiesta di Repubblica-l’Espresso, a volere la testa del sindaco di Roma Capitale, ci sarebbero:

  1. la famiglia Tredicine, imprenditori e politici, signori delle preferenze in Forza Italia, che guidano la rivolta di bancarellari e ristoratori
  2. il Centro cattolico (Ncd) che non vuole i matrimoni gay, né che il sindaco trascriva quelli fatti all’estero nei registri del comune, con un’operazione mediatica messa in atto proprio mentre si svolgeva il Sinodo sulla Famiglia
  3. la corrente “romanamente” renziana, del asse tra il deputato PD Umberto Marroni, giù dalemiano, con Enrico Gasbarra e i popolari, molto attenta alle esigenze dei costruttori e al nuovo stadio della Roma, arrivato in extremis per un emendamento allo Sblocca Italia
  4. il Gruppo Caltagirone per come il sindaco è intervenuto su Acea, ridimensionando di molto il ruolo finora giocato dal “socio”
  5. l’ex sponsor Goffredo Bettini e Luciano Nobili, vicesegretario del Pd a Roma
  6. Dario Franceschini che potrebbe spostarsi presto sulla stessa poltrona di Marino e sua moglie, consigliera comunale e presidente della commissione cultura, Michela Di Biase che si sta battendo, non senza ragioni, sulla partita del cinema Metropolitan, nella centralissima via del Corso
  7. Francesco D’Ausilio, assessore dimissionario dopo che nella sua gestione era trapelato il sondaggio riservato, commissionato dal Pd, che confermava un  livello di gradimento bassissimo dei romani verso Ignazio Marino.

Sapiens fingit fortunam sibi. L’uomo saggio forgia da solo la propria fortuna.

Marino fortuna

A questo punto della storia è bene sapere che l’articolo 53 del Testo Unico degli enti locali sancisce che le dimissioni presentate dal sindaco diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al Consiglio comunale. Da quel momento, il Sindaco stesso, la Giunta e il Consiglio hanno solo poteri di ordinaria amministrazione.

Trascorso questo periodo, inizia la procedura di scioglimento del Consiglio comunale e cessano tutte le cariche politiche, con il Prefetto che nomina un Commissario, detto prefettizio, fino alla conclusione del procedimento di scioglimento che termina con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno, entro 90 giorni.

Anche nel caso dell’approvazione di una mozione di sfiducia – come quella presentata dai consiglieri Ncd Roberto Cantiani e Lavinia Mennuni –  la norma (decreto legislativo 267/2000) prevede lo scioglimento del Consiglio comunale.

Tutti a casa? Vedremo …

In praetoriis leones, in castris lepores. Nel palazzo leoni, nell’accampamento lepri.

 

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I

Il Sinodo apre a divorziati e conviventi etero

19 Ott

In estratto dalal relazione finale del Sinodo per la Famiglia del 19 ottobre 2014:

“L’indissolubilità del matrimonio (“Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi” Mt 19,6), non è innanzitutto da intendere come “giogo” imposto agli uomini bensì come un “dono” fatto alle persone unite in matrimonio.
Ma nello stesso tempo ha messo in pratica la dottrina insegna ta manifestando così il vero significato della misericordia. Ciò appare chiaramente negli incontri con la samaritana (Gv 4,1-30) e con l’adultera (Gv 8,1-11) in cui Gesù, con un atteggiamento di amore verso la persona peccatrice, porta al pentimento e alla conversione (“va’ e non peccare più”), condizione per il perdono.

Dio non solo ha creato l’essere umano maschio e femmina (Gen 1,27), ma li ha anche benedetti perché fossero fecondi e si moltiplicassero (Gen 1,28). Per questo, «l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne» (Gen 2,24).

Gesù, che ha riconciliato ogni cosa in sé, ha riportato il matrimonio e la famiglia alla loro forma originale (cf. Mc 10,1-12).
una dimensione nuova della pastorale familiare odierna consiste nel prestare attenzione alla realtà dei matrimoni civili tra uomo e donna, ai matrimoni tradizionali e, fatte le debite differenze, anche alle convivenze. Quando l’unione raggiunge una notevole stabilità attraverso un vincolo pubblico, è connotata da affetto profondo, da responsabilità nei confronti della prole, da capacità di superare le prove, può essere vista come un’occasione da accompagnare nello sviluppo verso il sacramento del matrimonio. Molto
spesso invece la convivenza si stabilisce non in vista di un possibile futuro matrimonio, ma senza alcuna intenzione di stabilire un rapporto istituzionale.
Ci sono quindi elementi validi anche in alcune forme fuori del matrimonio cristiano –comunque fondato sulla relazione stabile
e vera di un uomo e una donna –, che in ogni caso riteniamo siano ad esso orientate. Conlo sguardo rivolto alla saggezza umana dei popoli e delle culture, la Chiesa riconosce anche questa famiglia come la cellula basilare necessaria e feconda della convivenza umana.

In ordine ad un approccio pastorale verso le persone che hanno contratto matrimonio civile, che sono divorziati e risposati, o che semplicemente convivono, compete alla Chiesa rivelare loro la divina pedagogia della grazia nelle loro vite e aiutarle a raggiungere la pienezza del piano di Dio in loro. Seguendo lo sguardo di Cristo, la cui luce rischiara ogni uomo (cf. Gv 1,9; Gaudium et Spes, 22) la Chiesa si volge con amore a coloro che partecipano alla sua vita in modo incompiuto, riconoscendo che la grazia di Dio opera
anche nelle loro vite dando loro il coraggio per compiere il bene, per prendersi cura con amore l’uno dell’altro ed essere a servizio della comunità nella quale vivono e lavorano.

La Chiesa, in quanto maestra sicura e madre premurosa, pur riconoscendo che per i battezzati non vi è altro vincolo nuziale che que
llo sacramentale, e che ogni rottura di esso è contro la volontà di Dio, è anche consapevole della fragilità di molti suoi figli che faticano nel cammino della fede.

Le situazioni dei divorziati risposati esigono un attento discernimento e un accompagnamento di grande rispetto, evitando ogni linguaggio e atteggiamento che li faccia sentire discriminati e promovendo la loro partecipazione alla vita della comunità.
Prendersi cura di loro non è per la comunità cristiana un indebolimento della sua fede e della sua testimonianza circa l’indissolubilità
matrimoniale, anzi essa esprime proprio in questa cura la sua carità.

Si è riflettuto sulla possibilità che i divorziati e risposati accedano ai sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia.
Alcuni Padri hanno sostenuto che le persone divorziate e risposate o conviventi possono ricorrere fruttuosamente alla comunione spirituale. Altri Padri si sono domandati perché allora non possano accedere a quella sacramentale.

Va ancora approfondita la questione, tenendo ben presente la distinzione tra situazione oggettiva di peccato e circostanze attenuanti, dato che «l’imputabilità e la responsabilità di un’azione possono essere sminuite o annullate» da diversi «fattori psichici oppure sociali».

Circa le cause matrimoniali lo snellimento della procedura, richiesto da molti, oltre alla preparazione di sufficienti operatori, chierici e laici con dedizione prioritaria, esige di sottolineare la responsabilità del vescovo diocesano, il quale nella sua diocesi potrebbe
incaricare dei consulenti debitamente preparati che possano gratuitamente consigliare le parti sulla validità del loro matrimonio. Tale funzione può essere svolta da un ufficio o persone qualificate.

Dunque  – riguardo alle convivenze e ai matrimoni civili eterosessuali, come anche ai divorziati risposati –  si aprono le porte per la loro riammissione, allorchè “compete alla chiesa di riconoscere quei semi del Verbo sparsi oltre i suoi confini visibili e sacramentali” con allusione agli Ortodossi, per i quali la celebrazione del secondo matrimonio “è penitenziale, non è un sacramento” – come ben chiariva il cardinale arcivescovo di Lione, Philippe Barbarin, a Radio Vaticana – in cui gli sposi vengono  “accolti e benedetti” dopo un periodo penitenziale “affidandosi al rapporto tra il fedele e il suo parroco, confessore o vescovo”.

Gesù ama anche i divorziati …

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Vatican opens to divorced and civil unions, if hetero

19 Ott

Abstract from the Final Relation odf the Synod on the Family (Relatio post disceptationem), filed October 19, 2014.

“The indissolubility of marriage (“What therefore God has joined together, let not man put asunder” Mt 19,6), is not to be understood as “yoke” imposed on men, but as a “gift” made ​​to two persons united by the marriage.
But at the same time we have to put into practice the doctrine teached thus manifesting the true meaning of mercy. This appears clearly in the meetings with the Samaritan woman (Jn 4.1 to 30) and with the adulteress (Jn 8.1 to 11) in which Jesus, with an attitude of love toward sinful person, leads to repentance and conversion (“Go and sin no more”), as condition for forgiveness.

God has not only created human beings male and female (Gen 1:27), but he also blessed because they were fruitful and multiply (Gen 1:28). For this reason, “a man shall leave his father and his mother and cleaves to his wife and the two shall become one flesh” (Gen 2:24). Jesus, who has reconciled all things to himself, reported the marriage and the family to their original form (cf. Mk 10,1-12).

A new dimension of family ministry today is to pay attention to the reality of civil marriages between men and women, in traditional marriages and, in due differences, even at cohabitation. When the union reached a remarkable stability through a public bond, is characterized by deep affection, from liability in respect of offspring, from the ability to pass the tests, can be seen as an opportunity to accompany the development of the sacrament of marriage.

So there are valid elements in some forms outside of Christian marriage – however based on stable relationship and true of a man and a woman – which in any case we are driven to it. Looking to the human wisdom of peoples and cultures, the Church also recognizes the family as the basic , necessary and fruitful cell of human society.

In order for a pastoral approach to people who have contracted a civil marriage, who are divorced and remarried, or who simply live together, the responsibility of the Church to reveal to them the divine pedagogy of grace in their lives and help them to reach the fullness of God’s plan in them.
Following the gaze of Christ, whose light illumines every man (cf. Jn 1,9; Gaudium et Spes, 22), the Church turns with love to those who participate in its life so incomplete, recognizing that the grace of God works also in their lives by giving them the courage to do good, to take care with love for one another and be at the service of the community in which they live and work.

The Church, as a safe teacher  and caring mother, while recognizing that for the baptized, there is no bridal than sacramental  and that any breach of it is against the will of God, is also aware of the fragility of many of his children who struggle in the path of faith.

The situations of divorced and remarried require careful discernment and accompaniment of great respect, avoiding any language and attitude that makes them feel discriminated against and promoting their participation in community life.
Caring for them is not for the Christian community a weakening of his faith and his testimony about the indissolubility of marriage rather it expresses itself in this its charity care.

We reflected on the possibility that the divorced and remarried have access to the sacraments of Penance and the Eucharist.
Some fathers have argued that divorced and remarried or cohabiting may have recourse to the fruitful spiritual communion. Other fathers have wondered why they can not gain access to the sacraments.

It is still the issue in-depth, bearing in mind the distinction between the objective situation of sin and extenuating circumstances, given that “the imputability or responsibility for an action can be diminished or even nullified” by various “psychological or social factors.”

About the sentences of religious annulment of marriage the streamlining of procedure, requested by many – in addition to the formation of sufficient number of workers, clergies and laities with dedication priority – demands to emphasize the responsibility of the diocesan bishop, who in his diocese could instruct the consultants prepared properly they can free advising the parties on the validity of their marriage. This function can be performed by qualified persons or an office.

So – in relation to civil partnerships and heterosexual marriages, as well as for divorced and remarried – Church opens the doors to their readmission, when “the responsibility of the church to recognize the seeds of the Word spread beyond its visible and sacramental borders ” in allusion to the Orthodox Church , for which the celebration of a second marriage “is repentance, not a sacrament” – as well clarified the Cardinal Archbishop of Lyon, Philippe Barbarin, on Vatican Radio – in which the spouses are “welcomed and blessed” after a period of penance “relying on the relationship between the faithful and the parish priest, confessor and bishop. “

So Jesus blesses the divorced too if they are goodwill persons.

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Sinodo sulla Famiglia: un forte richiamo alla Politica

19 Ott

“La“Relatio Synodi” della III Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi: “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”, conclusasi il 19 ottobre 2014, non si è limitata ai mezzi termini, nel richiamare la Politica – specialemente quella cristiana e cattolica – ai propri doveri.

“Si è parimenti sottolineata la necessità di una evangelizzazione che denunzi con franchezza i condizionamenti culturali, sociali, politici ed economici, come l’eccessivo spazio dato alla logica del mercato, che impediscono un’autentica vita familiare, determinando discriminazioni, povertà, esclusioni, violenza.”

“C’è anche una sensazione generale di impotenza nei confronti della realtà socio-economica che spesso finisce per schiacciare le famiglie. Così è per la crescente povertà e precarietà lavorativa che è vissuta talvolta come un vero incubo, o a motivo di una fiscalità troppo pesante che certo non incoraggia i giovani al matrimonio.
Spesso le famiglie si sentono abbandonate per il disinteresse e la poca attenzione da parte delle istituzioni.”

“Anche il calo demografico, dovuto ad una mentalità antinatalista e promosso dalle politiche mondiali di salute riproduttiva, non solo determina una situazione in cui l’avvicendarsi delle generazioni non è più assicurato, ma rischia di condurre nel tempo a un impoverimento economico e a una perdita di speranza nell’avvenire.”

“Le conseguenze negative dal punto di vista dell’organizzazione sociale sono evidenti: dalla crisi demografica alle difficoltà educative, dalla fatica nell’accogliere la vita nascente all’avvertire la presenza degli anziani come un peso, fino al diffondersi di un disagio affettivo che arriva talvolta alla violenza.”

“Vanno tenute in debito conto le esigenze e le attese di famiglie capaci di essere nella vita quotidiana, luoghi di crescita, di concreta ed essenziale trasmissione delle virtù che danno forma all’esistenza. Ciò indica che i genitori possano scegliere liberalmente il tipo dell’educazione da dare ai figli secondo le loro convinzioni.”
“I bambini spesso sono oggetto di contesa tra i genitori e i figli sono le vere vittime delle lacerazioni familiari. L’essere donna è oggetto di discriminazione e anche il dono della maternità viene spesso penalizzato piuttosto che essere presentato come valore.”

“È responsabilità dello Stato creare le condizioni legislative e di lavoro per garantire l’avvenire dei giovani e aiutarli a realizzare il loro progetto di fondare una famiglia.”

Più chiaro di così ….

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Matrimoni gay dopo il Sinodo e l’exploit di Marino: cosa dicono le leggi

19 Ott
“La“Relatio Synodi” della III Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi: “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”, conclusasi il 19 ottobre 2014, ha sancito che:
  • 55. (ndr approvato con 118 voti a favore e 62 contrari) Alcune famiglie vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con orientamento omosessuale. Al riguardo ci si è interrogatisu quale attenzione pastorale sia opportuna di fronte a questa situazione riferendosi a quanto insegna la Chiesa: «Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia». Nondimeno, gli uomini e le donne con tendenze omosessuali devono essere accolti con rispetto e delicatezza. «A loro riguardosi eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione» (Congregazione per la Dottrina della Fede, Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, 4).
  • 56. (ndr approvato con 159 voti a favore e 21 contrari) È del tutto inaccettabile che i Pastori della Chiesa subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il “matrimonio” fra persone dello stesso sesso”.
Intanto, a meno di un chilometro di distanza, nella stessa Roma dove si svolgeva un Sinodo mondiale dei vescovi – ovvero l’unica struttura democratica del Vaticano – il sindaco Ignazio Marino trascriveva ben sedici matrimoni omosessuali contratti all’estero.
Le leggi  devono consentire a tutti di avere gli stessi diritti. Ora ci limitiamo a trascrivere, ma andremo avanti. E io lo so, andremo avanti insieme … Se il prefetto annullerà la trascrizione chiederò i pareri legali per comprendere la legittimità di un eventuale annullamento. Certamente io difenderò la mia posizione“ ha dichiarato Marino, ammettendo implicitamente di operare in potenziale contrasto con la sovranità dello Stato italiano e della Santa Sede, come anche che la legittimità dei propri provvedimenti è contestabile.
Immediate le reazioni del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro il quale, in osservanza delle norme emanate dal Ministero degli Interni, ha annunciato l’annullamento dell’atto.
«Una scelta ideologica», «un affronto istituzionale senza precedenti», «una mistificazione sostenuta a livello mediatico e politico», attacca oggi la diocesi di Roma, il cui vescovo – ricordiamolo – è proprio Papa Francesco. «Una arbitraria presunzione», «inaccettabile», «proprio a Roma in questi giorni» di Sinodo della famiglia, secondo la Conferenza episcopale italiana (Cei).
Nello stessso senso i toni del ministro dell’Interno Alfano: “ Il sindaco Marino ha firmato trascrizioni per nozze gay. Ribadisco: per l’attuale legge italiana, ciò non è possibile. La firma di Marino non puo’ sostituire la legge e non ha dunque alcun valore giuridico. In pratica, il sindaco Marino ha fatto il proprio autografo a queste, peraltro rispettabilissime, coppie.”
A riguardo anche la norma ‘laica’ è chiara:
  1. non esiste alcuna normativa che istituisce e regola il matrimonio tra persone dello stesso sesso (o unioni civili variamente definite): “il diritto fondamentale di contrarre matrimonio non è riconosciuto dalla nostra Costituzione a due persone dello stesso sesso” (C. Cass. 4184/2012)
  2. non è di nessun aiuto la giurisprudenza internazionale: “Si lascia decidere alla legislazione nazionale dello Stato contraente se permettere o meno il matrimonio omosessuale” (Corte Europea dei diritti dell’uomo, sentenza 24 giugno 2010, Prima Sezione, caso Schalk e Kopf contro Austria)
  3. non è possibile sopperire al vuoto normativo per sentenza emessa da giudici, la cui attività interpretativa non può spingersi fino a “incidere sul nucleo della norma, modificandola in modo tale da includere in essa fenomeni e problematiche non considerati quando fu emanata” (C. Cost., 138/10; C. Cass. 4184/2012)
  4. l’unica Corte che finora non si è astenuta è il Tribunale di Grosseto ed in un unico caso (Ordinanza del 3 aprile 2014).
  5. La Circolare dd. 7.10.2014, relativa alla “Trascrizione nei registi dello stato civile dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero”, riafferma l’art. 9 del Decreto del presidente della Repubblica 396/2000 che assegna al Prefetto la funzione di vigilanza sugli uffici dello stato civile, al fine di “garantire che la fondamentale funzione di stato civile, esercitata, in ambito territoriale, dal Sindaco nella veste di ufficiale di Governo, sia svolta in piena coerenza con le norme attualmente vigenti che regolano la materia”.

E forse non tutti sanno che le norme vigenti, cioè il Codice Civile, prevedono quanto dettato da:

  • l’art. 107 che si riferisce espressamente al “marito” e alla “moglie”;
  • l’art. 115 cc secondo cui il cittadino è soggetto alle disposizioni del Codice civile anche quando contrae matrimonio all’estero;
  • gli artt. 12 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) e 9 della Carta di Nizza che fanno salva la discrezionalità degli Stati membri ad adottare norme in materia;
  • le sentenze della Corte costituzionale di cui sopra (C. Cost., 15 aprile 2010 n. 138) e della Corte di cassazione (C. Cass., sez. I, 15.3.2012, n. 4184).

Dunque, il sindaco della Città Eterna, di Roma Capitale, ha quasi sicuramente commesso un gran peccato mortale (vedi Relatio Synodi punto 56) e di certo nel giorno davvero sbagliato, fosse solo per il rispetto istituzionale verso la Santa Sede riunita democraticamente in consesso e per ingerenza internazionale visto che il Sinodo era prossimo a deliberare.

Ignazio Marino, però, ha acceso una contesa tra istituzioni, provocando pubblico scandalo (secondo chi protesta o borbotta) e, soprattutto, (per chi crede ancora nelle leggi) accettando delle richieste di trascrizione di matrimonio all’estero, irricevibili dato che quei cittadini che ben erano edotti che quella unione omosessuale era fuori dalle disposizioni del Codice civile italiano all’atto stesso della ‘stipula’.
Il tutto proprio nel giorno in cui il Vaticano, pur ritenendo l’omosessualità come peccato, dichiara urbis et orbis che “ Nondimeno, gli uomini e le donne con tendenze omosessuali devono essere accolti con rispetto e delicatezza. «A loro riguardosi eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione».
Non è così che si vincerà la battaglia per il riconoscimento civile delle coppie gay e nessuno dovrebbe dimenticare – specialmente se occupa solo temporaneamente il ruolo di pubblico ufficiale – che mai si potrà imporre per cavillo che i diritti civili dei gay contemplino anche il ‘matrimonio’ (inteso come identica denominazione delle unioni eterosessuali) nella nazione in cui – per Costituzione vigente – Stato e Chiesa sono ambedue sovrani, senza modificare il Trattato che regola quell’articolo.

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Senato: la minoranza promette battaglia … agli italiani

1 Ott

Oggi, su La7, Cesare Damiano ha chiarito che “non credo che una situazione di tal genere possa essere recuperata con i palliativi”; “dipende molto da quello che offre l’Italia in termini di risorse e di ripresa … quello he conta è che si pone un problema di credibilità del Paese e di lanciare un paino di riforme” aggiungeva Irene Tinagni.

Sono trascorsi quattro anni da quando Mario Monti promise all’Europa un piano di rientro in quattro e quattr’otto, rifiutandosi di fare una Patrimonale, bloccando il Welfare e, in pratica, raddoppiando le tasse.
E son trascorsi quattro anni da quando si iniziò – questo blog tra i primi – a paventare la recessione, la stagnazione e la deflazione che ne vennero.

Intanto, mentre stanno per arrivare le prime sanzioni UE per infrazione del deficit, sentiamo ancora in televisione ‘autorevoli esperti’ che ci raccontano che si tratta di una ‘fase’ … mentre lo scenario è fosco.

twitter_umori_italiani

L’economia reale, però, racconta tutt’altro:

  • la disoccupazione e la povertà sono in aumento da cinque anni e – in un paio d’anni – avremo ‘bruciato’ la generazione degli attuali ventenni
  • la spesa pubblica è ancora in crescita e i turn over pubblici restano bloccati per almeno altri cinque anni, grazie alle norme di Elsa Fornero sulle pensioni e al MEF che non vuole ripristinare il buco da 45 miliardi che creò nell’ex Inpdap
  • l’Istat che annuncia nel 2012 come iniquamente stiamo trattenendo al lavoro – pur con 30 e passa anni di contribuzione – centinaia di migliaia di lavoratori senior (over55) che sono in ‘condizioni di salute non buone’ mentre gli invalidi che risultano all’Inps sono praticamente la metà (in media) di quelli che Francia o Germania riconoscono e mentre i nostri media scatenano selvagge campagne contro i ‘falsi invalidi’, ovvero i soliti tot truffatori del sistema previdenziale che esistono dovunque. Intanto, almeno due milioni – tanti sarebbero in base alle medie UE – di disabili ‘sommersi’ attendono …
  • il valore delle case degli italiani è crollato di 500 miliardi di euro in pochi anni e c’è chi ha visto l’unico proprio investimento (il ‘mattone’) anche del 40%
  • lo sbilanciamento commerciale e tecnologico con la Germania è tale che – ad esempio – una Opel GTC usata del 2008 oggi vale quasi il 10% in più rispetto ad un paio di anni fa, mentre una Opel Corsa nuova costa quasi il 30% in più di una Seat Ibiza o di una Fiat Punto, mentre anni fa erano nella stessa fascia di prezzo
  • ogni anno in Italia si diploma il 21% dei diciottenni, mentre in Polonia i laureati sono al 43% ed entro sette anni in tutta Europa (eccetto che da noi) sarà così, come in tutta Europa (eccetto che da noi) le scuole sono linde, ben organizzate e soprattutto finanziate
  • solo per i TFR teniamo bloccati almeno 25 miliardi di euro per dare liquidità alle imprese, mentre potrebbero /dovrebbero andare in busta paga ai lavoratori, ovvero genererebbero consumi, ma non possono essere toccati perchè i sindacati dell’industria li hanno fatti reinvestire in fondi vari
  • la sovraspesa ‘fiscale’ per gas e luce che le famiglie povere devono affrontare equivale a meno della metà del bonus energetico che gli offriamo, serve in discreta parte per finanziare il fotovoltaico e a causa di questi ‘balzelli’ – rispetto ad un britannico – gli vengono sottratti almeno un mese di consumi alimentari

D’altra parte siamo il Paese di Pinocchio, che ammazza a scarpate chi potrebbe insegnargli qualcosa, che si affida al duopolio del Gatto e della Volpe per rimediare fregature a giorni alterni, ove l’umiltà e la pazienza di Geppetto si antepongono al giusto esercizio dei propri diritti, dove le istituzioni giudicano distrattamente e curano ancor peggio e dove – puntualmente – c’è qualcuno che promette il Paese del Bengodi a dei ciuchini ignoranti pronti a seguirlo … e dove l’unica brava persona (oltre alla Madonna – Fata Turchina) è quel Mangiafuoco circense apolide e burattinaio di professione …

Acclarato il perchè NON si studia Collodi (Carlo Lorenzini, 24 novembre 1826 – 26 ottobre 1890) nelle scuole superiori, mentre Pinocchio è forse il primo ‘personaggio italiano’ nel mondo, sarebbe bello capire chi sono gli elettori che si sentono rappresentati dalla minoranza del PD che ha creato e vuol mantenere il ‘declino italiano’, rallentando da oltre un anno gli interventi che erano urgenti già 5 anni fa.

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Dove andrà mai la Destra, se Berlusconi non lascia?

29 Set

L’operazione « Torna a casa, Lassie» attuata da Berlusconi per ricompattare intorno a se il Nuvo Centro Democratico  non ha sortito effetti. E visto che non riusciva a superare l’ostacolo.
Alfano ha ancora ben saldo il controllo della maggioranza in Senato e Schifani parla di «malevoli rumors sono finalizzati a ostacolare l’unificazione di Ncd con l’Udc e i Popolari di Mauro». Forza Italia non è riuscita a far nascere un gruppo parlamentare ‘parallelo’, con fuoriusciti centristi e delle autonomie.

Intanto, si avvicina l’inverno, durante il quale avrà avvio la campagna elettorale per le elezzioni amministrative (regionali e comunali) del 2015 e, di sicuro, andrebbe colta l’opportunità di un centrodestra unitario e vincente, visto che la Sinistra è arrivata all’ultima sfida.

Ma anche a Destra le anime son troppe e troppo diverse, ormai.

Da un lato i decotti Berlusconi, Verdini, Brunetta e Santanchè, simboli di un’Italia che fu, come lo sono D’Alema, Veltroni, Prodi e Camusso a sinistra: nulla che abbia a che vedere con il futuro.
Dall’altra c’è il ‘vero futuro’, ci sono Salvini e Meloni, come ci sono Renzi e Serracchiani a sinistra e come avviene nel resto d’Europa a guardare a destra.
Al ‘centro’, infine, troviamo Alfano, Gelmini, Lupi, Mauro dei Popolari e un sottobosco di notabili e sottosegretari, mentre ‘fuori’ c’è Grillo, che più o meno inconsapevolmente, ha raccolto quei cinque milioni di voti che in Europa stanno facendo la fortuna della nuova Destra.

Dunque, al momento atttuale, la Destra italiana non va da nessuna parte: l’unica ipotesi – suggestiva, ma possibile – è quella di un’alleanza tra Salvini e Meloni, dato che fanno capo alla stessa ‘corrente politica’ in Europa. Alleanza che potrebbe validamente contrastare – in tanto profondo Nord e tanto estremo Sud – la bolla di consenso che ha sostenuto i Cinque Stelle alle recenti politiche.
Una nuova Destra europea – se coesa – non dovrebbe conquistare meno del 15% su scala nazionale anche qui in Italia.

Le Pen Marine

Quanto a Berlusconi è evidente che sia ormai  ‘il problema politico’ del Centrodestra, in quanto impedisce il ricompattarsi del fronte cristiano-sociale, ovvero ‘popolare’, che in Europa ha sempre espresso delle auree mediocritas (ad eccezione dei tedeschi Kohl e Merkel), ma raccoglie di norma il 20% dei voti.
Fronte cristiano-sociale che sembra sostenere Matteo Renzi e non affatto Silvio  … dopo la sequel di scandali sessuali che ha coinvolto Berlusconi, finanziari per quel che riguarda il suo fido Verdini e la filiera di partito, per non parlare della debacle finanziaria del meno fido Tremonti.

Il Centrodestra va, dunque, ‘liberato’ dal Berlusconismo e dei ‘circoli’, come il Centrosinistra deve liberarsi del Comunismo e delle lobby sindacali: sono obsoleti e sono la causa sia dell’incapacità parlamentare a reagire alla Crisi – che portò al quadrumvirato Monti, Fornero, Mastrapasqua e Passera – sia della deriva elettorale delle astensioni al 40% e dell’affermazione di una compagine caotica quanto inconsistente come i Cinque Stelle.

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How much the stubbornness of Monti’s government to fund the F-35 factories damaged Italy and Eurozone?

5 Lug

In 2001, F-35 JSF (Joint Strike Fighter) Program started by a ‘successful’ Lockheed X-35 project for a initial expected cost of 40 million dollars and a production of  3,000 jets for USAF / U.S. Navy / USMC and another 2,000 for some partners (source http://www.aereimilitari.org).

Italy was involved as a “second level partner”, setting up a line of construction and assembly, which would release much of the F-35 destined for Europe and other countries, such as Turkey and Israel, including only twenty F35 for Italian Navy.

cameri2A rich business for our industries and – on 28th May 2007, at the Defense Ministry in Rome – the Secretary of Defense, Lorenzo Forcieri, met the President of the Province of Novara, Sergio Vedovato, to determine the ‘settlement of the assembly line of the F35 Joint Strike Fighter aircraft at the little military airport of Cameri (Piemonte Region).
A small-town dream cherished for decades, assuming anyone wish spent money and time in Piemonte to turn a short trackat time closed by fog for several months a yearin the largest airport in Europe thanks to the construction of the largest NATO base for military aircrafts.

And that Prodi government was in hands of a lot of members of parliament and secretaries of State by Piemonte as Cesare Damiano, Livia Turco, Fausto Bertinotti and Paolo Ferrero – all coming by the Confederazione Generale del Lavoro (the former communist Trade Union) – and there was really no wonder that the project went to the Novara, where some millions euros of public money was ‘invested’ to create from nothing an industrial district while – elsewhere – many industrial districts were being dismantled on relevant costs: the same Romano Prodi dismatled the public industry in South Italy, as president of I.R.I., ten years before, and he came in Primaries claiming this success.

A lot of money and work that has to benefit just the Novara province and some nearby, where were in crisis the car and textile industries, the former communist trade unions and an expensive welfare system. Not surprisingly, Luisa Maria Crespi, the mayor of Cameri, said “thanks to the initiative of the Province, from today we will be able to respond to our citizens’,  as confirmed by the mayor Bellinzago, Mariella Bovio,’there are important employment guarantees for an area like ours who lives a severe crisis’.

The first doubts on plane and investments became apparent in 2009, when the average per aircraft costs were sketched  to 62 and then over the 100 million dollars.
As reported by Stato-Oggi, “Defence Secretary Ignazio La Russa, at the Farnborough Air Show, referring to the program , added: “We are very cautious, we are checking.”

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Utmost caution, if at the beginning of 2011, the Washington Post announced the need to recapitalize by 20% ($ 10 billion) and experimental design, half of which became necessary to lighten the plane, because flying at full load affects the key performance of the aircraft.
Or when (Jan 08, 2011 – remember this) Secretary of Defense Robert M. Gates announced a series of efficiencies decisions designed to save the Department of Defense more than $150 billion over the next five years primarily by reducing overhead costs, improving business practices and culling excess or troubled programs, like the short take-off and vertical landing (STOVL) variant of the F-35 Joint Strike Fighter placed on the equivalent of a two-year probation because of significant testing problems.

So the contracts for F35 were gradually withdrawn by partners and Italy – where they were tobe built – missed a big deal: 85 F-35A for the Dutch Koninklijke Luchtmacht,some dozens for Danish Flyvevåbnet and Norwegian Kongelige Norske Luftforsvaret, then the good-bye to 116 F-35A for the Türk Hava Kuvvetleri and 150 F35B for the British Royal Air Force which preferred modify ‘her’ aircraft carriers and buy catapult-launched F-35C .
Meanwhile, the Berlusconi government did not give the consent for sixty F35 – provided over the first tranche of 22 F-35B for the Italian Naval Aviation, already ordered – and cut off an order of  2 billions euros for 25 Eurofighter (Aeritalia / Finmeccanica).

Soon after, for other trends, the spread of Italian bonds dramatically rose, the blame was charged to the government and soon after Mario Monti placed on Italian national budget dozens and dozens billions euros of expenses for 2012 and next years to to commission 131 jets to Novara F-35 industries (Dec 06, 2011 – remember this), while Italian debt exploded, a large part of welfare was cut or delayed and taxes went nearby 50%.

F35 sprechi

Not minus of half million of senior workers were dismissed after 30 or more years of regular work without any annuity or social help, disability rights went to enjoyment only after the insurance had recognized them and not when they were initiated, a lot of ​​graduates at work in the call centers for $ 800 a month, a Nation in recession losing 10-15% of GDP, millions of young  families unemployed, companies in the knee, failed or fled abroad. Suicides, people self burnings for protest, millions in line for food and help by charity centers.
These were the numbers for 2012 in Italy.

Just two months after (Feb 02, 2012) the Defense Secretary – Admiral Di Paola – wisely announced the cut of the F-35, reduced from 131 to 90 jets, and April 6  the government led by Mario Monti decreed the reform of Defence confirmed that the cutting of the F35 Joint Strike Fighter, with a reduction in expenses of 5 billions euro for 2014.
Of course, this economy was not destined to unlock pensions or protect the disabled and restart the occupation, was not destined to poor families, were not reduced taxes and businesses continued to close, military expenses were reduced for 33 mld.
Recession went nastier, but Italy began proudly a program to become the second-third largest industrial power for stealth attack fighter – as it relates to the NATO  – and one of the first five countries in the world for the ability to “first air strike “… while Italian  Constitution ‘rejects war as an instrument of aggression’.

So, Mario Monti continued in 2012 to spend the few public money available for the production of first strike stealth fighters, in USA the test on the jets gone really bad.
Lately, in February 2013, the Pentagon’s chief testing office based at the U.S. military’s Eglin Air Force Base in Florida reported that radars that don’t work, blurry vision from the aircraft’s sophisticated helmet, inability to fly through clouds during the tests done from September to November 2012 .
The National Post cleared that “the testing was extremely basic and “did not cover . . . in essence, everything that makes the F-35A a modern, advanced fighter,” reads the report, obtained by the Washington-based watchdog group Project on Government Oversight. Aircraft operating limitations prohibit flying the aircraft at night or in instrument meteorological conditions. The aircraft is also currently prohibited from flying close formation, aerobatics and stalls. The report also notes that the F-35A, which is the version the Harper government had intended to buy, “does not yet have the capability to train in . . . any actual combat capability, because it is still early in system development.”

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Does anyone believe that the Italian government and Italian developers were not fully informed – in real time – during 2012 of a long series of negative tests?

If in October 1, 2013 Defense One announced a “recent report from the Pentagon’s internal watchdog reveals that the next gen fighter jet is plagued with hundreds of issues. The Defense Department’s Inspector General conducted a series of quality assurance assessments that found the Joint Program Office and Defense Contract Management Agency performed “inadequate oversight,” failing to adhere to widely adopted quality management protocols while losing control of contractors that have already sunk an estimated $400 billion taxpayer dollars into what is the most expensive weapons system ever developed by the U.S. government”, why Mario Monti’s government took no account of this in drawing up the law of the National Account law and Spending Review for the 2013 and 2014, easing taxes and allocating resources for senior workers and employment for young people or for help to families?

As known, the last days news announced a jet that caught fire during takeoff and lost pieces from the base of Eglin, Fla. and the Pentagon has grounded all F-35, definitively confirming the many doubts and cautions on the program, and we can imagine the panic in Novara and in Piemonte.

And – speaking of Italy, for the F-35 – there is also another thing to know.

In Spring 2012, Italy planned to buy up to 90 F-35, about 60 of the A model -take off from the ground – and 30 of the B model – vertical takeoff – for the aircraft carrier Cavour because, since the WWII ArmisticeTreaty, is not allowed to haveaircraft carriers with catapult systems. In fact, the C model – catapult takeoff – will made just in USA.

The question is ‘WHY’ was the Mario Monti’s government  spending mountains as blocking valuable resources for 30 vertical take-off F-35B, while this variant, until last year, was not there, prototypes were not working, as Secretary of Defense Robert M. Gates placed in probation for two years the troubled project of a short take-off and vertical landing (STOVL) variant of the F-35 Joint Strike Fighter because of significant testing problems, Great Britain changes ‘her’ takeoff systems on carriers.
The first successful take off test was conducted only on May 10, 2013 to NAS Patuxent River, Maryland.

So, the Mario Monti’s government has spent billions of Euro, catched with  unsustainable taxes, while cutting the present and the future of so many people for a weak jet (F35A) that currently does not exist and another (F35B) that practically there never was. A case that is more reminiscent of the financial accounts of the Soviet Union than any lobbystic or helpful welfare approach to a financial crisis.

Image2 I do not believe such a misdeed or a ‘cospiration’, as it means in Italy.  Just personal stubbornness and another one collateral damage by a “democratic former communist” trade union and his heavy lobby in leftist parties, not forgetting that colonization-like Italian unification acted by a financially burned Piemonte and Vatican, between 1860-1918.

I just hope that – after a so big flop – just anyone will start to not consider Mario Monti a reliable reference for Italian state of art, leading a long memory of Italian F35 story and of the many mistakes made in the management of a not only financial crisis of the former sixt GDP of the world actually impoverished to ten-twelwest position by stalling and recessive government action in 2012.

Mistakes like to fund for billions an inexistent jet in Piemonte – stronghold of former communist trade unions – while those billions were essential to not block the turn over and cut the welfare state for an entire nation during a hard crisis and leave to industry/commerce those really precious resources needed to avoid the recession that still plagues Italy, brought down the GDP and – consequently – afflicts the Eurozone and the European inner relationships.

And, please, … wish anyone note the failure of the Klein-Monti model when applied in a real system?

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F35, un flop annunciato: miliardi sprecati mentre si tagliavano pensioni e welfare

4 Lug

Era il 3 gennaio 2012 quando questo blog spiegava (link) perchè gli F35 erano un flop annunciato e perchè si ‘dovevano’ fare.

Tutta la storia inizia nel 1996, quando gli USA (e la NATO) avviarono il progetto di un caccia a lungo raggio con complete caratteristiche Stealth, tra cui la capacità di trasportare l’armamento in stive interne e sistemi elettronici capaci di inibire la difesa a terra: un nuovo velivolo “invisibile” da usare nella fase del “first strike”, quando le difese nemiche sono complete ed attive.
Nel 2001, il progetto Lockheed X-35 fu dichiarato vincitore e veniva avviato il programma definitivo con la sigla F-35 JSF (Joint Strike Fighter), con un costo di produzione per ciascun esemplare inizialmente valutato intorno ai 40 milioni di dollari.

Inizialmente, era prevista una produzione di circa 3.000 velivoli per USAF/US Navy/USMC e di altri 2.000 per i vari partner internazionali (fonte http://www.aereimilitari.org) tra cui l’Italia che doveva partecipare come “partner di secondo livello”, allestendo una linea di costruzione e assemblaggio, da cui sarebbe uscita buona parte degli F-35 destinati all’Europa e ad altre nazioni, come Turchia ed Israele, tra cui solo venti F35 destinati all’Italia.

Un piatto ricco e, così, accade che il 28 maggio 2007, presso il ministero della Difesa a Roma, con l’incontro tra il presidente della Provincia di Novara, Sergio Vedovato, e il sottosegretario alla Difesa, Lorenzo Forcieri, per determinare l’insediamento presso l’aeroporto militare di Cameri (NO) della linea di assemblaggio degli aerei F35 Joint Strike Fighter.

C’era il Governo Prodi, con i piemontesi Damiano, Livia Turco, Bertinotti e Ferrero ai massimi vertici del potere, e, dunque, non c’è davvero da chiedersi perchè andò a Novara quel progetto industriale in cui si investì un milione di euro di denari pubblici, poi lievitati, sembra, ad oltre cinque.
Una marea di soldi e di lavoro che deve andare a beneficare l’indotto piemontese, azzerato dalla crisi dell’auto e del tessile. Non a caso, Maria Luisa Crespi, il sindaco di Cameri, dichiarò «grazie all’iniziativa della Provincia, da oggi saremo in grado di dare risposte ai nostri cittadini» e, come confermò il sindaco di Bellinzago, Mariella Bovio, «sono importanti le garanzie occupazionali per un territorio come il nostro che vive una grave crisi nel settore tessile».

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I primi dubbi sul’aereo e sugli investimenti si palesarono nel 2009, quando i costi da 40 iniziali erano schizzati prima a 62 e poi oltre i 100 milioni di dollari di media per aereo.
Come riportato da Stato-Oggi, “il raddoppio dei costi, dagli originari 65 milioni di dollari ad esemplare, ha indotto alla prudenza il governo italiano” e “il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, al salone aerospaziale di Farnborough, riferendosi al programma, ha aggiunto: “Siamo molto cauti, stiamo verificando”.

Cautela massima, se, agli inizi del 2011, il Washingon Post annunciava la necessità di ricapitalizzare del 20% (10 miliardi di dollari) sperimentazione e progettazione, di cui la metà “resasi necessaria per alleggerire l’aereo, dato che volare a pieno carico inficia le performance chiave del velivolo“. Per non parlare, sempre agli inizi del 2011, della conferenza stampa  tenuta dal segretario alla Difesa americano, Robert Gates, che precisava che, “se non riusciremo a mettere a posto questa variante (ndr. la versione a decollo corto e atterraggio verticale – STOVL) in questo arco di tempo e rimetterla in carreggiata in termini di prestazioni, costi e tempi, allora credo che dovrebbe essere cancellata.”

Infatti, le commesse per la fabbrica di Novara vennero progressivamente ritirate, prima quella dei 85 F-35A per la Koninklijke Luchtmacht olandese, poi si defilarono la Flyvevåbnet danese e la la Kongelige Norske Luftforsvaret norvegese,  poi addio a 116 F-35A per la Türk Hava Kuvvetleri ed a 150 F35B per la Royal Air Force britannica che preferì optare per gli F-35C con decollo a catapulta modificando le proprie portaerei.
Intanto, il governo Berlusconi non dava il placet per la sessantina di F35 previsti oltre la prima trance di 22 F-35B per l’Aviazione Navale italiana, già ordinati, e aveva tagliato una commessa di 2 miliardi di Euro per 25 Eurofighter (Aeritalia/Finmeccanica), azzerandone la terza trance.

Subito dopo, per altre congiunture, lo spread dei titoli di Stato salì a dismisura, la colpa venne addebitata al governo in carica e subito dopo Mario Monti – che aveva tagliato qualunque spesa pubblica e anche un tot di aspettativa in vita di qualcuno – trovò decine e decine di milardi per avviare le trance in sospeso degli  F35 per l’Aereonautica Militare e aggiungerne anche una quarantina in più, visto che i costi industriali a Novara sarebbero esplosi senza le commesse nordeuropee.

Fu così che da 22 caccia per la Marina arrivammo ad un programma di aerei da combattimento che trasformava l’Italia nella terza potenza NATO per quanto relativo i caccia d’attacco con copertura Stealth ed il quinto paese del mondo (dopo USA, Gran Bretagna, Russia ed Israele)  per capacità di “first strike”, mentre la Cina Popolare aveva davanti a se almeno altri 15-20 anni dal creare un’aviazione militare temibile.

”Joint Strike Fighter e’ il miglior velivolo areo-tattico in via di sviluppo. Un areo di avanzata tecnologia che e’ nei programmi di ben dieci Paesi. E’ una scelta che permette di ridurre da tre a una le linee aero-tattiche. Consentira’ una straordinaria semplificazione operativa dello strumento militare”. (Ministro della Difesa Amm. Di Paola – fonte Vita.it 28-02-2012)

Una scommessa risicata basata sulla capacità dei progettisti di pervenire ad un aereo affidabile ed efficace, dopo che, non appena realizzato il prototipo industriale nel 2009, ci si era resi conto che qualcosa era andato storto nel concept stesso del velivolo.

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Intanto, mentre in Italia la grande stampa eludeva la querelle, ma saggiamente qualcuno iniziava a sospendere le commesse, il Washington Post raccontava di diversi incidenti tra cui quello di una perdita d’olio in volo, fino al grave incidente dei giorni scorsi, con un aereo che ha preso fuoco e perso pezzi  durante il decollo dalla base di Eglin, in Florida, e il Pentagono che mette a terra tutti gli F-35.

 

E siccome al peggio non c’è mai fine vale la pena di chiarire qualcosa sulle commesse che Mario Monti volle a tutti costi con miliardi che ci avrebbero permesso di pensionare e rilanciare l’occupazione.

L’Italia ha in programma di acquistare fino a 60 esemplari del modello A a decollo da terra e 30 del modello B a decollo verticale, per la portaerei Cavour (fonte La Repubblica), visto che il Trattato di Armistizio – quello della II Guerra Mondiale – ancora oggi non ci consente di avere portaerei a catapulta.

Il ‘peggio’ è che la variante F-35B, quella a decollo verticale, fino all’anno scorso non c’era, non funzionavano i prototipi. Il primo test di decollo con successo è stato effettuato solo il 10 maggio del 2013 al NAS Patuxent River, nel Maryland.

Ebbene, quando nel 2011 e 2012 le Leggi finanziarie andarono a prevedere assegnazioni di miliardi per gli F35-B, i prototipi di quei velivoli neanche si alzavano da terra, pardòn dalla tolda.
Soldi spesi o tenuti fermi  mentre, in nome della lotta agli sprechi, un premier non eletto – Mario Monti – negava spietatamente diritti assistenziali e previdenziali a persone anziane e malate.

Sprechi.

F35 sprechi

Si fosse pervenuti ad un investimento teconologico e occupazionale, parleremmo dei danni collaterali della ristrutturazione del capitale – e passi pure – ma non si può transigere su chi ha sprecato denari e angariato i deboli per un aereo che non ci sarà e uno stabilimento di Cameri che rischia di andare in cassa integrazione prima ancora di aver avviato per intero la linea di produzione.

Forse è per questo motivo che i nostri media hanno finora evitato di parlare del flop F35: sarebbero la prova conclusiva di un fallimento generale delle politiche attuate da Mario Monti, oltre che un ulteriore lato oscuro su come si sia pervenuti alla sua nomina a senatore a vita prima e a premier dopo.

Se i soldi impegnati per un aereo che non c’è – frutto della reverenza di Mario Monti verso ‘certa sinistra elettoralmente utile’ e del tutto scollegati sia dal salvataggio delle banche sia dalla questione Finmeccanica – fossero stati destinati al turn over generazionale e alle imprese, avremmo avuto la dura recessione italiana, il crollo del PIL e lo sbilanciamento dell’Eurozona?

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