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Papa Francesco su famiglia, pedofilia e mafia

14 Lug

Intervista del 13 luglio 2014, La Repubblica.

“L’educazione come noi l’intendiamo sembra quasi aver disertato le famiglie.

Ciascuno è preso dalle proprie personali incombenze, spesso per assicurare alla famiglia un tenore di vita sopportabile, talvolta per perseguire un proprio personale successo, altre volte per amicizie e amori alternativi.

L’educazione come compito principale verso i figli sembra fuggito via dalle case. Questo fenomeno è una gravissima omissione.” 

“Molti miei collaboratori che lottano con me mi rassicurano con dati attendibili che valutano la pedofilia dentro la Chiesa al livello del 2%. Questo dato dovrebbe tranquillizzarmi ma debbo dirle che non mi tranquillizza affatto. Lo reputo anzi gravissimo.

Il due per cento di pedofili sono sacerdoti e perfino vescovi e cardinali. E altri, ancor più numerosi, sanno ma tacciono, puniscono ma senza dirne il motivo.

Io trovo questo stato di cose insostenibile ed è mia intenzione affrontarlo con la severità che richiede.”

“Non conosco a fondo il problema delle mafie, so purtroppo quello che fanno, i delitti che vengono commessi, gli interessi enormi che le mafie amministrano.

Debbo aggiungere che alcuni sacerdoti tendono a sorvolare sul fenomeno mafioso. Ma mi sfugge il modo di pensare dei mafiosi, i capi, i gregari.

È un fatto che la maggior parte delle donne legate alla mafia da vincoli di parentela, le moglie, le figlie, le sorelle, frequentano assiduamente le chiese dei loro paesi dove il sindaco e altre autorità locale sono spesso mafiose.
Quelle donne pensano che Dio perdoni le orribili malefatte dei loro congiunti?”

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Italia in balia delle lobbies

5 Dic

In questi giorni si legge esultanza per lo spread – il famigerato spread – ritornato intorno ai valori di marzo scorso, quando ci strappavamo i capelli per quanto andassero male le cose.
Uno spread, così catastrofico, generato dall’eccessiva quantità di titoli che lo Stato Italiano immetteva sui mercati, offrendo tassi di interesse generosissimi, che rappresenteranno un’onerosa palla al piede per circa un decennio.

Un decennio cruciale che vedrà arretrare l’Italia sempre di più, se le premesse sono queste.

crash test

Assistiamo ad una lotta serrata, all’interno dei vari Poteri, come per la Cassa Depositi e Prestiti, che va consolidata al più presto, oppure per le pensioni, che appaiono sospese ad libitum, ma anche per le prebende e le iniquità di cui nessuno sembra voler spogliarsi. In tutto ciò, vorremmo tutti sapere che fine hanno fatto Unicredit e Monte Paschi di Siena, come vorremmo sapere da dove prendiamo i soldi per finanziare la fabbrica di caccia F-35, per comprarne in largo numero e per manutentarli nei prossimi 15 anni.

Si va avanti a colpi di blitz, più o meno riusciti, come quello di Profumo sull’orario e le sostituzioni dei docenti, senza però toccare il costo dei libri di testo, che sono ‘unificati’ e forniti dallo Stato in molti paesi più democratici e trasparenti del nostro, alle concessioni trentennali delle spiaggie richieste da un governo che afferma di voler vendere parte del Demanio.

Oppure, il gioco d’azzardo che, grazie ad un migliaio di nuove autorizzazioni on line, arriva nelle case alla vigilia di Natale e nessuno pensa, almeno, a vietarne la pubblicità in televisione. E nel giorno della vittoria del democratico Bersani rivediamo pugni chiusi ben alti verso il cielo, come se il tempo non scorresse e gli errori non fossero diventati Storia.

La Consulta, non i Servizi Segreti, che ordina di distruggere le intercettazioni che coinvolgono il Presidente della Repubblica nell’inchiesta sulle ‘trattative Stato-mafia’. Il ministro dell’Ambiente interviene riguardo l’ILVA, una fabbrica chiusa dai magistrati per i diffusi danni alla salute delle persone, auspicando che si sia ragionevoli e la si riapra. Intanto, giusto per ricordarci il naturale ordine delle cose, la terra trema nel Piceno, scossa di magnitudo 4, e secondo Mario Monti dovremmo avere tutti un’assicurazione contro i danni geosismici.

adac crash test

L’altro ieri, a Montalcino, qualcuno ha distrutto 600 ettolitri di Brunello pregiato e gli indagini parlano di ‘vandali’,mentre il mondo degli adolescenti deve essersi fatto davvero triste, se i bulli (eufemismo che sta per youngster, ovvero giovane criminale) imperversano a danno di omosessuali, passanti e persino soccorritori, come leggiamo sulle cronache. Intanto, L’Espresso riporta che si verifica circa un caso al giorno di laser negli occhi dei piloti, in fase di atterraggio negli aeroporti italiani.

Di legge elettorale, risultati zero. Il governo auspica una riforma, ma noi cittadini prendiamo atto che è dal 1994 che devono farne una che funzioni e che, ormai, questi nostri partiti si son convinti di poter governare con il 30% dei consensi su una base di votanti del 60-65%, ovvero il 20% circa dell’elettorato complessivo. Intanto, Patroni Griffi avvisa che “nella P.A. ci sono 260.000 precari e non è possibile stabilizzare tutti”, mentre Balduzzi, alla Sanità, lancia tagli per oltre un miliardo, ma è pronto a cederne quasi altrettanto al Lazio per risanare i conti di Polverini.

Dopo un anno di governo del probo Mario Monti, la corruzione in Italia peggiora di tre posizioni nel rapporto annuale di Transparency International: siamo 72mi alla pari della Tunisia. E che l’appeal per le aziende globali sia basso, lo conferma il ministro Passera che, riguardo alla FIAT, non vede “la determinazione a superare la crisi con gli investimenti e la volontà nel campo dell’auto”.
Ovviamente, basta sfogliare Quattroruote per prendere atto che FIAT, Alfa Romeo e Lancia di modelli ne facciano pochini, di motori ancor meno e che il marchio è presente nei segmenti medio ed alto solo con la Giulietta-Delta e la ‘vecchia’ 159, il resto è Chrysler.

Quanto al bilancio complessivo del Paese, l’aver investito in cemento, anzichè tecnologia, comporta che da quasi 20 anni non esportiamo hardware, ma lo importiamo ampiamente, e che un quarto circa della nostra spesa estera consiste in energia, mentre tutto il settore agroalimentare fornisce un misero 4-5% al PIL complessivo del paese. Giusto notare che il nostro export, oltre all’agroalimentare, consiste principalmente nel Made in Italy e vedremo quanto uscirà indebolito dall’overtaxing montiano e dagli aiuti contro la crisi ricevuti a caro prezzo, in un paese che non restituisce in servizi, innovazione e sicurezza quanto i cittadini versano come tasse, tributi e previdenza.

crash test 1

Per non dimenticare 2,9 milioni di disoccupati (con il welfare che ci ritroviamo), una marea di casalinghe ‘obbligate’, qualche milione di precari e contratti a termine, 400.000 lavoratori a nero nell’agroalimentare, una ventina di milioni di pensionati che campano con redditi inferiori ad un salario minimo. O la totale inazione del governo nel bloccare, ope legis, i vitalizi che i politici locali si sono regalati nel corso di questi mesi, e la poca incisività nel trasformare le Province in distretti amministrativi, eliminando un migliaio di politici e almeno 200 milioni di spese.

Dunque, dopo un anno, le chiacchiere stanno a zero e le cose vanno peggio.
Questo sarà il lascito per il Paese di Mario Monti, ex consulente di Goldman Sachs, di Giorgio Napolitano, che l’ha incaricato, e di Eugenio Scalfari, che l’ha fortemente voluto.

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Montalcino, sette milioni di euro nelle fogne

4 Dic

Giorni fa, a Montalcino, la cantina della Tenuta Case Basse ha subito l’attacco di ignoti che hanno aperto i rubinetti delle cisterne, lasciandole però intatte, e così versando negli scarichi circa 600 ettolitri di vino pregiato, l’intera produzione vinicola che riguarda le vendemmie dal 2007 al 2012.

Gianfranco Soldera, il proprietario, ha definito il blitz «un vero atto mafioso», i carabinieri ipotizzando ‘un atto vandalico’.  Eppure, parliamo di una azienda ‘purista’ del Brunello di Montalcino, la cui produzione media è di circa 15 mila bottiglie l’anno, con un prezzo medio di 165 euro a bottiglia.

Sono finite nelle fogne oltre 400.000 bottiglie di vino per un valore commerciale di circa 7 milioni di Euro da capitalizzare prevalentemente all’estero.

Un danno non solo per Montalcino, ma per le esauste casse italiane. Un danno gravissimo e non solo economico, visto che è un colpo letale per un noto ed apprezzato marchio vinicolo. Un danno che certamente non è opera di vandali, ma che è stato effettuato con uno scopo. Non a caso, la vicepresidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, Donatella Cinelli Colombini, dichiara: «A mia memoria, non ricordo, nella nostra zona, un simile precedente. Un fatto che sgomenta e inquieta».

Scriveva il Sole24Ore, nell’estate 2011, che “secondo il primo rapporto Eurispes-Coldiretti, infatti, il crimine agroalimentare nel 2009 ha fatturato 12,5 miliardi, di cui il 70% (3,7 miliardi) reinvestiti in attività illecite”.

“La ‘ndrangheta, in particolare, seppure sempre più proiettata fuori dai confini d’origine, non abbandona mai il controllo sociale ed economico del territorio calabrese, rivendicando il proprio dominio sulle attività agricole e sulla pastorizia e intensificando le frodi ai danni della Ue. In Campania, i clan della camorra investono i capitali illeciti acquistando aziende agrarie, vasti appezzamenti di terreno e diversi caseifici”.

Ma non solo al Sud e nelle aree storiche di infiltrazione mafiosa al Nord: “la Dia segnala il coinvolgimento delle cosche mafiose nella gestione degli affari del mercato ortofrutticolo di Fondi, in provincia di Latina, ma indagini più recenti confermano penetrazioni dell’agrocrimine camorrista in altre regioni, come l’Umbria”.

Elisabetta Zamparutti, deputata Radicale e componente della commissione Ambiente, ha presentato al Governo Monti, il 18 gennaio scorso, nella persona dei ministri Cancellieri, Passera e Clini, un’interrogazione relativa le iniziative da prendersi per contrastare la “colonizzazione delle reti commerciali alimentari, da parte del crimine organizzato, con l’imposizione di manodopera e di servizi di trasporto”, menzionando uno studio Coldiretti-Eurispes secondo il quale “i prezzi della frutta e verdura triplicano (+300 per cento) dal campo alla tavola per effetto delle infiltrazioni criminali nelle attività di autotrasporto in un Paese dove oltre l’86 per centro dei trasporti avviene su gomma e la logistica incide per quasi un terzo sui costi di frutta e verdura … il giro d’affari delle attività della criminalità organizzata nel solo settore agroalimentare ammonterebbe a 12,5 miliardi di euro”.
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Aggiungiamo che sarebbero 400.000 i lavoratori ‘a nero’, di cui oltre 50.000 accampati alla meno peggio, con percentuali differenti: 90% al Sud, 50% al Centro e 30% al Nord.

Una produzione meridionale che costerebbe ben di più se realizzata senza evadere leggi e tasse, come conferma L’Espresso che , nel 2009, scriveva come “per sei mesi all’anno, il primo anello della catena alimentare degli italiani sono gli ortaggi freschi coltivati in 4 mila ettari di serre tra Licata, Gela e Pachino”, “al centro della rete produttiva c’è il mercato ortofrutticolo di Vittoria, che è il più grande del Sud: un alveare di box che nell’ultima annata agraria, chiusa al novembre 2008, ha smerciato 2 milioni e 441 mila quintali di verdura”.

Una questione che questo governo sta sottacendo, mentre le mafie si espandono e si infiltrano in un sistema agroindustriale in crisi anche perchè vessato da balzelli e controlli eccessivi senza ricevere, dallo Stato, in contraccambio legalità sul territorio e sicurezza sociale.

Atti vandalici a Montalcino o preciso disegno criminoso? Cosa fa il Governo?

AGGIORNAMENTO: Era un preciso disegno criminoso. È stato arrestato dai carabinieri un ex dipendente dell’azienda vinicola «Case Basse» di Montalcino, Andrea Di Gisi, 39 anni. Avrebbe congegnato il suo piano per rancore verso il suo ex-datore di lavoro e, non a caso, il reato contestato è quello di sabotaggio.

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