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Berlusconi? Cose buone, anzi ottime …

10 Ott

Luca Ricolfi, che solitamente apprezzo molto, pubblica oggi un "elogio da sinistra" del Governo Berlusconi. (leggi)

Leggiamo, infatti, "che tutto si possa dire del Governo, tranne che sia stato con le mani in mano: riforma della Pubblica amministrazione (Brunetta), riforma delle pensioni (Sacconi-Tremonti), riforme della scuola e dell’Università (Gelmini), federalismo (Calderoli-Bossi), riforma dei servizi pubblici locali. Comunque le si giudichi – e non mancano coloro che le giudicano negativamente – sono almeno sei le grandi riforme già varate o comunque in dirittura d’arrivo a metà legislatura."

Capisco che le cose, viste dal lato padano del Po, possano apparire lusinghiere, come lunsinghiero pu essere ogni tipo di affrancamento da Roma, ma le norme menzionate, a ben vedere, sono effimere, malfunzionanti, contestabili.

  • La riforma della Pubblica amministrazione (Brunetta) non riguarda i mansionari dei dipendenti e le repsonsabilità dei dirigenti, per altro saldate dall'INA, che è dello Stato (sic!). Inoltre, la crisi ha dimostrato che il posto pubblico è ancora un posto fisso e le contrattazioni sono ancora all'ARAN, commissariato da due anni.
  • La  riforma delle pensioni (Sacconi-Tremonti) è la spada di Damocle che pende sulla testa di tanti cinquantenni, per non parlare dei giovani, e già oggi non sono pochi coloro che, attendendo il 65esimo anno, si troveranno a lavorare oltre i 40 anni complessivi. Naturalmente, le pensioni baby, quelle d'annata e le privilegiate sono intoccabili.
  • Le riforme della scuola e dell’Università (Gelmini) sono, la prima, il ripristino dell'organizzazione esistente ante 1994 e, la seconda, non si sa che cosa, dato che non pone freni alla proliferazione dei siti universitari.
  • Il federalismo (Calderoli-Bossi) frana quando, poi, si vanno a fare conti o si parla di tasse oppure si vogliono garantire uniformemente i diritti all'istruzione ed alla salute su tutto il territorio nazionale.
  • La riforma dei servizi pubblici locali chi l'ha vista, se il Patto di stabilità blocca tutto e se i partiti continuano a mettere in lista mezzadri e capibastone?

Ha torto Luca Ricolfi?

Probabilmente no: il suo stile arguto voleva dirci altro, come ad esempio, che "le persone che non ragionano in termini di destra e sinistra, quelle che vorrebbero solo che l’Italia tornasse a crescere e a sperare, non possono che essere alquanto deluse, da questo governo non meno che da quelli che l’hanno preceduto."


Hommage a Claude Chabrol

13 Set

https://i0.wp.com/www.cinemah.com/editoriale/2002/1126/chabrol.jpg Claude Chabrol (Parigi, 24 giugno 1930 – Parigi, 12 settembre 2010) si avvicinò, giovanissimo, al cinema lavorando come proiezionista in un piccolo paesino e, dopo gli studi in scienze politiche, diventa critico dei Cahiers du Cinéma, pubblicando, nel 1957, un libro su Alfred Hitchcock con Eric Rohmer. L'anno dopo, fonda  una casa di produzione cinematografica con la moglie, Agnès, e Jacques Rivette e dal 1959 avvia la sua lunga e lusinghiera carriera di regista e sceneggiatore.

Da quei giorni prende avvio una carriera durata cinquant'anni: l'ultimo suo lavoro è stato la regia e la sceneggiatura di Bellamy nel 2009.


Di lui ricordiamo  l'innumerevole messe di film, tra cui , Le beau Serge (1958), Ofelia (Ophélia) (1963), Landru (1963), Les biches – Le cerbiatte (Les biches) (1968), L'amico di famiglia (Les noces rouges) (1973), Pazzi borghesi (Folies bourgeoises) (1976), Violette Nozière (1978), Il sangue degli altri (Le sang des autres) (1984), Una morte di troppo (Poulet au vinaigre) (1985), Madame Bovary (1991), Rien ne va plus (1997), Il colore della menzogna (Au coeur du mensonge) (1999), Il fiore del male (La fleur du mal) (2003), Bellamy (2009).

https://i0.wp.com/www.newwavefilm.com/images/le-beau-serge.jpgChabrol fu uno dei protagonisti con François Truffaut e Jean-Luc Godard della Nouvelle Vague, il movimento cinematografico francese nato sul finire degli anni cinquanta animato da una profonda esigenza di realismo. 

Lo scopo cinematografico della Nouvelle Vague era catturare "lo splendore del vero", come scrisse Jean-Luc Godard sui "Cahiers du Cinéma", eliminando ogni sorta di artificio che potesse compromettere la realtà: niente proiettori, niente costose attrezzature, niente complesse scenografie; i film vengono girati alla luce naturale del giorno, per strada o negli appartamenti degli stessi registi, con attori poco noti, se non addirittura amici del regista, e le riprese vengono effettuate, con una camera a mano  e registrando il suono in presa diretta,  da una troupe tecnica essenziale costituita per lo più da persone che condividono il progetto.

Oggi, tutto questo è finito, ma Chabrol resta.

http://videos.arte.tv/videoplayer.swf?localizedPathUrl=http%3A%2F%2Fvideos%2Earte%2Etv%2Fcae%2Fstatic%2Fflash%2Fplayer%2F&admin=false&configFileUrl=http%3A%2F%2Fvideos%2Earte%2Etv%2Fcae%2Fstatic%2Fflash%2Fplayer%2Fconfig%2Exml&lang=fr&mode=prod&videorefFileUrl=http%3A%2F%2Fvideos%2Earte%2Etv%2Ffr%2Fdo%5Fdelegate%2Fvideos%2Fclaude%5Fchabrol%5Fen%5F4%5Fminutes%2D3254266%2Cview%2CasPlayerXml%2Exml&videoId=3254266&embed=true

Enti pubblici inutili? Tutti …

31 Mag

Flavia Amabile di La Stampa ci racconta che i "tecnici del ministero del Tesoro hanno preso una tabella del ministero dei Beni Culturali e l'hanno riportata come allegato del comma 22 dell'articolo 7 … senza preoccuparsi troppo di precisare o
distinguere … Tremonti e i suoi uomini ritengono di aver tagliato un po' di enti inutili, la realtà è un po' più complessa."

Una storia che si ripete, oggi per Bondi e la cultura, ieri per Brunetta ed i "furbacchioni" o per la Gelmini e gli organici degli insegnanti, domani per Bossi ed il Federalismo. Una storia che si fa "tradizione" se poi parlassimo di Sanità e costi della Politica.

Precisiamo che, in Italia, i "tecnici" ed i "consulenti" dei Ministeri devono fornire modelli e soluzioni in base al desiderio della Politica e non, come si crede, sulla base di una progettualità  "scientifica", autonoma e responsabile, ma ricordiamo anche quanto siano ben pagati e che ricaduta abbiano sul Paese senza che nessuno li abbia eletti e, talvolta, senza aver superato concorsi od avere curricula specifici. Inoltre, la legge prevede per loro un contratto privatistico proprio per intervenire in caso di errori gravi, sprechi ed eccessi.

Cosa andrebbe immediatamente fatto, nel caso in cui i "nostri" tecnici forniscano dati sui quali si
legifera e che, dopo, si dimostrino inesatti o superficiali? E' mai possibile che il giorno dopo siano tutti ancora al proprio
posto, nonostante abbiano contratti dirigenziali di tipo privatistico?

Perchè devono perdere il lavoro i tecnici impiegati negli enti soppressi "per fotocopia" e non  anche i tecnici autori della "fotocopia"?

Che garanzie di buon governo avremo mai se i politici di ogni colore esitano nel pretendere che la Pubblica Amministrazione, almeno ai suoi vertici, si dimostri efficiente e dedita all'interesse pubblico?

Geronzi, Bersani, Zelig e … il nucleare

28 Apr

Oggi, La Stampa evidenzia in HomePage tre post che meritano qualche approfondimento.

Il primo, del buon Bourbaki, che inizia con "Dopo gli accordi con la Russia forse sarà in arrivo una campagna di spot pubblicitari per convincerci della bontà del nucleare" e continua con gli stessi toni. Immagino che il blogger, per scrivere e spedire il proprio post, abbia utilizzato l'energia elettrica, proprio quella che produciamo a caro prezzo con il metano producendo gas serra e quella che acquistiamo a caro prezzo da altri paesi europei che si sono dotati di centrali nucleari. Mi sarei aspettato almeno una constatazione ed un quesito. Invece, nulla.

Il dato di fatto è che il metano inquina molto più del nucleare, mentre la domanda "intelligente" è perchè Berlusconi ha scelto i Russi accrocconi di Chernobil, anzichè gli efficienti Tedeschi della Siemens. Per saperlo cliccate qui.


Il secondo post è di Montanari Nozzoli, che racconta di una trasmissione RAI con "i grandi artisti di Zelig" e che riesce sia a scrivere sia di aver "avuto piacere di rivederli" sia che "la Rai compie un'operazione di eutanasia assistita".

Plauso e critica, vorrei proprio saperlo, come vorrei sapere cosa c'entra lo stato comatoso della nostra politica (ndr. Bersani, secondo il blogger) e, soprattutto, quale sia lo stato comatoso della "Sinistra impegnata" se si son ridotti a ricercare gli "artisti" nei comici da sketch televisivo, alcuni guitti altri semplici attori.


Il terzo post è di Gobettiano, che ci spiega chi sia il finanziere Geronzi. Tutto quello che si capisce dal post è che il personaggio ha il tipico curriculum dell'alta finanza: qualche processo, amici che contano, finanziamenti ad un partito, un tot di crack di aziende pubbliche. Tutto normale o quasi, si tratta di finanza e, di certo, chi ci lavora deve rispondere a logiche "money oriented".

Meglio sarebbe stato se il buon Gobettiano avesse approfondito le vicende del Banco di Napoli e della Cirio oppure ci avesse raccontato dei rapporti tra Geronzi ed il Vaticano o di quelli tra Capitalia ed i palazzinari di Roma.  Se poi volete sapere perchè va alle Generali, cliccate qui.

Non è una gran giornata, bisogna proprio dirlo.

Catania – Praga, un romanzo criminale andata e ritorno

1 Apr

Esce in questi giorni per i tipi della Azimut, il secondo romanzo di Filadelfo Giuliano, scrittore noir e blogger piuttosto apprezzato de La Stampa, conosciuto con il nickname Fino, nonchè docente di materie letterarie in
un istituto statale di Vicenza e profondo conoscitore della letteratura ceca.

Ritorno in Sicilia era uscito nel 2008 e raccontava di "Angelo, ritornato a Praga dopo dieci anni per cercare un manoscritto di
Franz
Kafka scritto in ceco. Il manoscritto, però, non esiste e il suo ritorno
diventa la ricerca dei vecchi amici e di una città dell'anima."

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Mare invisibile (2010) racconta di un omicidio e degli intrecci che si estendono tra Praga e Catania, "una città a cui hanno nascosto il mare, una città dove convivono i
ricordi dell'infanzia e le brutture del presente, una città onirica – e
da sogno – da cui, al tempo stesso, si ha voglia di fuggire."

Da leggere.

First Spring: un film di Yang Fudong griffato Prada

14 Mar

In soli dieci anni Yang Fudong è arrivato alla fama internazionale riservata agli artisti contemporanei più ricercati.

Le sue immagini, siano film,  video o "semplici" foto", donano agli spettatori attimi di estasi come solo un grandissimo talento può fare.

Prada, la grande casa di moda che in Cina è quasi oggetto di culto, ha commissionato al regista un film per la campagna Primavera-Estate 2010 della sua linea di abbigliamento.

Con i mezzi forniti dal brand italiano, è stato girato, First
Spring
, un
film
di 9 minuti in
bianco e nero, u
n vero piccolo capolavoro.

Buona visione.

http://www.youtube.com/v/4LLjv05asyQ&hl=it_IT&fs=1&

Jaoquin Baldwin, uno studente eccezionale

13 Mar
Il
National Film Board of Canada si svolge da cinque anni, in associazione con il Cannes Short Film Corner e partner di YouTube.

Tra i partecipanti, Joaquin
Baldwin
è un giovane regista e
animatore del Paraguay, candidato per l'Annie Award.  Vive a Los
Angeles  e sta finendo il suo Master in animazione presso la UCLA.
Ha già ricevuto oltre 50 premi
internazionali per i suoi film d'animazione
Sebastian's Voodoo (presentato al NFB canadese, e
Papiroflexia, e anche diversi sussidi, tra cui il Jack Kent Cooke
Graduate Scholarship nel 2006.

Le sue opere sono presentate su Pixel Nitrate portfolio.


http://www.youtube.com/v/2ePWK0qfisE&hl=it_IT&fs=1&

Non c'è che dire: competenze tecniche adeguate, sceneggiatura ben organizzata e storia "a sorpresa" , come solo un giovane genio può fare, anche se il genere è trendy, grazie a premi e borse offerti da un sistema di formazione e di selezione adeguati.

Tale e quale alla scuola e l'università italiane di oggi, mentre, solo l'altro ieri, avevamo mezza Europa che correva a Milano per imparare il design.

Cosa è venuto a mancare negli ultimi 15 anni?

Roma, interrotto un concerto al Pantheon. Chi paga?

6 Mar
Il Pantheon chiude: stop al concerto

"Oggi è domenica, alle 18
tutti fuori. L'esibizione finisce qui", annuncia l'impiegata.

Poi, tra gli spettatori che invitano l'orchestra a continuare e urlano
"vergogna, vergogna",
allontana i musicisti dell'orchestra.
Lo spettacolo sarebbe finito alle 18,15.

http://www.youtube.com/v/zUXd7U-A9FA&hl=it_IT&fs=1&

Il video (e
la storia )
hanno fatto il giro del mondo, arrecando un serio danno all'immagine dell'Italia e degli Italiani, oltre che di Roma, avezza a questo tipo di "intemperanze" della Casta.

Ora, chi paga?

L’italica corruzione e lo spirito della Verità

21 Feb

Non
si cambia la mentalità della gente con un decreto legge: ci vogliono
anni di riforme serie e di politica stabile. Per far regredire la corruttela, poi, ci vuole un nesso comune, un motivo aggregante, un sentire trasversale.

Non
vedo molto di tutto questo in casa nostra
… e se non fermiamo lo spreco ed il degrado, andiamo a finire come la Grecia.

Altro che populismo ed altro che consociativismo, come ci si avvia stancamente per le Regionali.

Ci vorrebbe Shango il Dio del Tuono Primordiale, quello del Big Bang.

Proprio come il lampo che mostra il paesaggio indistinguibile, ha la capacità di mostrare la verità altrettanto rapidamente. Parla solo una volta e costituisce la prova del fuoco. Shango è grande come il suo grido ed ha la capacità di spostare persone e cose con le sue parole.

Lo spirito di Shango sorge per affrontare e rispondere alle grandi sfide. E’ simbolo di coraggio.

Anche la Verità può ferire come un fuoco.


http://player.youku.com/player.php/sid/XMTA3MTA4MzYw/v.swf

Demata su MySpace

24 Gen

Da oggi sono anche su MySpace, sezione Musica.

Nessuna pretesa, ma prima della scrittura, per quanto mi riguarda, c'è il suono ed il ritmo.

Per chi volesse curiosare, mi trovate qui su MySpace: Antonio Demata

Teknomantras