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Non sono solo canzonette: perchè l’Ucraina ci considera una potenziale minaccia?

16 Mar

Tre giorni faceva notizia che Albano Carrisi (in arte Al Bano) è stato inserito dal Ministero della Cultura ucraino nell’elenco di coloro considerati una minaccia per la sicurezza nazionale.

Pressocchè immediato l’orrore generale del Popolo Italiano, con Al Bano che al Corriere della Sera tentava a caldo di alleggerire «Io terrorista? Piuttosto terronista …» e Loredana Lecciso sul settimanale Spy in edicola aggiungeva: «Non pensavo di avere un pericoloso terrorista o una spia in casa, è riuscito a passare inosservato», per la gioia dei lettori di rotocalchi.

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Propaganda filorussa a Donetsk (foto da sakeritalia.it)

 

Eppure, non è una novità: il 10 dicembre 2018 era accaduto a Placido Michele di ritrovarsi nell’elenco di coloro considerati una minaccia per la sicurezza nazionale, cioè non ‘terroristi’, che è cosa ridicola, bensì come ‘testimonial filorussi’, che da che guerra è guerra è un problema di ‘propaganda del nemico’ …

L’allarme ucraino fu eccessivo, quando l’attore e regista italiano dichiarava che Putin “in politica estera è il numero uno in Europa, ed è più genuino rispetto alla Merkel e ai francesi: è il leader più capace, ha una statura internazionale straordinaria, può darsi che questo momento richieda persone con un pò più di coraggio, di chiarezza, capaci di assumersi delle responsabilità di fronte alla storia. Credo che uno come Putin sia più utile all’Europa di quanto possiamo pensare”?

Difficile stabilirlo, ma certamente era una notizia eclatante il suo inserimento in un elenco che costituisce una sorta di messa al bando (restrizioni nelle autorizzazioni alla diffusione radiotelevisiva e a spettacoli, come nella distribuzione cinematografica) di tutte le opere a cui l’artista ha partecipato, cioè nel caso di Michele Placido di 150 tra film e serie tv tra cui quelle molto popolari di La Piovra, Romanzo Criminale e Suburra.

Insomma, un fatto rilevante a cui i media italiani non hanno dato particolare risalto, nel caso di Michele Placido. Più o meno come Albano Carrisi, intervistato il 2 gennaio 2018 in qualità di ” star nell’Europa dell’Est” e non come judoka, alla domanda “È sempre un putiniano?confermava che: «Lo sostengo da tempi non sospetti. È un grande. Ha un senso religioso della vita. Ha il pugno di ferro e non ci vedo nulla di male. Ormai lo usano molti, a partire da Trump ma anche da noi».

Putin “utile all’Europa“, pugno di ferro “anche da noi” … essendo l’Ucraina proprio tra la Russia e l’Europa con una secessione belligerante che dura da anni … è evidente che questo genere di dichiarazioni da parte di “star italiane nell’Europa dell’Est” creino qualche problema di … potenziale ‘propaganda filorussa’.

Quanto a Cutugno Salvatore, in arte Toto, finito nella lista degli indesiderati, iniziamo col dire che ha un seguito eccezionale proprio in Ucraina, dove pochi anni fa è stato eletto addirittura ‘Uomo dell’anno’.
Possiamo immaginare la reazione di alcuni ucraini quando più recentemente Toto Cutugno,  intervistato dall’Ansa, aveva dichiarato: “Ho tanti ricordi  con il Coro dell’Esercito Russo, il piu’ bello risale a quando li ho invitati al Festival di Sanremo nel 2013, in occasione del Premio alla carriera. Avevamo altri progetti insieme” ed oggi conferma che “la Rai non voleva, una cosa che invece rimarrà nella storia del Festival di Sanremo …  abbiamo pagato tutto noi, utilizzando il nostro cachet e anche di più per far venire quei quaranta soldati che erano una meraviglia. Rappresentavano la musica popolare russa: cantammo sì L’italiano ma anche un loro pezzo tradizionale”.

Dunque, l’Ucraina teme che i secessionisti ucraini usino come ‘propaganda’ l’adesione filorussa o le simpatie putiniane di alcuni nostri artisti: da quelle parti c’è una guerra, cioè una situazione dove il ‘morale’ è essenziale e le canzoni ispirano i cuori, come noto a chi si intende di cose belliche.
A partire dal timore che i loro concerti diventino un momento di aggregazione dei ‘nemici’ dello stato ucraino … come precisato durante i Mondiali di Calcio in Russia, allorchè ebbe inizio la messa al bando di artisti russi filosecessionisti.

Ricordiamo che sono al bando del Ministero della Cultura ucraino  anche il famoso attore Gerard Depardieu, come  Fred Durst cofondatore e frontman dei Limp Bizkit, per le vicende legate alle loro richieste di passaporto russo …  e l’altrettanto famoso regista serbo Emir Kusturitza, che a margine di una intervista aveva dichiarato che “la riunificazione della Crimea con la Russia e’ giunta come risultato non di una guerra ma di un referendum, e ha rappresentato un “processo naturale e organico”. Kusturica al tempo stesso aveva invitato la popolazione della Crimea a sviluppare la penisola come parte della Grande Russia”.

Per il governo ucraino è essenziale evitare che Putin venga sempre più percepito come un leader ecumenico, cioè acclamato da personaggi famosi.

Dunque, se Michele Placido, Albano Carrisi e Toto Cutugno finiscono sulla lista di coloro considerati una minaccia per la sicurezza nazionale per gli aperti apprezzamenti al presidente Putin od alla Russia, è possibile che l’Ucraina stia inviando un ‘messaggio’  alla Politica e all’Informazione italiane che simpatizzano per … il ‘nemico’?

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Strelkov – Miliziani filorussi

Ad esempio, possiamo immaginare la reazione in Ucraina (e dei suoi alleati) il 10 Gennaio 2017, quando durante la trasmissione di Dimartedì (La7), Marco Travaglio precisava che “non riesco a capire questo continuo elogio di Putin in bocca a molti esponenti del M5S e sul blog di Grillo” e Luigi Di Maio rispondevaabbiamo solo un problema: da quando abbiamo messo le sanzioni alla Russia abbiamo perso 5 miliardi di business per le nostre piccole e medie imprese. Se le sanzioni alla Russia danneggiano le nostre imprese, quelle sanzioni vanno tolte.

Riguardo Matteo Salvini, sono anni che le cronache italiane riportano delle sue simpatie e delle relazioni della Lega con la Russia di Putin, come anche delle contestazioni che ormai riceve anche all’estero per questo motivo. Anche nel suo caso – ad esempio -andrebbe compreso quali furono, il l’8 ottobre 2018 ad esempio, le reazioni dell’alleato ucraino … quando il ministro degli Interni italiano dichiarava che “il presidente russo Vladimir Putin è attualmente al governo e ritengo sia uno dei leader più lucidi e concreti da ammirare”.

Quanto al nostro Governo, di sicuro l’Ucraina (ed i suoi alleati) non avranno esultato il 24 ottobre 2018, quando Il Giornale titolava “Conte da Putin. ‘Via le sanzioni’: firmati 13 accordi commercialie La Repubblica precisava che “l’esito dell’incontro tra il presidente del Consiglio e Vladimir Putin conferma il feeling tra il governo italiano e quello russo (un rapporto visto con assai poco entusiasmo a Washington)” e sottolineava l’invito del Premier Conte a Putin: “mi auguro che lei possa venire in Italia al più presto, manca da troppo tempo: non vorrei che il popolo italiano pensasse che lei non gli presta attenzione”.

Ma chi sono gli alleati dell’Ucraina?
Il 6 dicembre 2018, il Pentagono ha annunciato un volo straordinario sotto l’Open Skies Treaty, precisando che “le tempistiche di questo volo hanno lo scopo di riaffermare l’impegno degli Stati Uniti nei confronti dell’Ucraina e di altre nazioni partner”.
Il ‘volo straordinario’ avveniva dopo l’escalation causate al passaggio di navi ucraine nello stretto di Kerch con i marinai ucraini sono ancora in stato di fermo ed il successivo annuncio russo di integrare l’area nel territorio nazionale con il dislocamento in Crimea una ulteriore batteria di missili terra-aria  S-400, quasi impossibili da localizzare ed in grado di intercettare praticamente qualsiasi cosa. 

Il Trattato per i Cieli Aperti (Open Skies Treaty) consente il pattugliamento aereo disarmato da parte di paesi sovrani o alleati, al fine di raccogliere informazioni riguardo forze ed attività militari.

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Battaglione Azov filoucraino

Il comunicato confermava la partecipazione di personale militare canadese, francese, tedesco, rumeno e britannico. 
Il Governo Conte, infatti, questa estate non ha riconfermato le  missioni di Air Policing della Nato in difesa dello spazio aereo degli alleati orientali, che coinvolgevano il 36° Stormo di Goia del Colle ed  il 4° Stormo di Grosseto. Nè l’Operazione Baltic Eagle in Estonia, nè la Bulgarian Horse sul Mar Nero.
Intanto, il 20 luglio, il Pentagono annunciava lo stanziamento di 200 milioni di dollari all’Ucraina, per potenziare le comunicazioni, la mobilità militare, la visione notturna e le cure mediche militari.

Arriveranno altri “confetti” dall’Ucraina? Probabile, almeno fin quando i nostri media non inizieranno a raccontare tutta la vicenda, invece di ridurla ad una sorta di post-sequel di Sanremo … mentre sullo sfondo la vera ‘questione internazionale’ è quella di un possibile aggiramento italiano delle sanzioni alla Russia con la sigla di ben 13 accordi commerciali e, soprattutto, quella di un suo possibile ‘ingresso nella finanza pubblica italiana’ in posizione progressivamente dominante, se Putin, il 24 ottobre scorso, confermava a Conte che “non ci sono remore di carattere politico sull’acquisto dei titoli di stato italiani dal fondo sovrano russo“.

Intanto, in Donbass ci sono anche le brigate internazionali come nella Guerra civile spagnola, Kiev li ha inquadrati nel Battaglione Azov dove sono segnalati svedesi, spagnoli e americani, mentre con i “novorussi” sono stati intervistati spagnoli, francesi, serbi ed italiani.

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foto da Sputnik Italia

Non sono solo canzonette.

Demata

Chicherina, il Donbass, la Fifa ed il Mondiale negato

7 Giu

La Fifa ha vietato alla nota cantante russa Chicherina di esibirsi durante il Mondiale di calcio a causa del suo appoggio ai combattenti che nell’est dell’Ucraina sostengono le posizioni russe.

Chicherina avrebbe dovuto esibirsi in una ‘fan zone’ della Fifa, nella città di Rostov, vicino al confine ucraino, ed in passato la cantante si era ispirata ai temi della guerra nella sue canzoni e nei videoclip comparivano le milizie filorusse che resistono nel Donbass.

 

 

Alla richiesta di chiarimenti, la Fifa ha risposto: “Il calcio dovrebbe essere neutrale in materia di politica e non deve essere utilizzato da associazioni, giocatori, fan o altri individui per condividere dichiarazioni politiche”.
Strano, per Italia 90 nessuno ebbe da ridirire su Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, noti per le loro canzoni a sfondo politico.

Forse, il problema è che Chicherina potrebbe ricordare al mondo che sul suolo europeo si combatte e scorre sangue, come al solito. Magari, sarebbe il caso di concluderla questa ‘guerra del Donbass’, così Chicherina potrà tornare ai temi più allegri e sociali che le diedero fama nel 2013 … prima della guerra.

 

Intanto, prendiamo atto che  secondo la Fifa in Ucraina non c’è una guerra in atto, che la Russia non ne è coinvolta e che non c’è alcun problema nei regolamenti a svolgere il Mondiale lì, neanche se l’Ucraina sembra negherà la trasmissione del Mondiale persino se gioca la propria squadra nazionale: per la Fifa il problema è … se canta Chicherina, allora si che è che è un guaio.

A proposito, chissà cosa ci risponderanno i russi quando andremo a rivendicare il diritto d’espressione negato dalle parti loro …

Demata

Renzi, i Beatles e … le nostre pensioni

12 Mar

Era il Il 14 dicembre 1979 quando uscì il disco di Joe Strummer e i Clash, contenente  London Calling, song simbolo di un’intera generazione e di una irriducibile rivolta.
Il testo è il seguente e, come leggerai di seguito, particolarmente significativo nel delineare la effettiva percezione / condizione giovanile e ‘proletaria’ di quegli anni.

Noi eravamo consapevoli – a differenza di chi oggi ha 70 anni e dei loro figli nati in quegli anni – che è la guerra che governa il mondo e non la ‘peace’ di Martin Luther King, che i ‘bravi ragazzi’ non erano dalla nostra parte, ma pensavano alla carriera, che i Beatles erano intrattenimento e salotti buoni, che il Bengodi -almeno per noi e chi dopo di noi – era finito.

Loro non ce ne avevano lasciata neanche una briciola, annunciando che il Bengodi non era finito e che se non arrivava la colpa era puntualmente di qualcun altro.

Ed oggi arrivano i loro figli a cercar di toglierci quel poco che potremmo lasciare ai nostri.

Demata

“Londra chiama le città lontane
Ora la guerra è dichiarata  e la battaglia è alle porte
Londra chiama gli Inferi
‘Uscite dalla credenza , voi ragazzi e ragazze’
Londra chiama , ora non guardare a noi
La Beatlemania fasulla ha morso la polvere
Londra chiama , ma non c’è nulla che balli lo swing
ad eccezione di quella cosa chiamata manganello.
L’ era glaciale sta arrivando,
il sole sta collassando nel meltdown previsto,
il grano cresce sottile,
i motori smettono di funzionare, ma non ho paura
perchè Londra sta annegando e io vivo vicino al fiume.”

Anche Galli Della Loggia a volte si sbaglia

20 Lug

“Rispetto all’Europa essa non riesce ad esportare altro che automobili e frigoriferi, riesce ad associare il suo nome solo all’aspirina e ai semiconduttori elettronici. Nessun europeo ha mai cantato una canzone tedesca, letto un libro giallo tedesco, o visto, tranne quelli con l’ispettore Derrick, un film tedesco. È vero, Berlino è un mito della gioventù europea ma, sospetto, molto più per il livello dei suoi servizi, il basso costo della vita e le generose opportunità economiche verso gli stranieri, che per la bellezza architettonica della Potsdamer Platz o per altro. Tra il Tiergarten e il Central Park continua a non esserci partita.” (Ernesto Galli Della Loggia)

itp2861Caro Professor Galli Della Loggia, temo che stavolta Lei si sbagli.
Non per colpa sua, ma semplicemente perchè lei è un italiano del Baby Boom e, per almeno 30 anni, ha subito una profonda infarcitura antigermanica (dai crucchi risorgimentali ai nazisti alleati del Fascismo fino ai Bmovie ed ai comics del dopoguerra con tedeschi e giapponesi puntualmente bastardi).

Negli Anni ’80 questo approccio è cambiato, ma – purtroppo – lei a quei tempi era ancora infervorato di ideali postcomunisti per accorgersi di cosa cambiasse.

Ad esempio, nel 1982 ebbe un successo enorme la canzone Da Da Da dei Trio, ancora oggi utilizzata per sigle e pubblicità anche nel nostro paese. E, passando da una canzuncella a cose più serie, cosa ne facciamo dei Rammstein che sembra abbiano venduto oltre 200 milioni di dischi, più dei Bee Gees o di Elton John come di Celentano: nessun europeo ha mai cantato una canzone tedesca?

La Germania è il paese di Herzog, Wenders, Fritz Lang, von Trotta: nessun europeo ha mai visto un film tedesco? Torniamo a chiederci di cosa si occupasse l’intellighentzia italiana negli Anni ’80 e ’90 ….

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Central Park avrà più fascino del Tier Garten di Berlino, ma … se è rimasto molto poco della grandezza della  Germania  è stato ‘grazie’ agli USA che rasero al suolo quasi tutte le città tedesche: ad esempio fu ‘grazie’ ai russi che l’occuparono militarmente, che Berlino ha salvato parte della propria storia.
E, comunque, come andrebbe se confrontassimo Berlino non con New York, bensì con Roma o Parigi? Siamo sicuri che dei centri storici nel pieno degrado sociale rappresentino ancora una ‘grande bellezza’? Quattro giorni nella Latinitas o nella Grand Heure, questo è quanto è disposto a spendere il turista … poi dritto di filato altrove.

Ma la cecità causata dal rigurgito risorgimentale e garibaldino dell’Italia del Dopoguerra va oltre.
Chi crediamo abbiano inventato i metodi di costruzione moderni, se non i tedeschi? Chi pensate abbia creato quel funzionalismo che ammiriamo nei nostri edifici degli Anni ’50 o che scegliamo per arredare le nostre case: basta sfogliare un qualunque depliant di un mobiliere di second’ordine per notare che almeno la metà degli oggetti fanno capo – in un modo o nell’altro – al Bauhaus. Le nostre stesse case sono ‘tedesche’ …

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E se parlassimo dei milioni di italiani che sono cristiani valdesi, riformati od evangelici oppure che credono in qualcosa di pagano, esoterico, ‘spirituale’? La New Age come il Neopaganesimo od i cristianesimi diversi dal cattolicesimo o dall’ortodossia sono parte della cultura tedesca …

Come avete potuto notare, stiamo parlando di cultura ‘mondiale’.
Intanto, prendiamo atto che la Francia è rimasta alla Boheme (incluso il Chet Baker di ‘Round Midnight) e che l’Italia esporta Albano e Tatangelo …

Demata

Rolling Stones in Rome: the Mayor in the storm for low revenues

22 Giu

Thanks to the Rolling Stones concert at the Circus Maximus, “Rome today has about 60,000 people over the 10-20,000 Romans who came to this event. Persons who have gone to the hotel restaurants, which have taken a taxi, an ice cream and have determined a gain for the city of EUR 25 million in one day. “ (Ignazio Marino, Mayor of Rome, RaiNews24)

So, 25 million divided by 60,000 is € 416.7 average expenditure for a night on the town for each of the spectators, if … we admitted that no one found a bed by friends, that no one else come back in late at night and, that above all want to find a 4-5 star hotel.
If Ignazio Marino believes in these numbers, blessed him and us poor, but the accounts should be made in another way, because he’s about the mayor of Rome Capital in default and not the representative of the local sellers.

In fact, it’s umbelievable how it was possible for the City of Rome, to rent for only 7,934 Euros the entire Circus Maximus (along 621 meters and width 118) to the  concert, if Rolling Stones – only to sleep – have spent twice, at the Regis Hotel, in a mega-suite from 14,000 € per night. Especially if you take into account that the concession is implicit that all the photos and movies taken in the scenario of the Circus Maximus can be reused without any benefit for Roma Capitale.

At the Capitol, after over a year of this administration, they try to justify themselves by explaining that the price was calculated by deducing rates established for the occupation of public land and that they ‘already’ were planning to increase them.
But, among other things, there are pocket costs: for example, law enforcement, emergency services and health  inside and outside of the ‘red area’ – that between Via dei Cerchi- Via di S. Teodoro, Via dei Cerchi-Piazza di Porta Capena, Aventine Avenue, Avenue of the Circus Maximus, te Greek street-side Mouth of Truth – in which only the public provided with the ticket  will have access by the 14th of tomorrow.
Over than 150.000 square yards, closed to citizens and traffic in the middle of the town.

 

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The Municipality of Rome states that € 40,000 will come from the organizers of the event for the services of the municipal police, 23,000 for the extension of the metro B and 30,000 for trash cleaning, other euro 75,000 for onlus and companies that provide portable toilets, ambulances and health services.
But this is money for employee compensation and suppliers, not actual revenues for Roma Capitale, besides the fact that those employeers and officials will not have extraordinary benefits for overtime work for the Roman citizens’ needs. Carlo Rienzi, president of Codacons, a strong consumers association, already protests as that of “road closures, detours, limitations, changes in public transport in an area such as the nerve center of the Circus Maximus, which are passed on to citizens.”

And no benefits for ‘image rights’ for Roma Capitale, although the Town had sponsored the event and, more importantly, while the page where you could vote for the lineup of songs shows the design of the Circus Maximus for promotional uses.
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ROLLING STONES Circo Massimo Rome 2014.

By the way, remember that the image rights of Coliseum – for sponsorship agreements signed by the City of Rome, in exchange for just 25 million pounds for 15 years, “which may be extended” – can be used for ‘clothing, footwear, headgear’ (the core business of Tod’s), but also “perfumes, adhesives, precious metals and their alloys, jewelery, precious stones, horological, chronometric instruments’, as well as for events, press conferences, photographs, stationery, adhesives, office supplies, umbrellas, leather , as for cultural and sporting events. In addition, the sponsor has the authorization to “build a temporary structure, or fixed, for the reception of the supporters of the Association, located in the immediate vicinity of the Coliseum” and for the duration of the restoration work and the next two years “and that” can boast and to use the name and logos of the sponsors. “

A real scandal, if we consider that only 70,000 tickets at € 78 each are well 5.46 million -EUR receipts for the event, which was presented in Italy “and D’Alessandro Galli”, a leading company in the field of music business, in accordance with “Rock in Roma”, on which Wild Bunch wrote that “in addition to the two-month festival of Ippodromo Capannelle, the Award Winning “Bucci & Giuliani simultaneously run all the concerts of the Olympic Stadium in this summer, from Muse to Depeche Mode to Roger Waters and Italians Negroamaro and Jovanotti. ”
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So, it is true that with the great events turn a lot of money, but are  we sure that this business really representa a public revenue and more services to citizens?
Also, if this is the way to do the math teached in medical schools to future dirigent doctors, as the Mayor Ignazio Marino is, we could have find too a good explanation on the causes of public health crazy expenditure.
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Among other things, how dispel the suspicion that Ignazio Marino was well aware of the value in the image of Circus Maximus if he declared to Sky TG24 that “for me it is a great pride to bring the history of rock within our archaeological history in a unique scenery”, “I chose it and I was immediately approved by Mick Jagger, and it was decisive: there were other European capitals who wanted to host the concert”.
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Downward negotiation in order to affix his ‘signature’ of an event such as the Rolling Stones in Rome? Not surprisingly, Alessandro Onorato, leader of the opposition in the city council, announces “a complaint to the Court of Auditors for loss of revenue.”

It’s Rome.

 

originale postato su demata

Rolling Stones a Roma: grandi incassi, ma quasi nulla al Comune. Arriva la Corte dei Conti?

22 Giu

Grazie al concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo, “Roma oggi ha circa 60.000 persone oltre ai 10-20.000 romani che sono venuti per questo evento. Persone che sono andate in albergo, ristoranti, che hanno preso un taxi, un gelato e hanno determinato un guadagno per la città di 25 milioni di euro in un giorno”. (Ignazio Marino, sindaco di Roma, a RaiNews24)

Dunque, 25 milioni diviso 60.000 fa 416,7 euro di spesa media per una notte in città per ciascuno degli spettatori, ammesso che nessuno abbia dove essere ospitato, che nessun altro rientri in tarda notte e che, soprattutto, molti o tutti vogliano trovare un albergo a 4-5 stelle.
Se Ignazio Marino crede a questi numeri, beato lui  e poveri noi, ma i conti andrebbero fatti in un altro modo, anche perchè parla il sindaco di una Roma Capitale al default e non il rappresentante della Confcommercio locale.

Infatti, non si comprende come sia stato possibile, per il Comune di Roma, affittare a soli 7.934 euro l’intero Circo Massimo (lungo 621 m e largo 118) ai Rolling Stones, che solo per dormire hanno speso il doppio, al Regis Hotel, in una mega suite da 14.000 euro a notte. Specialmente se si tiene conto che nella concessione è implicito che tutte le riprese effettuate nello scenario del Circo Massimo potranno essere riutilizzate senza alcun beneficio per Roma Capitale.

Al Campidoglio, dopo oltre un anno di consigliatura, si giustificano spiegando che la cifra è stata calcolata desumendola dalle tariffe stabilite per l’occupazione del suolo pubblico e che giust’appunto stavano pensando di incrementarle.
Ma, tra l’altro ci sono i costi vivi: ad esempio, le forze dell’ordine, i servizi di emergenza e d’igiene che funzionerano all’interno e all’esterno dell’area rossa, quella compresa tra via dei Cerchi-via di S. Teodoro, via dei Cerchi-piazza di Porta Capena, viale Aventino-viale del Circo Massimo via della Greca-lato Bocca della Verità, alla quale dalle 14 di domani avrà accesso solo il pubblico munito di biglietto.

Il Comune di Roma precisa che 40.000 euro entreranno dagli organizzatori dell’evento per i servizi della polizia municipale, 23.000 per il prolungamento della metro B e 30.000 per l’Ama, l’azienda dei rifiuti, altri 75.000 euro per le cooperative e ditte che forniscono bagni chimici, ambulanze e servizi sanitari.
Ma sono partire di giro per compensi al personale e fornitori, non entrate effettive per Roma Capitale, oltre fatto che non saranno i cittadini romani a beneficiare dei già pochi straordinari dei nostri vigili urbani … mentre già arrivano proteste come quella di Carlo Rienzi, presidente del Codacons, per “chiusure di strade, deviazioni, limitazioni, cambiamenti nel trasporto pubblico in una zona nevralgica come quella del Circo Massimo, che si ripercuotono sui cittadini”.

Nessun benefit per i ‘diritti d’immagine’ per Roma Capitale, nonostante avesse patrocinato l’evento e, soprattutto, mentre nella pagina dove si poteva votare la scaletta dei brani c’era proprio il disegno del Circo Massimo a far bella vista promozionale.

ROLLING STONES Circo Massimo Rome 2014

A proposito, ricordiamo che il Colosseo – per accordi di sponsorizzazione sottoscritti dal Comune di Roma, in cambio di soli 25 milioni di lire per 15 anni «eventualmente prorogabili» – potrà essere usato per «articoli di abbigliamento, scarpe, cappelleria» (il core business di Tod’s), ma anche «profumi, adesivi, metalli preziosi e loro leghe, gioielleria, pietre preziose, orologeria, strumenti cronometrici», come anche per manifestazioni, conferenze stampa, fotografie, cartoleria, adesivi, articoli per ufficio, ombrelli, pelli di animale, fino alle manifestazioni culturali e sportive. Oltre, alla possibilità di «realizzare una struttura temporanea, o fissa, per l’accoglienza dei sostenitori dell’Associazione, ubicata nelle immediate vicinanze del Colosseo» e per tutta la durata dei lavori di restauro e per i successivi due anni» e che «può fregiarsi e utilizzare la denominazione e i segni distintivi dello sponsor».

Un vero scandalo, tornando alla musica, se consideriamo che solo per i 70.000 biglietti  a 78 euro ciascuno degli Stones sono ben 5.460.000 euro gli incassi per l’organizzazione dell’evento, presentato in Italia da “D’Alessandro e Galli”, società leader nel settore del music business, in accordo con “Rock in Roma”, di cui Mucchio Selvaggio racconta che “oltre ai due mesi di kermesse alI’Ippodromo delle Capannelle, la “premiata ditta” Bucci & Giuliani ha contemporaneamente gestito tutti i concerti dello Stadio Olimpico di quest’estate, dai Muse ai Depeche Mode fino a Roger Waters e agli italiani Negramaro e Jovanotti”.

Dunque, se è vero che con i grandi eventi girano tanti soldi,  anche sicuri che rappresentino davvero entrate pubbliche e servizi ai cittadini?
Inoltre, se quello di Ignazio Marino è il modo di fare i conti che insegnano nelle facoltà di medicina ai futuri dirigenti medici, ecco spiegate le cause della spesa pubblica sanitaria impazzita.

Infine, come non fugare il dubbio che Ignazio Marino era ben consapevole del valore d’immagine del Circo massimo se dichiara  Sky Tg24 che “per me è un grande orgoglio portare la storia del rock all’interno della nostra storia archeologica in uno scenario unico al mondo”,l’ho scelto io ed è stata subito approvata da Mick Jagger, ed è stata determinante: c’erano altre capitali europee che volevano ospitare il concerto”.

Trattativa al ribasso pur di apporre la propria ‘firma’ su un evento come i Rolling Stones a Roma? Non a caso, Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Marchini all’opposizione in consiglio comunale, annuncia “un esposto alla Corte dei conti per danno erariale”.

originale postato su demata

 

 

In memoria di Lady Tatcher

17 Apr

Londra sta chiamando le città sperdute, ora che la guerra è stata dichiarata e la battaglia è finita.

Londra sta chiamando l’’oltretomba!
Venite fuori dall’’armadio, tutti voi ragazzi e ragazze!

Sta arrivando l’’età del ghiaccio, il sole sta salendo, le macchine si fermano e il frumento cresce alto.
Non ho nessuna paura, Londra sta annegando e io vivo vicino al fiume.

Il futuro non è scritto. (Joe Strummer)

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Lady Tatcher? Che l’inferno l’abbia in gloria. …