C’è una maggioranza senza PD, M5S e FdI

15 Lug

I numeri dalla crisi parlamentare mostrano non la debolezza di Mario Draghi, quanto il fallimento della strategia del Partito Democratico prima con la rottamazione di Bersani e poi con il defenestramento di Renzi pur di compiacere i Cinque Stelle e la base sindacalizzata.

Una strategia anche mediatica che – a furia di indebolire alleati e delegittimare oppositori – ha preparato l’ascesa di Giorgia Meloni, dopo quella di Salvini e Conte.

Non si tratta di retorica, ma di numeri: alla Camera la prima coalizione (>200) è di Centro, con Forza Italia, Insieme per il Futuro e Italia Viva, oltre al Centro Democratico, Coraggio e Vinciamo Italia, le minoranze linguistiche eccetera.
E l’ultima coalizione è la Sinistra, con PD, +Europa, LEU e Potere al Popolo (126?) . Quasi alla pari sono quel che resta dei Cinque Stelle (120-130), più di loro la Destra (169), ammesso che Lega e FdI siano l’un l’altra compatibili.

Inoltre, Mario Draghi ha la maggioranza alla Camera anche senza PD, M5S e FdI.

Demata

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: