Indicatore Rt: di cosa si tratta?

23 Mag

L’Istituto Superiore di Sanità il 5 febbraio scorso spiegava che il cosiddetto indicatore R0  è “il numero di riproduzione di base, che rappresenta il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun individuo infetto in una popolazione  mai venuta a contatto con il nuovo patogeno emergente, cioè completamente suscettibile. Questo parametro misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva.”

Se la popolazione è già infetta,  dunque, R0 per sua stessa definizione dovrebbe perdere di significato.

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Riguardo l’indicatore Rt abbiamo notizie solo dal Corsera del 20 maggio, che lo descrive come “il tasso di contagiosità dopo l’applicazione delle misure atte a contenere il diffondersi della malattia”.

In statistica esiste un solo indicatore di incidenza del genere: il tasso d’attacco è un particolare tasso che misura “la frequenza di una malattia, in una particolare popolazione e in riferimento ad un limitato intervallo di tempo“, ad esempio durante un’epidemia (Anthony N. Glaser. High-Yield Biostatistics – Williams & Wilkins – Baltimore. 1995).

Ta = N° nuovi casi / N° persone a rischio

Il tasso di attacco secondario è una misura di contagiosità quando sono in corso misure di controllo e di contenimento delle epidemie.

Ts = N° contagi secondari / Ta contagi primari – N° contagi primari

Il tasso di attacco secondario può essere definito come “la probabilità che si verifichi un’infezione tra persone suscettibili all’interno di un gruppo specifico” (ad es. la famiglia o contatti stretti di lavoro).

L’indicatore Rt connota proprio questo livello ‘secondario’ di contagio del Covid.

Certamente Rt sarà più complesso del Ts, perchè può tener conto anche della “intensità” di contatto delle persone, grazie ai dati delle celle telefoniche.
Ma resta il fatto che il tasso di attacco secondario risente dello stesso limite di R0 e potremmo presumere che anche l’indicatore Rt non sfugga a questa regola.

Infatti, nel calcolo si dovrebbe porre solo il numero di contatti effettivamente suscettibili e questo non può essere determinato ovunque ed ogni giorno con la stessa affidabilità. (International Epidemiological Association, A Dictionary of Epidemiology – 4th ed., Oxford University Press, 2001)

 Demata

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