Libertà e paura (Easy rider)

18 Ago

Dopo Dennis Hopper, è morto anche Peter Fonda, l’altro ‘eroe’ del road movie ‘Easy Rider’ (in italiano, Libertà e Paura); il primo ne era anche il regista, il secondo anche il produttore, ambedue ne furono gli ideatori e gli sceneggiatori.

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Una storia da rocker, insomma. Ma chi o cosa è un rocker?

E’ uno come James Dean (Gioventù Bruciata), Marlon Brando (Il Selvaggio), Tura Satana (Kill Pussycat Kill!) o Barbra Streisand (Il gufo e la gattina) oppure Clint Eastwood (L’uomo dalla cravatta di cuoio), come Hopper e Fonda ma non Jack Nicholson (Easy Rider), come Kurt Russel (NY Escape) o – ebbene sì – Arnold Schwarzenegger (Terminator 2) ed anche Carrie-Anne Moss (Matrix 2) … fino a Vin Diesel e la saga dei Fast & Furious.

Easy Rider fu il frutto – in chiave ‘hippie’ – della cultura rocker che aveva preso piede  negli anni cinquanta in concomitanza con la maggiore disponibilità di denaro per la classe operaia.
I rocker erano soliti possedere una motocicletta che essi stessi provvedevano a modificare dopo l’acquisto e si lanciavano poi in corse che superavano le 100 miglia orarie lungo le grandi arterie stradali di recente costruzione che lambivano le periferie.

Generalmente una corsa cominciava ad un bar e finiva in un altro bar e i primi rocker (così detti Ton-up Boys per via delle moto truccate; to ton up), assimilarono il modo di vestire rockabilly e la musica rock and roll, come Gene VincentEddie CochranChuck BerryBo Diddley ,LeadbellyAlbert Ammons,  Eddie Lang.

Per questo loro “sport”, i rocker non erano ben visti dalla società, che li riteneva pericolosi li chiamava “rocker” (‘i pazzi’ nello slang di fine ‘800) e il termine venne in seguito adottato dagli stessi rocker per definire sé stessi a partire dagli Anni ’60.

Lo stile dei rocker nel vestire era ed resta ‘equalitario’, quasi una divisa che chiunque può permettersi: giubbino in pelle, spesso decorato – jeans Levi’s o pantaloni in cuoio – scarpe antinfortunistiche e scarpe di pelle appuntite (oggi i brothel creeper dalla subcultura Teddy Boy o i Dr. Martens dalla subcultura skinhead).

La cultura rocker è (stata) l’affermazione dei valori della worker class industriale della seconda metà del Novecento.
Fratellanza, competenza tecnica, innovazione, essenzialità, rispetto per la natura, responsabilità delle proprie azioni, cioè tutto quel che serve per una motocicletta.

Infatti, il titolo italiano del film (Libertà e paura) ben sintetizza il finale di Easy Rider: esistono uomini che senza la Libertà non possono vivere ed altri che della libertà hanno solo Paura, nascondendosi dietro le cose e le persone che accumulano, senza neanche avere il tempo e la tranquillità per amarle.

Demata

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