L’Italia, le baby gang e l’abbandono dei minori

16 Gen

Il consigliere del Csm Antonello Ardituro, ex pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, è stato molto chiaro nella sua lettera aperta: «Accadono cose che, in altre città, vengono percepite come straordinariamente drammatiche, campanelli d’allarme sui cui si innesta una reazione vera. Lo Stato interviene. Qui no».

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Boy pointing gun ~ William Klein

Un’Italia con ‘personalità multiple’ se – solo pochi mesi fa, su iniziativa di alcune scuole centrosettentrionali – esplodeva la querelle degli alunni minori di 14 anni che ‘per legge’ dovevano essere accompagnati a scuola dai genitori, mentre – al Forum del Il Mattino di ieri –  il procuratore capo per i minori di Napoli, Maria De Luzemberger, “ha rivelato che al suo ufficio, per un lungo periodo, non sono arrivate più segnalazioni di evasione dall’obbligo scolastico. Solo dopo una telefonata, allarmata, alla direttrice scolastica regionale il meccanismo si è rimesso in movimento”. 
Senza dimenticare che cinque anni fa si era affermata la ‘paranza dei bambini‘, un gruppo di fuoco composta da giovanissimi più o meno maggiorenni, più noti per le ‘stese‘, cioè andare nei quartieri ‘avversari’ e sparare a casaccio sui passanti.

Ci voleva il fatto gravissimo e ci voleva una “madre coraggio” per portare la situazione all’attenzione nazionale e scoprire tutti che era molto tempo che molestie e pestaggi minorili erano un rischio noto in certe vie del Centro Storico, che la Movida selvaggia include risse, stupri, sostanze, racket, impunità e degrado, che la serie televisiva ‘Gomorra’ è percepibile come una ‘vetrina di miti ed eroi’ specie tra i “giovanissimi figli del disastro”. Soprattutto, che la situazione partenopea è una punta dell’iceberg e che il fenomeno è a stento contenuto nelle altre regioni, a leggere la cronaca nera locale.

Predica bene il sindaco De Magistris: «La risposta più importante e immediata sia data da chi ha il dovere di prevenire i reati e individuarne i responsabili. Oggi la priorità è il controllo del territorio, la prevenzione e l’individuazione dei responsabili».

Ma il vero problema è che «l’impunibilità è insopportabile», come afferma il deputato dem Umberto D’Ottavio, ed i primi responsabili son facili da trovare: sono i genitori che abbandonano a se stessi e al degrado i propri figli o, peggio, li educano “al desiderio di denaro facile e di potere, pur di sfoggiare un elevato stile di vita imposto da una società nichilista e consumista basata sull’apparenza e la sopraffazione come scelta di vita, pur sapendo che morirà per raggiungere quel modello ideale di esistenza“.

Ieri sera, sul lungomare, è stata preso d’assedio un presidio militare mobile dove si erano rifugiati tre ragazzini inseguiti dal solito branco.

A fronte di quanto, una Giunta Comunale che – ad esempio –  non garantisce un assistente sociale di presidio fisso in ogni scuola, non adotta il «coprifuoco per i minori non accompagnati dopo un certo orario» proposto dal consigliere regionale dei Verdi, Francesco Borrelli, revoca il Daspo per i parcheggiatori abusivi, mentre i residenti protestano ovunque per le movide selvaggie, non delimita la ‘vita notturna’ nei settori urbanisticamente predisposti, ben delimitati, controllabili, isolati come la Villa Comunale, il Parco delle Rimembranze e la Marina, tiene ferma la rivalutazione imprenditoriale e la crescita occupazione restando inerte sia riguardo lo Stadio San Paolo, sia per la Mostra d’Oltremare sia per Coroglio e Bagnoli, eccetera.

Misure che servirebbero anche nelle altre città per le baby gang e le famiglie disastrose, per la movida e gli spazi in cui va collocata e resa sicura, per lo sblocco di grandi opere e la crescita occupazionale.

Demata

 

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