Mattarella, il 2018 e l’astensionismo che monta

1 Gen

“Mi auguro un’ampia partecipazione al voto e che nessuno rinunzi al diritto di concorrere a decidere le sorti del nostro Paese”, questo l’invito e l’augurio che il presidente Sergio Mattarella ripone sul 2018 e sulle elezioni che si svolgeranno.

Difficile che molti degli italiani raccolgano l’augurio del nostro Presidente della Repubblica, se il Centrodestra punta su spiccioli ai poveri, xenofobia e meno tasse per i soliti noti, mentre il Centrosinistra non riesce a sciogliere l’abbraccio fatale con le lobbies del pubblico impiego e del welfare, a partire da quella sanitaria decisamente insoddisfacente in troppe regioni, ed i Cinque Stelle che nè a Roma nè a Torino sembrano avere abbastanza esperienza (o competenza?) per evitare ulteriori problemi o rischi per i cittadini.

Intanto, a pochi chilometri dalla residenza presidenziale, proprio stanotte qualcuno ha dato fuoco ad una cinquantina di cassonetti e … la lotta alla Mafia, alla Corruzione e alla Burocrazia non sono nel programma di nessun partito.

Il presidente Mattarella non è un uomo stupido o superficiale e di tutto questo se ne rende ben conto, come si rende ben conto che dal 2006 si è votato con una norma incostituzionale, che è dal 2010 che ci ritroviamo con un Presidente del Consiglio nominato.

Dopo che gli italiani si erano recati in massa alle urne per bocciare la riforma di Matteo Renzi, giusto per chiarire che l’interesse per la Politica c’è, se il dato degli astenuti dovesse persistere od aumentare, sarà evidente che le attuali formazioni politiche  non riescono ad attrarre/accogliere candidati rappresentativi.

Di sicuro, oggi, a differenza di 20 anni fa, non c’è un partito uno – eccetto gli inossidabili Radicali – che stigmatizzi i pubblici impiegati antagonisti della rivoluzione digitale,  la lobby sanitaria e quella del sociale che pesano quasi metà dell’intera spesa pubblica, ma funzionano poco e male, la provincia rurale e i professionisti dei ‘progetti finanziati’ che cavalcano sgravi fiscali a iosa, l’esigenza (ieri) di contrastare le mafie nel Meridione ed (oggi) un po’ ovunque a partire dalla Capitale, l’urgenza di trattenere i cervelli e di liberare i minori di certi quartieri dal degrado e dalla violenza.

Dunque, tanti auguri anche al presidente Mattarella: se alle prossime elezioni gli astenuti risultassero oltre il 40%, sarà lui a dover spiegare quale potrà essere la legittimità di un governo che raccoglie il consenso del solo 25% degli elettori, non solo a chi restasse all’opposizione, ma soprattutto a quella metà degli italiani che ormai da anni non si riconoscono in questa  Italietta preda del mediocre e truffaldino Mondo di Mezzo.

Demata

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