I Liberali tedeschi e la Turchia

20 Dic

“I deputati chiedono il congelamento dei negoziati di adesione della Turchia: non è più compatibile con i valori europei” a cura di Caroline Margaux Haury, responsabile degli affari europei della Fondazione Friedrich Naumann a Bruxelles – 2016/11/29

 Il risultato è stato chiaro: con 479 voti favorevoli, 37 voti, il Parlamento europeo ha votato per congelare i negoziati di adesione con la Turchia su questo Giovedi. 107 membri del Parlamento europeo si sono astenuti.

La decisione UE, richiesta da tutti i gruppi diversi da quelli dei gruppi populisti di destra, non è vincolante, ma avrà un impatto enorme: il Parlamento europeo è la prima istituzione dell’UE a pronunciarsi con chiarezza per la revisione delle relazioni con la Turchia.

I tempi sono maturi per un simile passo, come richiesto da Alexander Graf Lambsdorff, del gruppo liberale al Parlamento europeo  e relatore sulla Turchia.

“I negoziati sono disonesti – ha dicharato all’assemblea plenaria del Parlamento europeo – e non solo in ragione del colpo di stato”.

Il regime turco e l’UE già erano lontani l’uno dall’altro nei propri valori. Tuttavia, da luglio la libertà di stampa, lo stato di diritto e la libertà di ricerca e di insegnamento sono stati erosi ancora più velocemente e sta andando ancor peggio. Infatti, solo questa settimana, il regime turco ha licenziato altri 15.000 funzionari dello Stato. Proprio come sempre, (ndt.  la Libertà) non è un’opzione, anche se entrambe le parti hanno negoziato per l’adesione più di dieci anni.

I deputati, dunque, hanno deciso di prendersi una pausa. I negoziati potranno essere ripresi solo dopo la revoca dello stato di emergenza in Turchia e quando verrà garantito lo stato di diritto e il rispetto dei diritti umani. Tra l’altro, c’è ancora molto da negoziare. Dei 16 capitoli aperti, solo uno è ancora stato completato  su un totale di 35 capitoli.

In tal modo, i parlamentari europei hanno sottolineato nella loro decisione che non è in questione il rompere il dialogo quanto il sostenere la società civile turca. La collaborazione proseguirà anche in cooperazione strategica con la Siria, la lotta al terrorismo e la migrazione.

Ma è la Turchia di Erdogan, in cui anche la reintroduzione della pena di morte non è più bandita, a non offrire margini di negoziato per l’adesione all’UE. “Cerchiamo di non prendere alcuna iniziativa”, ha dichiarato il presidente dei liberali europei, Guy Verhofstadt. La politica del governo Erdogan non è più compatibile con i principi e i valori europei.

La Commissione europea ha anche riferito dei miseri progressi compiuti  dalla Turchia nella sua ultima relazione e che il ministro degli Esteri Ue era stato aspramente criticato a Erdogan durante il loro ultimo incontro di due settimane fa.
Ad ogni modo, per sospendere i negoziati con la Turchia è necessaria una corrispettiva proposta della Commissione europea e la maggioranza qualificata dei paesi dell’Unione Europea in sede di Consiglio.

Se questa maggioranza si formerà nelle prossime settimane dipenderà soprattutto sul presidente Erdogan e la sua visione per il futuro della Turchia.

Copyright: Freiheit.org

Traduzione: Demata

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