“Ideologia” di gender: cosa c’è da sapere

14 Dic

Nel 1990, la pediatra Suzanne Kessler pubblicò un articolo scientifico sulla “gestione dei neonati intersessuali” e la prassi clinica di operare alla nascita i neonati con malformazioni genitali, assegnando loro arbitrariamente un sesso prima ancora che essi potessero sviluppare una loro identità di genere.

Trattandosi di bambini nati (ad esempio) con un solo testicolo ma anche con un ovaia, la questione avrebbe dovuto essere ovvia ‘da sempre’ ed, infatti, l’articolo non generò particolare scalpore, come non lo generò quello della biologa Anne Fausto-Sterling pubblicato sulla rivista The Sciences nel 1993.

Viceversa, accadde che alla Conferenza mondiale sulle donne del 1995, alcune associazioni per i diritti delle donne introdussero il termine “gender”, proponendo un ruolo di genere (vestiti, stile dei capelli, modo di parlare e di esprimersi, atteggiamenti ecc.) distinto dal sesso biologico.

Ad ogni modo, la questione scientifica rimase limitata alle sole persone che per cause mediche avevano dovuto ‘scegliere’ un sesso anzichè l’altro. Persino il noto libro del 2006 di John Colapinto, “As Nature Made Him”, riguarda le problematiche di genere di un uomo che aveva perso il pene da bambino a causa di un intervento ed al quale – arbitrariamente – i medici avevano ‘ricostruito’ una vagina …

Secondo la psichiatria,

  • l’omosessualità non è un disturbo psichiatrico ed è stata riconosciuta da molto tempo nelle popolazioni umane ed animali con una relativa frequenza,
  • esistono persone nelle quali l’identità di genere e sesso biologico non corrispondono: questa discordanza provoca una serie di conflitti interiori e di sofferenze e prende il nome di “disforia di genere” o viene diagnosticata come disturbo dell’identità di genere (DIG),
  • le persone omosessuali sono spesso oggetto di discriminazione (tra cui mobbing, esclusione, violenza) in quelle società o ambienti sociali in cui non vengono ammessi o accettati degli atteggiamenti di espressione sociale (ruolo di genere) differenti dal sesso biologico dell’individuo.

Se per la Scienza i sessi biologici restano due (più l’eccezione rara degli ermafroditi) e che l’attrazione verso persone dello stesso sesso rientra nei comportamenti normali, altra è la questione del sesso come ‘ruolo sociale’, cioè in termini di consuetudini (etica) e di pregiudizi (morale).

Infatti, salvo il Cristianesimo, ogni altra tradizione ammette l’esistenza degli omosessuali con pari dignità rispetto agli eterosessuali, censurando eventualmente non le preferenze, bensì determinati comportamenti.
Ad esempio, per l’Islam è il rapporto anale (omo od etero che sia) ad essere considerato impuro, perchè non implica il coinvolgimento di sentimenti, bensì una divisione di ruolo tra dominazione e sottomissione.

Venendo all’Italia, l’Associazione Italiana di Psicologia (AIP) nel marzo 2015 ha diffuso un documento in cui afferma di « intervenire per rasserenare il dibattito nazionale sui temi della diffusione degli studi di genere e orientamento sessuale nelle scuole italiane e per chiarire l’inconsistenza scientifica del concetto di “ideologia del gender”.
A seguire, l’Ordine degli Psicologi della Puglia (e del Lazio) hanno ribadito che «a prescindere da valutazioni e “credo” personali, non esiste alcuna “teoria del genere” o “ideologia di genere”, come anche il Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi che ha confermato «l’inconsistenza scientifica del concetto di “ideologia del gender”».

E … “ideologia del gender” è proprio l’espressione è stata diffusa dal Pontificio consiglio per la famiglia per stigmatizzare la differenza e la complementarità dei sessi e che condannare coloro che sostengono le unioni omosessuali.
In realtà, l’unica ideologia di genere esistente è il “gender feminism”, coniata dalla scrittrice Christina Hoff Sommers, riguardo il ‘femminismo radicale’ e, soprattutto, suprematista, che – per l’appunto – nega la complementarità dei sessi …

Fosse che il vero problema italiota – a parte la millenaria omofobia dei cristiani – consista nel dover spiegare ai bimbi che hanno diritto ad una mamma ed un papà o che i ‘maschi’ non comandano sulle ‘femmine’ … ma neanche le ‘donne’ sono più capaci dei ‘maschi’?

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Demata
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