Dopo Renzi, di nuovo Renzi

9 Dic

Visto come sta andando, dopo il NO al Referendum, il ‘dibattito’ politico  – tra iperboli e disinformazione – vale la pena di fare il punto della situazione.

Innanzitutto, la ‘rottamazione’ non dipende da Renzi, ma dal corso delle cose che rendono oboslete idee e metodi, strumenti e strategie.
Il buon Matteo voleva sì rottamare, ma solo dando una sforbiciata ai vertici, avvicendandoli, pur di salvare il ‘sistema’ per altri 30 anni.
Senza di lui, la rottamazione continua e più di prima o sarà vittoria per i populisiti.
E, comunque, non siamo ridicoli, viviamo ormai da vent’anni quasi nel III Millennio e nella società dell’Informazione … mica possiamo continuare a bloccare il paese in nome di Bob Dylan e Dario Fo …

Infatti, il NO al Referendum ha salvato la forte autonomia regionale, che la vigente Costituzione prevede.
E, salvando il Titolo V, il NO ha bloccato il tentativo di ricondurre a Roma decisioni ed appalti.
L’analisi della propaganda e del voto può ben chiarire chi e dove se ne sarebbe avvantaggiato: di sicuro non Milano, Napoli, Torino, Venezia.

E, se il Federalismo ‘resta al suo posto’, va ricordato che la Costituzione prevede una repubblica ‘parlamentare’, al quale sistema tipicamente si addice un sistema elettorale ‘proporzionale’.
Ed, infatti, già il Porcellum s’è visto tagliare i premi di maggioranza dalla Suprema Corte.
Figuriamoci l’Italicum, che con il 17% dei voti si può conquistare la maggioranza per cinque anni.

Restano i debiti, sottoscritti a nome degli italiani per ruberia ‘personale’ e/o per elargizione ‘sociale’ … lo chiamavano Consociativismo e, persino, l’Ammucchiata.
Eppure, c’è ancora chi – in nome dell’Onestà – pretende di non saldarli come da impegno preso. Anzi, se la prende con “i paletti dell’Unione Europea’, mentre si chiamano – volgarmente – cambiali, ‘buffi’.

Sempre a proposito di Europa, chi ha voglia di chiacchierare con le tasche vuote se la prende con i tecnocrati stranieri.
Come se non fosse che anche i nostrani son vent’anni che dicono che Previdenza e Sanità vanno riportate a Casse e Mutue per i lavoratori assicurati.
O che il costo e il numero degli addetti della Pubblica Amministrazione è eccessivo, se messo in rapporto all’efficienza e alla semplificazione.
Non a caso Inps, Sistema Sanitario e P.A. spendono sempre di più, debito e interessi crescono, le tasse pure.

Il NO ha fermato (estinto?) tutto il processo di riaccentramento su Roma ed il Centro Italia delle filiere decisionali iniziatosi con il Governo Prodi bis.

Tuttavia, non ha fermato Renzi.
Anzi, è evidente che l’avesse messo in conto da tempo e ha ‘approfittato’ del referendum per dimostrare che ha dalla sua parte il 40% degli elettori e, dunque, ha riaggregato la vecchia Democrazia Cristiana

Demata

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