I rischi autoritari delle leggi costituzionali ed elettorali

30 Ott

Secondo i sostenitori del SI al referendum costituzionale prossimo venturo, il rischio autoritario è del tutto da escludersi. Ed una parte di loro lo afferma perchè sono abbastanza anziani da ricordare la retorica dell’Italietta fascista.

Potrebbero sembrare il non plus ultra dell’attendibilità, ma non lo sono affatto.

Infatti, i nostri ottuagenari per il SI non possono ricordare che disastro fosse l’Italia prima di Labriola, Grandi ed Olivetti, perchè non erano ancora nati. Come non c’è quasi più nessuno che possa ricordare di quando in Italia (ed in Germania) vennero introdotte modifiche ‘costituzionali’ ed ‘elettorali’, senza le quali nè Mussolini nè Hitler avrebbero potuto prendere il potere.

Quello che – dagli ottuagenari ai giovani emergenti – dovremmo ricordare nel parlare di ‘rischio autoritario’ è che in Italia dal 2005 ad oggi:

  • abbiamo votato parlamenti e governi con una legge incostituzionale alla Camera, mal funzionante al Senato
  • per gravi emergenze sanitarie – in Campania, Calabria e Lazio – abbiamo nominato i Governatori regionali commissari di se stessi
  • gli ultimi due presidenti del Consiglio sono stati nominati dal Presidente della Repubblica escludendo dalla scelta gli eletti al Parlamento
  • gli ultimi due presidenti della Repubblica sono stati eletti da Parlamenti non perfettamente legittimi
  • la norma sul conflitto di interessi è risibile, almeno quanto è anomala la concentrazione pubblica nei settori televisivi, pubblicitari, previdenziale, sanitario
  • il debito è di gran lunga maggiore del PIL, in ‘altri mondi’ l’Erario avrebbe già da tempo immobilizzato o dismesso beni in proporzione
  • il bilancio statale (ma non regionale) è commissariato dall’Unione Europea tramite il FIscal Compact.

Adesso, dopo aver floppato per tre anni ed invece di intervenire sulle cause del debito e dello stallo italiani, Matteo Renzi (il PD e La Repubblica) se ne vengono proprio con le ‘modifiche costituzionali’ di cui fruirono due tra i peggiori autocrati della Storia.

Rischio autoritario significa che si rompono i sigilli di legge posti lì per fermare la barbarie, l’autoritarismo è quello che conobbe chi nacque negli anni ’30: due cose diverse.

Il rischio autoritario c’era prima che Mussolini si affermasse, non quando il Fascismo era saldamente al potere da dieci anni.
Dunque, ottuagenari o meno – quel che è da chiedersi è cosa arriverà dopo il deludente Renzi? Quali rischi corriamo nel semplificare la Costituzione con il copia, taglia ed incolla?

Demata

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