Pensioni: nuove iniquità in arrivo

17 Giu

E’ ormai storia che la riforma delle pensioni votata nel 2011 da Partito Democratico e dei centristi di Alfano è stata (ed è) in realtà un blocco in piena regola con rinvio senza limiti chiari dei pensionamenti.
Ed abbiamo ormai capito tutti che il vulnus è l’ex Inpdap, dove i versamenti pubblici datoriali spesso e volentieri non furono versati, mentre quelli dei lavoratori servirono a finanziare la Sanità pubblica sprecona, oltre a far da gruzzolo di riserva per la Cassa nazionale.

Dunque, è proprio nel comparto dei dipendenti pubblici che troviamo l’esempio lampante di questa follia, che è andata drammaticamente oltre i termini introdotti da Monti e Fornero, che ben indicarono nella norma il mantenimento di tutte le salvaguardie pregresse per i dipendenti pubblici e i docenti infermi.

Viceversa, a voler visitare i siti e i forum delle forze dell’ordine e dei militari, scopriamo che persino le pensioni privilegiate per agenti o militari feriti in servizio sono un’ardua impresa. E dobbiamo iniziare a chiederci cos’è che non va nei diritti dei lavoratori, se le Amministrazioni non provvedono all’apposito iter per il “recesso per infermità”, dacui conseguente pensione, mentre … l’Istat-Inps certificano che 1/3 dei dipendenti pubblici over55 ha almeno due patologie croniche ed è in condizione di salute non buone.
Peggio ancora se questi dipendenti fossero laureati o precoci … ovvero – avendo dedicato al lavoro gli anni migliori della propria vita – non rientrano comunque nell’età pensionabile.

In parole povere, trasformato il (pre)pensionamento in un enorme lager, adesso si mette un casello e si mungono le vacche che volessero riprendersi la propria libertà.

Quanto costa il ticket?
Se fosse il 15% spalmato su un ‘mutuo’ ventennale, iniziamo a dirci che alla fine avremo lasciato sul tavolo il 30-35%. Se, poi, il tasso fosse variabile, anzichè fisso, … saranno solo dolori per noi, per il sistema finanziario, per la società intera.

Demata

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