Istituto per il commercio estero: dare ai ricchi levando ai poveri

7 Feb

L’Istituto per il commercio estero (ICE) era stato soppresso dal governo Berlusconi e pochi mesi dopo resuscitato da Mario Monti, in quota al ministero dello Sviluppo Economico guidato da Corrado Passera, con (in teoria) 300 dipendenti ed un consiglio di amministrazione di 5 membri.

Dopo meno di due anni, il redivivo ICE finiva sulle pagine di Linkiesta (2012/06/14): “anche a non voler prestare ascolto alle accuse di assunzioni pilotate, personale gonfiato a dismisura e preparazione inesistente, i numeri parlano chiaro. Le cifre del “Piano Performance 2011-2013” evidenziano che nel 2010 sono stati spesi «54 milioni di euro per il 2010 di risorse per il finanziamento del piano di attività promozionale» e «79 milioni di euro per il 2010 di risorse per il funzionamento dell’ICE», con 679 dipendenti sparsi in 115 uffici in 86 Paesi, con una retribuzione media annua di 43mila euro.

Oggi, ad anni di distanza l’ICE esiste ancora e continua ad assumere, con nuovi scandali che si aggiungono ai precedenti.

C’è la strana storia dei 19 dipendenti di Buonitalia per chiamata diretta e poi assunti da ICE senza concorso e con una retribuzione superiore a quella dei propri dipendenti, grazie alla legge di stabilità 2014 che autorizza le assunzioni in sovrannumero, mentre c’erno 107 vincitori di concorso in attesa di posti disponibili.

E dato che ICE resisteva, dopo qualche tempo, un giudice del lavoro ha condannato l’Ice a pagargli anche gli arretrati, perchè «le norme hanno sì previsto una procedura selettiva di idoneità», ma «temporalmente e logicamente successiva al trasferimento».
Prima si assumono e poi si verifica che siano adeguati.

L’incredibile accade dopo, quando nessuno degli ex dipendenti di Buonitalia ha superato il concorso.
Giustizia fatta? Non ancora … perchè i dipendenti ex Buonitalia ricorrono al TAR del Lazio.

Oggi, ci troviamo a leggere sul Corriere della Sera che “si stenta a credere che un giudice possa cancellare una «procedura selettiva» per l’assunzione in un ente pubblico a causa delle prove troppo dure. Eppure al Tar del Lazio è accadutoche la selezione sia stata particolarmente rigorosa è attestato dal mancato superamento da parte di alcuno degli ex dipendenti di Buonitalia spa della selezione ivi contestata, il che appare un esito alquanto anomalo”.

E prendiamo atto che dal 2010 ad oggi l’ (ex soppresso) Istituto per il commercio estero è costato al Bilancio dello Stato quasi mezzo miliardo di euro se non di più, mentre solo dopo cinque anni dalla crisi il nostro ministero del Lavoro inizia a cercare ‘spiccioli per i poveri’ … che tanto sono – a confronto dell’ICE e di altri enti simili – i 320 milioni di euro promessi di recente dal Governo Renzi. Per non parlare dei salvataggi miliardari di banche, casse ed istituti …

Quanta miseria e quanta tragedia avremmo alleviato in questi cinque anni, solo mantenendo la soppressione dell’ICE decisa nel 2010?

Demata

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