Pensioni possibili se … Cinque Stelle le vota

6 Feb

Cinque Stelle sta dimostrando di essere un movimento ‘dal basso’ e non solo ‘telematico’ e se sceglierà candidati sindaci di alto profilo e un gruppo di tecnici che li assista come assessori, il movimento fondato da Grillo e Casaleggio potrebbe affermarsi non solo nella provincia, ma anche nelle realtà urbane complesse.

Allo stesso modo, tra pochi mesi – o per la crisi in cui annaspiamo o perchè Renzi dovrà agire pressato dal de-rating e dal dissenso –  i Cinque Stelle dovranno iniziare a spiegarci anche loro a menadito cosa intendono fare per pensioni, diritto allo studio e alla salute più la giustizia, ergo se vogliamo stare in Europa per davvero oppure ritornare ad essere ‘appendice geografica’.

Infatti, l’Italia continua ad aumentare il proprio debito, nonostante i tagli e le tasse di Tremonti, Prodi, Monti e Renzi. Dunque, anche con tutti gli sprechi del mondo, il problema non è solo nelle falle del sistema, ma soprattutto nella stessa struttura di bilancio dello Stato, che è regolata da norme risalenti alla seconda metà dell’Ottocento.

Riguardo le pensioni, in questi anni i Cinque Stelle non hanno mai affrontato la questione, limitandosi agli esodati (della scuola), ai lavoratori precoci (di Ntv e Trenitalia), al ripristino del Fondo per i lavori usuranti. Stop.

Dunque,  i Cinque Stelle hanno operato finora come se la riforma Fornero avesse danneggiato poche decine di migliaia di anziani e non, come è nei fatti, milioni di malati invalidi e lavoratori senior con almeno trent’anni di contribuzione, più le loro famiglie …

E’ come se i Cinque Stelle dimenticassero che all’ordine del giorno (in Parlamento come sui posti di lavoro) abbiamo:

  1. (dal 1992) la ‘flessibilità’ in uscita e il superamento del sistema ‘a ripartizione’ che scarica sul futuro gli errori del passato , tra cui il dibattito sindacale sullo ‘scalone’ (2009)
  2. (dal 1994) le normative e tutele inappropriate  per quanto riguarda gli ‘invalidi’, cioè quel 30% di lavoratori over55 con almeno due malattie croniche e salute ‘non buona’, secondo Istat e persino l’Inps,
  3. (1999) i referendum radicali di Marco Pannella per l’abolizione del prelievo forzoso del 9,9% del reddito per l’assicurazione sanitaria
  4. (dal 2001) la libera concorrenza nel comparto assicurativo e superamento del “monopolio di Stato” rappresentato da Inps e SSN
  5. (dal 2004) l’esclusione di migliaia di malattie rare dall’elenco dei punteggi invalidanti, con la conseguenza che molti pervengono al requisito di invalidità solo a seguito di effetti lesionali causati da queste patologie
  6. (dal 2011) l’esclusione dei periodi salatamente riscttati dal computo della precocità lavorativa e l’esclusione del riconoscimento previdenziale ‘a partire dalla nascita’ per le malattie congenite (escluse sordità e cecità) .

Soprattutto, come il PD di Renzi, i Cinque Stelle non vedono che proprio le pensioni costituiscono il ‘buco’ nei conti pubblici e la ‘palla al piede’ dei vincoli  di cui il furbo Matteo incolpa l’Europa:

  1. le pensioni dei lavoratori rappresentano più di un terzo della spesa in bilancio dello Stato, praticamente metà del PIL annuo,
  2. in qualunque nazione, contributi e rendite dei lavoratori non hanno niente a che vedere con i bilanci pubblici
  3. secondo leggi italiane e sentenze europee, queste somme (oltre 200 miliardi di euro) sono versate ed erogate dall’Inps che non è lo Stato bensì un ente assicurativo come Generali o Lloyds.

Se delle pensioni se ne occupasse per davvero e solamente il sistema previdenziale in libera concorrenza, il nostro debito scenderebbe dal 132% in incremento a circa il 95% in decremento, i nostri Titoli di Stato andrebbero a ruba, tutte le banche ritornerebbero in salute, la Giustizia troverebbe il metodo per rendere i processi brevi e la legge certa e prevedibile, ci sarebbero i soldi per creare lavoro e consumi finanziando istruzione, sicurezza, difesa, ambiente e welfare, giovani, donne, malati …

In Parlamento c’è una legge onesta proposta da un uomo onesto, Cesare Damiano, l’hanno firmata fior di parlamentari e attende di essere votata dal lontano 2013. Non è il toccasana, ma almeno avvierebbe la transizione e, soprattutto, l’attendono tutti i lavoratori over50 e le loro famiglie.

Va bene che Damiano è del PD, ma è anche antirenziano e sono vent’anni che batte questo tasto.
Cosa aspettano i Cinque Stelle ad appoggiarla?

leggi anche Pensioni flessibili: perchè il PD non vuole?      Cosa si aspetta davvero da noi l’Europa?

Demata

5 Risposte to “Pensioni possibili se … Cinque Stelle le vota”

  1. al febbraio 6, 2016 a 11:21 am #

    Ma chi ha scritto l’articolo sa di cosa parla?ha scritto delle baggianate che fanno il gioco delle assicurazioni e delle banche che da 20 anni tentano di entrare nel sistema pensionistico italiano, il quale, se detraiamo dalla spesa lorda totale l’assistenza e le ritenute irpef alla fonte, ha un costo di poco superiore al 10% del pil e quindi perfettamente in linea con la media europea……perche’ chi ha scriito l’articolo, non si taglia il suo di stipendio?…tanto per intenderci; anziche’ fare il ganzo con i quattrini degli altri?…..

    • demata febbraio 6, 2016 a 11:48 am #

      Certo che so di che baggianate scrivo: ho vissuto anche fuori dall’Italia, dove previdenza e salute dei lavoratori sono gestite tramite public companies, a volte persino sindacalizzate.
      Le pensioni dei lavoratori canadesi sono garantite da un fondo sindacale che ha comprato anni fa gli autogrill italiani con una rendita del 14% annuo, quelle dei metalmeccanici di Detroit sono in mano ai sindacati e fino all’anno scorso vertevano su azioni Chrysler.

      Baggianate come gli amici e parenti in USA che con 100-200 $ al mese (meno di quanto viene prelevato su un nostro stipendio da 1.000 netti al mese) hanno servizi sanitari migliori dei nostri …

      P.S. Il mio stipendio, a parità o con maggiore aggravio, è molto al di sotto della media UE e quasi alla pari di quelli dei paesi emergenti.

  2. Ellesmere febbraio 7, 2016 a 8:21 am #

    Il NS sistema previdenziale retributivo con aggiustamenti età e parametri conversione ( dopo lo 0,9 la scala termina!) sarebbe stato perfetto e autosufficiente. Il sistema è da valutare al netto degli abusi. Il contrario non è onesto! Più del 50% retributivo ha eccezioni. Media ultimi 10 anni non vale x statali; 80% max vale solo x privati, categorie con reversibilità 100% etc. Forse ben più del 50% retributivi è fuori STD. Non c’è sistema che tenga se poi viene sbriciolato dalle norme personalizzate.

    • demata febbraio 7, 2016 a 9:29 am #

      Purtroppo ormai la frittata è fatta e lo squilibrio del bilancio pubblico sta paralizzando da anni la nostra economia e la nostra occupazione.

      • ellesmere febbraio 7, 2016 a 11:17 am #

        Demata.
        La frittata è fatta nel senso che il totale dei conti ( PIL, Debito) è quasi (vedi * dopo) incontestabile ed è utilizzato funzionalmente a far passare quel che si vuole, della serie “ho una guerra da combattere, non ho tempo per dettagli! In un paese civile ( e lo sono tutti) la pensione garantisce la vecchiaia ( per giovani, vecchi, poveri ricchi ect) in modo adeguato che non vuol dire sempre in modo contabile.
        C’è chi ha mix di forte pubblico/debole privato ( D, F, noi ect) chi lo fa con: pensione ugualizzate, servizi splendidi e comunque molta diffusione della privata ( Scandinavi), chi ha molto privato e poco pubblico ( anglosassoni.).
        Il principio che è giusto perché tanto dai tanto ricevi è una fesseria e non esiste in nessuno stato civile. Dovresti scendere dal treno prima della tua destinazione perché il biglietto non è capiente, o prenderlo gratis perché hai gia pagato tasse in eccesso rispetto ai tuoi consumi x salute, scuola, sicurezza ect. Se Boeri presentasse correttamente i dati INPS vedresti un’altra storia. Certo è più comodo prendere il 33% dei lavoratori e remunerarlo a PIL ( 0,1%?) anziché obbligare il Tesoro a emettere BTP 30nnali a 3,5%. E, per inciso il mese 1 del giovane lavoratore blocca per 42 anni il capitale più 20 a scalare!
        Fare le SLIDES è potere.
        Se leggevi la Stampa del 3 feb trovavi
        ” Ferrari, 2015 crescita record”.
        La Repubblica stesso giorno ( con Calabresi li da 3 giorni) titolava ” “Il debito affonda il titolo Ferrari”. Se Montezemolo fosse ancora in Ferrari non penso avremmo letto sulla Stampa questo titolo.
        Boeri si lavora INPS nella stessa maniera, finalizza i dati alla teoria: fatti un fondo privato perché questo scompare. Se vedi cosa altro fa Boeri si capisce anche il perché.

        **** Il totale del PIL Italiano manca del 30% di sommerso e nelle statistiche sta a numeratore delle spese, quindi 70 e non 100. Nelle spese ( numeratore) noi carichiamo anche i biglietti aerei per mandare Marino a messa in USA ect etc, è un vero miracolo se stiamo nel 2,5% di deficit!
        Se le slides le facessero giuste allora si capirebbe che con 33% ( record EU) le pensioni, ( CALCOLATE GIUSTE ANCHE SE RETRIBUTIVE) ci stanno, le porcherie no.
        Per inciso, tanto per VOLERCI MALE, è anche bello dire che siamo i primi per spesa pensioni in EU ( 16% su PIL) dimenticando che il perimetro D ( ad esempio) è tax free, il nostro include IRPEF e fa 30% media!, che in UK il perimetro pensioni VERO è quello aggregato ( privato e pubblico) considerando la vastissima diffusione del primo e ce n’è per tutti, anche per le Canarie dove sembra che un Italiano possa vivere da VIP con 1000€ mese. Non è vero, ma è vero che molti 800€ mese sono figli di: evasione alta; contribuzione bassa; risparmi occulti disponibili, meglio se cross-border!
        Io ci sono stato, belle, benzina meno cara, ma le cene a 10€ non esistono ( e non parlo di alta stagione). Ci tornerei, ma non per risolvere problemi economici da 1000€mese!
        Saluti

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