Ballottaggi: le urne semivuote. Il PD sconfitto dagli scandali e dall’inerzia

15 Giu

Ballottaggi, come in Liguria, un elettore su due diserta le urne ed il Pd perde Venezia e Arezzo. Renzi precisa che “non è una mia sconfitta” e, paradossalmente, ha ragione come in parte avrebbe torto.

Innanzitutto, quello che balza all’occhio è l’assenza (sembra definitiva) di alternative ‘a sinistra’, siano SEL o PRC oppure i Verdi come l’Italia dei Valori.
Un bel 10% dell’elettorato non è rappresentato: è quello che va in piazza con la CGIL e che sostiene gli attuali dissidenti del PD, ma un partito da votare non ce l’ha.

Poi, c’è l’atteso effetto degli scandali del PD romani e delle cooperative dei servizi esternalizzati: rubare ai poveracci e favorire i raccomandati sono tabù per l’elettore di sinistra, convinto da sempre di essere superiore moralmente.
Non sappiamo quanti elettori vedano ormai con sospetto certi rapporti ‘storici’ del PD con il mondo cooperativo, ma Mafia Capitale ha cambiato totalmente la percezione solidaristica e positiva di prima. Intanto, accade che un uomo onesto come Casson sia stato sconfitto a Venezia, mentre un personaggio discusso come De Luca vinca in Campania grazie al sostegno dei vertici nazionali.

Infine, c’è il nodo lavoro-pensioni, che attanaglia tante famiglie con genitori anziani e figi disoccupati e che dura ormai da cinque anni.
Nessuno dimentica il totale silenzio del PD e della CGIL ad avallo delle disastrose ‘riforme’ di Mario Monti ed Elsa Fornero. Ed oggi che ci sarebbe l’urgenza di risolvere il pasticcio previdenza che blocca la crescita occupazionale … Damiano, Camusso, Padoan, Renzi, Poletti, Boeri e chi più ne ha più ne metta … potremmo arrivare a dicembre del 3015 continuando a discuterne.

Se alle prossime elezioni politiche, la Sinistra non vorrà trovarsi con un miserrimo 25% deve superare questo bivio: l’elettorato è deluso, disorientato, diffidente.

Si potrebbe almeno cauterizzare la ferita nel consenso elettorale che il  protrarsi delle indagini e degli scandali di  Mafia Capitale comporta, commissariando Roma e il Lazio e portandole a nuove elezioni con nuovi candidati.
In secondo luogo, è tempo che nasca un partito ‘a sinistra’ del PD: la CGIL ha sempre svolto un ruolo politico e non solo sindacale nel nostro Paese, al Senato i ‘dissidenti del PD’ sono abbastanza per formare un gruppo.

Ed è il momento che Renzi faccia breccia e porti ad attuazione almeno un tot delle tante cose che ha messo in campo. In alternativa, sarà molto difficile mantenere la sua immagine di ‘vincente’ su cui fonda buona parte della sua forza.

Demata

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