Pensioni: arrivano i licenziamenti per gli over55?

21 Mar

Che sulle pensioni ci fosse da intervenire già con il subentro di Enrico Letta a Mario Monti lo sapevamo tutti, come sapevamo che – introdotte le norme sugli esodati e il jobs act – c’era da avviare quelle sul ‘salario minimo’ o ‘reddito di cittadinanza’ che dir si voglia.

E, invece, non si è fatto nulla, assolutamente nulla. Neanche del processo Mastrapasqua si sa nulla ed è incredibile che si sappia tutto di tutto sull’ex comandante Schettino, che guidava il Costa Crociere, ma non sull’ex direttore dell’Inps, che sta morendo per dissanguamento.

Cosa doveva riformare il PD? Poco, molto poco.

Innanzitutto, c’erano da abrogare alcune circolari dell’Inps, che escludono tutte le malattie rare dagli scivoli (due mesi per anno per massimo cinque anni) riservati alle malattie congenite dalla nascita. Oppure c’era da ricordarsi che il Contratto di oltre un milione di docenti contiene l’obbligo di residenza per i parenti invalidi, cosa che la stessa Inps dovette ritirare perchè illegittima, ma ‘sfuggita’ agli agguerritissimi sindacati della scuola. Invece, approfittando del fatto che non c’è tribunale di riferimento per una mostruosità simile, restano iniquità a macchia di leopardo e chissenefrega …

old-workersPoi, c’era da mettere fine alle pensioni d’oro, incluse quelle già in erogazione, ma … figuriamoci se Renzi, Maida & co. andavano a tagliare il gruzzoletto che, dopo babbo e/o mamma, stanno accumulando anche loro … bastava questo per rimettere in sesto la barca …

Infine, la questione sociale: anche nella Germania o nel Giappone degli Anni 80  accadde che il lavoro dei giovani del dopoguerra mondiale venisse protratto fino a 48 anni di servizio, come oggi lo si chiede ai reduci degli ‘Anni di Piombo’ e della ‘Pantera’ che già hanno pagato un prezzo altissimo all’Italia di allora, spartita com’era tra Mafia e Comintern. L’attuale direttore dell’Inps, Tito Boeri, parla di ‘reddito minimo’ tra i 55 ed i 65 anni (link), preavvisando – dunque – il licenziamento in massa nel corso dei prossimi anni di chiunque raggiungerà quell’età … ed una pensione da fame comunque per tutti coloro che oggi hanno uno stipendio ‘normale’.

Così, tra non molto, l’Italia sarà tra i primi paesi al mondo ad ‘abituarsi alla diseguaglianza’ come preannunciava al Daily Telegraph nel 2009 Lord Griffith, il numero due della Goldman Sachs. Da un lato gli ex Sessantottini, saldamente pensionati, ed i  loro figli, ormai ultraquarantenni e ‘sistemati’; dall’altro i ragazzi del ’77 e della Pantera, che vedono la pensione allontanarsi mese su mese, ed i loro figli ventenni in cerca di un lavoro che sarà a diritti progressivi … magari mai.

Facile per qualunque analista prevedere che – esauritosi tra 5-10 anni il serbatoio dei (post)comunisti ultra sessantenni – tra due legislature il Partito Democratico e l’Italia dovranno confrontarsi con la propria sudditanza ai ‘grandi vecchi’ del nostro Paese ed i misfatti che inevitabilmente combineranno i loro figli, dato che ‘solo chi non fa non sbaglia’.

Oggi siamo ancora nella Seconda Repubblica, quella che proprio il neopresidente Sergio Mattarella creò con il Mattarellum, e per veder nascere la Terza ce ne vorrà ancora.

originale postato su demata

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2 Risposte to “Pensioni: arrivano i licenziamenti per gli over55?”

  1. Lucia marzo 22, 2015 a 10:11 am #

    Non ci scordiamo delle pensioni ai parenti ultrassessantacinquenni degli emigrati, che poi se ne ritornano al paese e i figli continuano a percepire per delega…..Controlli pochissimi,: quando arrivano basta dire che ll genitore e’ in vacanza e i controllori se ne stanno.
    E poi i vitalizi d’oro, che consentono di continuare a lavorare, le pensioni d’oro multiple,le pensioni baby percepite da alcune anche per il doppio degli anni dell’attivita’ lavorativa (vissuti magari con un paio di gravidanze:.) ecc ecc

  2. riccardo donati maggio 27, 2015 a 7:34 am #

    Oltre l’abbassamento della soglia di età pensionabile e il riconoscimento dei lavori usuranti, doverose e giuste riforme all’aberrante riforma Fornero, che sarebbero auspicabili da parte di un governo equo, un segno di grandezza morale, l’ha data il Prof Tito Boeri con la sua proposta. Riconoscendo l’urgenza di un provvedimento per quei lavoratori over 55, che stanno perdendo il lavoro a migliaia e che sono il sostentamento di famiglie con a carico figli ancora disoccupati, ha evidenziato bene le caratteristiche di pensiero che dovrebbe avere un uomo di stato. La sua proposta prevede un adeguamento degli enormi privilegi di cui certe persone godono, che, in questo frangente stonano più che mai.
    Il suo imput speriamo possa scrollare questa classe politica, oramai da troppi decenni adagiata in un mondo fine a se stesso, parallelo e distaccato dal comune cittadino di questo stato.

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