La crisi del rublo in quattro mosse

17 Dic

Alcuni ricorderanno che per anni si è atteso che la Cina Popolare ‘frenasse’ e rivalutasse lo Yuan rispetto al Dollaro. Sappiamo che questo non si è verificato e che, anzi, è stata la valuta USA a cedere – specie verso l’Euro durante la prima fase della crisi, quando a cedere furono i subPrime – per poi risalire la china come da qualche tempo accade.
Beh, che alla lunga il soggetto valutario più debole cedesse (o pilotasse una svalutazione), era una ipotesi da mettere in conto.

Altri sanno che Cina e Russia stanno chiedendo di ritornare all’oro come valore di riferimento, anzichè il Dollaro, e sanno che gli USA per ovvi motivi sono del tutto contrari e che la Germania compra in Euro e paga in Dollari, cavalcando e interferendo – ovvero lucrando – con gli scambi e gli apprezzamenti delle due valute.
Se foste un russo e campaste vendendo risorse minerarie, svalutereste anche voi di un tot oltre il limite, in modo da interrompere sia il predominio di uno sia il lucro dell’altro.

Rublo PutinTemo, inoltre, che pochi ricordino come svalutare drasticamente sia il sistema migliore per ‘pareggiare’ uno Stato dove alcuni vivono da nababbi senza ‘produrre’ e tanti vivono in miseria, ma dove c’è ancora una forte presenza manifatturiera: i generi di lusso e quelli importati vedranno i propri prezzi salire alle stelle, la produzione locale resta calmierata con ricadute positive sull’occupazione.

Il quarto motivo per svalutare il rublo sta tutto nell’embargo voluto da Obama e le ricadute pessime sull’export russo, che vede in prima fila il fucile d’assalto Kalashnikov. Prima dell’embargo la sola richiesta interna USA era del 200% rispetto all’import, con un prezzo base di 600$. Oggi una carabina Saiga costa 1500$ sul mercato nero ma la fabbrica ha ridotto la produzione di un terzo a causa dell’embargo. Domani, dopo il crollo del rublo, quanti Kalashnikov (ed armamenti russi di vario genere) in più si venderanno nel mondo e … quanti problemi in più avranno USA e UE in Africa, Asia e Latinoamerica?

Ricordate l’Italietta del milione di baionette mussoliniane? Un tot arrogante e coloniamente molesta (agli Inglesi), ma sostanzialmente ‘innocua’ sul fronte bellico fino a quando qualcuno pensò di metterla alla corda con un embargo … dimenticando che in tal modo si costringe uno Stato – qualunque esso sia Russia inclusa – ad entrare in una cosidetta ‘economia di guerra’.
My compliments ai Democrats di Kerry e  Barak Obama, si stava meglio quando c’era Hillary …

originale postato su demata

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