Mercato immobiliare meno 11-16%: peggio di una patrimoniale all’anno

3 Ott

A partire dal 2010 fino a d oggi, in quattro anni, i prezzi delle case sono scesi dell’11,2%. Più esattamente potremmo dire che è crollato dell’11% il valore immobiliare italiano e – sapendo che la maggior parte delle famiglie investe i propri risparmi in case – hanno perso l’11% delle proprie proprietà tutti coloro che hanno una prima casa.
Undici per cento per modo di dire, dato che se valutiamo solo le case he già esistevano nel 2009, il deprezzamento è del 16%, praticamente un sesto del valore. E aggiungiamo che secondo Global Property Guide – l’Italia ha un rapporto tra ‘costo delle case’ e PIL del 22,17x a fronte di una Germania che è al 9,64x: a parità di stipendio le case qui da noi costano più del doppio e senza contare i mutui e gli interessi.

valore delle case 1995-2013

Famiglie, lavoratori, italiani che non sanno se sperare che risalga l’inflazione e con lei, però, le rate del mutuo oppure tener fermi gli interessi ma vedersi svalutare di altrettanto la casa.

Dunque, possiamo dirci che la Patrimoniale che Mario Monti non volle fare, s’aveva da fare: gli italiani ci avrebbero rimesso molto di meno del 10-15% in quattro anni, senza parlare delle tasse esose e taccagne che ci impongono da anni e anni.
E possiamo anche iniziare a prendere atto che con questa svalutazione immobiliare e con quelle tasse, arriviamo ad un’erosione superiore al 30% della ‘situazione patrimoniale effettiva’ delle famiglie e delle aziende.

Anzi, potremmo addirittura affermare che la ‘situazione patrimoniale effettiva’ delle imprese piccole e piccolissime è improponibile in termini di competitività: gli ammortamenti in immobili si svalutano, le tasse gravano molto di più che in Europa, l’energia costa un tot extra a causa delle imposte, la burocrazia incide sulla produttività a livelli devastanti, i servizi costano un occhio e la giustizia fa attendere anni, cioè tempo e denaro. Non è improbabile che tutto questo comporti un aggravio di bilancio non inferiore al 50%: come correre con una gamba legata.

Una vera follia gestionale della nostra Finanza Pubblica che dal 2010 ad oggi ha pensato a salvare la cassa – dopo averla svuotata – invece che salvare gli italiani, se le differenze di rendimento tra Immobili e BTP a 10 anni vedevano un stacco di un punto percentuale nel 2008, oggi in pratica sono al -4% annuo e il crollo era vistoso già nel 2011, quando i BTP a dieci anni iniziarono a rendere quasi il doppio delle abitazioni (Ufficio studi AITEC su dati Agenzia del Territorio e Banca d’Italia).

Rendimento Abitazioni BTP decennale AITEC

Resta solo una domanda: che facciamo se tra un paio di anni le nostre case saranno crollate di un altro 7-10%, con le famiglie che andranno a pagare mutui di un valore ormai doppio rispetto al reale?

originale postato su demata

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