Giudizi tributari: decine di miliardi di euro pendenti che l’Erario non incassa

20 Mag

“In Campania ci sono oltre 68mila giudizi tributari pendenti per un controvalore di circa 4 miliardi di euro.” (Domenico Posca, presidente di UNICO – Unione commercialisti italiani)
In Italia, i contenziosi triutari rappresentano  la maggioranza delle controversie, ma quasi la metà, il 41,76% del totale, ha un valore massimo di 2.500 euro, pi un altro 26% che rientra nella fascia 2.500-20.000 euro. Meno del 3% quelli tra 250.000 euro e un milione,  1,39% quelli oltre il milione di euro. Il volume annuo del contenzioso complessivo (dati 2013) è di circa 37 miliardi di euro.

Una situazione venutasi a creare perchè “pochi e mal pagati, sostengono i giudici tributari. Lo ha illustrato con la sua relazione annuale il presidente del Consiglio della Giustizia Tributaria Mario Cavallaro, ex parlamentare del Partito Democratico, nel corso della Giornata della Giustizia Tributaria nell’Aula Magna della Cassazione.” (Il Giornale)

In realtà, solo in Campania ci sono oltre 1,3 milioni di procedimenti civili e penali pendenti (lo denunciavano sempre i commercialisti), e certamente non è possibile assumere un’armata di magistrati sia per smaltirli sia per evitare, in futuro, che si accumulino: quel che serve è semplificazione.

Ed, infatti, per sbloccare almeno 3-40.000 contenziosi tributari di minore entità in Campania (ed in Italia chissà quanti), UNICO annuncia che “chiederemo al Ministro della Giustizia Andrea Orlando di allargare ai commercialisti il novero di soggetti cui delegare la gestione e la definizione stragiudiziale delle controversie in corso e, quanto meno, di prevedere la partecipazione di un commercialista, quale consulente tecnico, in ausilio al soggetto cui sarà delegata la decisione del contenzioso tributario”.

Una proposta che sensata visto che già sono migliaia i commercialisti che hanno svolto incarichi di tribunale in Campania.

Parliamo di 4 miliardi di entrate tributarie – o anche solo la metà – che sarebbero una manna dal cielo per Napoli e la sua regione.
Parliamo di almeno un paio di annualità arretrate che potremmo smaltire da qui alla fine del 2015 in tutta Italia, con  diverse decine di miliardi di entrate extra per l’erario, ovvero per spalare almeno un po’ il debito pubblico.

Intanto, constatiamo che la ‘lotta all’evasione’ e a ‘furbetti ed abisivi di turno’ diventa iniqua, se poi i processi si arenano e a pagar le tasse sono sempre gli stessi.
E parliamo di uno Stato che emana leggi che non riesce a rendere norma, se solo in Campania abbiamo oltre un milione di processi pendenti. Qualcosa, tra procedure ed organizzazione del lavoro, proprio non va.

Matteo Renzi provveda: è impensabile – se vogliamo uscire dal declino – una tale stagnazione tributaria e finanziaria.

originale postato su demata

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