Metodo Stamina: quello che dovremmo sapere

18 Nov

Le cellule staminali sono cellule primitive non specializzate, dotate della capacità di trasformarsi in diversi altri tipi di cellule del corpo attraverso un processo denominato differenziamento cellulare.

La cellula indifferenziata (ndr. la cellula staminale) può potenzialmente proliferare all’infinito generando altre cellule indifferenziate e questo ciclo perpetuo si interrompe solo con il differenziamento, cioè nel momento in cui la cellula diventa  tessuto epiteliale o connettivo oppure muscolare o, ancora, nervoso.

Per queste peculiarità le cellule staminali sono state candidate da anni a diventare i “pezzi di ricambio” ideali per riparare gli organi o apparati danneggiati da una malattia, come da anni avviene per curare linfomi e leucemie.
La speranza per tutti i malati di tumore che si arrivi a comprendere meglio i meccanismi cellulari che distinguono le staminali del cancro da quelle che sostengono il normale ricambio di tessuti dell’organismo per colpirle in maniera mirata.

Dunque, l’attenzione dei ricercatori è focalizzata da anni sui possibili utilizzi a scopo terapeutico delle staminali, che però sono da ritenersi validi solo se gli esperimenti rispettano le linee guida che la principale società scientifica internazionale per la ricerca sulle cellule staminali (ISSCR) ha definito soprattutto per evitare l’omissione dei rischi relativi, ma anche per evitare speculazioni e promesse disattese.

 Il rischio principale, per ora, è quella di formazione di tumori, provocati da cellule staminali che si sono differenziate in modo incompleto ed anomalo e, potenzialmente molto aggressivi, dato che la quota di cellule staminali in un tumore è correlata alla sua aggressività e la loro persistenza dopo le cure è correlata a sua volta al rischio di recidive a distanza di tempo. Con l’utilizzo di cellule staminali ‘mature’ sembra che questo rischio sia molto contenuto.

Sempre nel caso delle terapie con staminali, non pochi media hanno menzionato le staminali collegandole all’eterna giovinezza, all’immortalità, all’eugenetica ed è possibile che questa, più che la clonazione, sia la strada giusta per trasformarci in dei … per alcuni è un sogno, per altri un rischio. Un serissimo rischio.

Il problema, in termini concreti, resta quello delle speculazioni e delle promesse disattese, che operano al di fuori dei parametri di rischio -sicurezza -efficacia definiti da organismi internazionali e che alcuni potrebbero considerare erroneamente come un fenomeno di nicchia e, soprattutto, estraneo al nostro sistema universitario /ospedaliero pubblico.
Per farsi un’idea di quale sia l’entità del fenomeno in Italia, basterebbe chiedersi quale sia la validità scientifica e terapeutica delle così dette “cure compassionevoli“, introdotte dal decreto Turco del 2006 e reiterate dal ministro Fazio nel 2008, che non riguardano solo il “metodo Stamina”, ma tutto un settore di terapie di efficacia non provata secondo le autorità scientifiche e spesso somministrate solo in base a ordinanze e sentenze di tribunali italiani.

Una questione scabrosa e tutta tipicamente italiana, dato che se la sanità pubblica deve farsi carico di curare nel miglior modo possibile, proprio per questo motivo non deve assolutamente spendere denaro pubblico per una terapia che dal punto di vista scientifico non è dimostrata, come ricordavano mesi fa numerosi scienziati internazionali, in un’accorata lettera al ministro italiano per la Salute, definendo il  Dl Balduzzi “un attacco alle regole” della ricerca che creava un precedente “unico nel mondo occidentale.

Nel caso del “metodo Stamina”, Blitzquotidiano riporta che la” Stamina Foundation è attiva dal 2009 e ha curato 65 pazienti. Ma Vannoni e Andolina sostengono di aver ricevuto più di 10 mila richieste. Alcuni depliant, ora acquisiti dalla Procura di Torino, parlavano di oltre mille casi trattati, con percentuali di recupero dal 70 al 100%.

Intanto “all’ospedale di Trieste ‘Burlo Garofolo’, dove fino al 2011 ha lavorato Andolina, è stata condotta una ricerca su cinque bambini curati con le staminali mesenchimali, pubblicata poi nel dicembre 2012 sulla rivista scientifica Neuromuscolar Disorders: i bimbi, dai 3 ai 20 mesi, non hanno avuto effetti positivi dalla cura. Due su cinque sono morti.”

La rivista scientifica Nature di recente ha accusato il metodo Stamina di frode scientifica,  dimostrando che le immagini riportate nella richiesta di brevetto US 12/964,941 del 2010  erano state copiate da due articoli russi. Solo dopo questa rivelazione, il presidente di Stamina Onlus, Davide Vannoni, dichiarava di aver collaborato proprio con i ricercatori e di averle usate con il loro permesso. Peccato che Nature abbia anche accertato che le immagini descrivessero due esperimenti molto diversi (“very different experimental conditions“) …

Nature precisa anche che l’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti ha emesso un rifiuto ‘pre-finale’ del brevetto del metodo Stamina, per “non sufficienti dettagli sulla metodologia e per l’improbabilità che la differenziazione si verifichi durante il periodo di incubazione molto breve che è descritto“, ammonendo anche su come la coltura rischi di “derivare da cambiamenti citotossici”.

Ma c’è dell’altro.
Incredibilmente, l’atrofia muscolare spinale (SMA1) non è tra le patologie proposte per la sperimentazione dallo stesso Davide Vannoni al Ministero della Salute.  Eppure, la SMA1 è la patologia più trattata finora con il Metodo Stamina (fonte Associazione Famiglie SMA), e è stata la “protagonista” del programma televisivo Le Iene che ha fatto conoscere il metodo al grande pubblico. Per tale patologia i sostenitori del metodo Stamina hanno dichiarato una eccellente efficacia (fonte Movimento Pro Stamina) e anche la Fondazione Stamina ha sostenuto che la SMA 1 è l’unica malattia su cui sono disponibili «dati scientifici, con miglioramenti certificati e monitorati anche da medici esperti della patologia» (fonte Wired del 6 agosto 2013).

Come c’è un lungo iter di indagini che Wikipedia riporta sintenticamente riguardo Davide Vannoni, dottore in lettere e filosofia ed imprenditore del marketing, prima di decidere di dedicarsi alla ricerca sulle staminali, “mettendosi in società, tra gi altri, con due biologi ucraini [13] (Vyacheslav Klimenko e Olena Shchegelska[14]), prima stabilendosi a Torino, nel sottoscala della sua azienda di ricerche di mercato[13] e, in seguito, dopo l’entrata in vigore della disciplina europea del 2007 sulle terapie con staminali, a San Marino”.[12]
La provenienza dal settore marketing di Davide Vannoni si può ben ‘apprezzare’ – secondo Wikipedia – nei “depliant che parlano di «oltre mille casi trattati, un recupero del danno dal 70 al 100 per cento (90 ictus con 72 recuperi […]), una gamma di una ventina di malattie trattate»[15] e da dei video che mostravano «un ballerino russo affetto da parkinson che si alzava dalla carrozzella e tornava a ballare», «di una giovane paralizzata dalla SLA che riprendeva a camminare», «Di un uomo che guariva da una grave forma di psoriasi alle mani»[16][17].”

Solo “nel maggio del 2009, in seguito ad un articolo del Corriere della Sera[15] e ad un esposto di un dipendente della società Cognition, di cui Vannoni era amministratore, viene avviata un’inchiesta” e “sul finire del 2009 compaiono sulla stampa diversi articoli giornalistici sulle attività di Vannoni, coinvolto in un intreccio di società e la fondazione Stamina.[12] La stampa riporta di come Vannoni prometta la cura di molte malattie neurodegenerative per cifre che oscillano dai 20.000 ai 50.000 euro,[12][17] utilizzando metodi poco chiari e a volte con danni e conseguenze indesiderate[19][20][17] L’inchiesta di Guariniello coinvolge anche San Marino, dato che le cure venivano praticate anche in un centro estetico sammarinese privo di autorizzazione medica.[21] Nell’agosto 2012, la procura dispone il rinvio a giudizio di 12 indagati, tra cui alcuni medici e lo stesso Vannoni, per ipotesi di reato di somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica, truffa e associazione a delinquere.” (fonte Wikipedia).

Intanto, dal 2011[12] “grazie all’interessamento del dottor Marino Andolina, divenuto collaboratore di Vannoni, il “metodo Stamina” veniva praticato come cura compassionevole nell’Ospedale di Brescia, ma agli inizi 2013 viene sospeso in seguito a un’ispezione dei NAS e dell’AIFA, in cui fu rilevato il mancato rispetto dei requisiti di sicurezza e igiene e la carenza nella documentazione prescritta dalla legge“.[22][3]

Per non farsi mancare nulla, circola in rete un’intervista ad un commerciante 54enne, che oggi ha metà del corpo paralizzato, dove accusa Davide Vannoni e la Stamina Foundation di cure inefficaci se non nocive.
Mi hanno prenotato l’impianto delle cellule staminali in un centro estetico di San Marino. All’ingresso la prima cosa che ho notato è stata la pubblicità di un trattamento dimagrante. C’erano i dottori Ferro e Fungi, una bellissima infermiera di Alba. Il ragazzo che stava facendo le pulizie, a un certo punto si è messo il camice ed è entrato con noi in una stanza. Li ho visti trafficare con un siringone pieno di un liquido biancastro. Mi hanno fatto sedere su un tavolo. Il ragazzo delle pulizie mi ha abbracciato con un cuscino e mi ha tenuto le gambe, mentre loro iniettavano nel midollo spinale”.
Mi avevano prenotato una stanza all’hotel Passepartout di San Marino. Mi avevano assicurato che sarei stato tenuto sotto osservazione nelle ventiquattro ore successive all’intervento. Stavo guardando un film western alla televisione, quando mi sono sentito male. Ho avuto una crisi epilettica: la prima della mia vita. Schiumavo dalla bocca. Stavo per morire. Mi ha salvato un amico che mi ha accompagnato nel viaggio della speranza”. (Direttanews)

Mentre la realtà dei fatti prende corpo anche per il sistema dei media, La Stampa, due giorni fa, annunciava la sentenza del Tribunale di Asti che ordina agli Spedali riuniti di Brescia di inserire la bambina astigiana tra i pazienti che inizieranno il ciclo di cure con il ‘metodo Stamina’.

Una vicenda esemplare che si può ridurre ai minimi termini con una sola domanda.
Può un magistrato obbligare il Servizio Sanitario Nazionale a prestare presunte cure che secondo l’Ufficio Brevetti USA, la rivista Nature e gran parte del contesto scientifico nazionale e internazionale di settore presentano “non sufficienti dettagli sulla metodologia” ed è evidente “l’improbabilità che la differenziazione si verifichi durante il periodo di incubazione molto breve che è descritto”, mentre la Procura di Milano avanza un’ipotesi di reato “per somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica, truffa e associazione a delinquere”?

Dunque, tutto nasce dauna legge difettosa che permette che, sotto il termine ‘cure compassionevoli’, il nostro Sistema Sanitario Nazionale paghi non solo i placebo (che è tutto dire), ma anche presunte e costose cure sulle quali aleggiano autorevoli disconferme, se non addirittura sussistono denunce corroborate da indagini approfondite.
Anche nella migliore delle ipotesi la ‘fotografia’ del caso Stamina, come di altri, è questa.

Può una trasmissione popolare come Le Iene scatenare un tale pandemonio – gettando discredito sulla comunità scientifica nazionale e internazionale – senza almeno auto-donarsi un “Tapiro d’oro”?

 originale postato su demata

5 Risposte to “Metodo Stamina: quello che dovremmo sapere”

  1. daniele novembre 19, 2013 a 3:46 pm #

    E questo sarebbe un articolo? Basta leggere poco per capire di che livello è. Fa semplicemente vomitare. Tra poco che la verità sarà evidente, vedremo…

    • demata novembre 19, 2013 a 4:15 pm #

      Infatti, non è un articolo.
      E’ solo quello che ha scoperto con un po’ di pazienza un malato cronico con una laurea scientifica in tasca.

      • daniele dicembre 5, 2013 a 8:47 pm #

        E qualcosa comincia ad uscire, vedi sentenza del TAR del Lazio, proprio di ieri. E il bello deve ancora venire… Certe cose si intuiscono senza alcun titolo…

      • demata dicembre 6, 2013 a 3:00 pm #

        La definizione di placebo coincide perfettamente con quella di ‘cure compassionavoli’.
        In un paese cattolico è davvero difficile affermare concetti scientifici, ma cosa conta … l’importante è declinare e degradare l’Italia.
        Non a caso abbiamo sentenze che raccontano cose opinabili sugli esplosivi (strage di Bologna), che condannano scienzati perchè non prevedono terrremoti, che mandano impuniti buona parte dei reati ambientali, eccetera: l’importante è credere nei miracoli, o no?

  2. paolo dicembre 5, 2013 a 9:18 pm #

    ….Certo che si può: siamo in Italia dove si imbastisce una commissione fasulla …….. attenzione che la verità prima o poi.

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