Fritjof Capra: l’evoluzionismo sociale come traccia d’esame

21 Giu

La traccia D della prima prova dell’esame di maturità che mercoledì 19 giugno 2103, ha preso il via per quasi 500mila studenti, sta raccogliendo critiche e contestazioni d parte della comunità scientifica italiana.

Infatti, viene riportata una frase del fisico austriaco Fritjof Capra che nel saggio “La rete della vita”, edito nel 2001, afferma che: “Tutti gli organismi macroscopici, compresi noi stessi, sono prove viventi del fatto che le pratiche distruttive a lungo andare falliscono. Alla fine gli aggressori distruggono sempre se stessi, lasciando il posto ad altri individui che sanno come cooperare e progredire. La vita non è quindi solo una lotta di competizione, ma anche un trionfo di cooperazione e creatività. Di fatto, dalla creazione delle prime cellule nucleate, l’evoluzione ha proceduto attraverso accordi di cooperazione e di coevoluzione sempre più intricati”.

E viene chiesto agli studenti di “interpretare questa affermazione alla luce dei loro studi e delle loro esperienze di vita in modo da dare un commento coerente al pensiero di Capra, che prende una netta posizione contro l’arrivismo a favore della più proficua collaborazione tra persone, che vede rispecchiarsi nella natura, in particolar modo negli organismi viventi.”

Ricordiamo che Capra ha dedicato la sua vita allo studio della teoria fisica dei sistemi, divenendo però noto in tutto il mondo con il saggio “Il Tao della fisica”, scritto nel 1975 ed iniziamo col dire che l’affermazione ‘creazione delle prime cellule’ è un’affermazione priva di alcune base scientifica. Non c’è dibattito.
E, prendiamone atto, è un’affermazione che dequalifica per intero la maggiore opera di Fritjof Capra, il “Tao della Fisica”, visto che nè la Fisica (od ogni altra scienza) nè, soprattutto, il Taoismo (come tutte le religioni orientali) prendono in questione la ‘Creazione’. Al massimo parliamo di Big Bang o di ‘onda primordiale’, ‘suono primordiale’ (Aum, Om, Amen eccetera).

Il testo proposto all’esame, introduce un concetto, però, ben più disastroso dell’innocuo e volenteroso credere in un Deus ex machina artefice dell’Universo, sottinteso nell’affermazione “creazione delle prime cellule nucleate”.
Agli studenti si chiede di “dare un commento coerente al pensiero di Capra, che prende una netta posizione contro l’arrivismo a favore della più proficua collaborazione tra persone, che vede rispecchiarsi nella natura, in particolar modo negli organismi viventi.”

Questo si chiama evoluzionismo sociale, una non-scienza madre dell’eugenetica, del razzismo e di tutti i galatei ed i politically correct del mondo.
La madre di tutte le ipocrisie e di tutte le corruttele, se il concetto ‘etico’ basilare delle relazioni sociali è che “chi non collabora proficuamente è meno evoluto”. Il mantenimento di tutti gli status quo, se per “arrivismo” trovassimo ricompresa anche la meritocrazia che permetterebbe anche a chi arriva dalla middle o lower class di ricoprire posizioni apicali, la spinta al cambiamento, presupposto essenziale per il ricambio generazionale, la giusta aspirazione alla realizzazione personale, che le costituzioni nordiche e sassoni ancora garatirebbero.

L’evoluzionismo sociale è qualcosa di cui troviamo tracce fin dai tempi protostorici, con l’appellativo (greco e cinese) di ‘barbari’ diretto verso le popolazioni dei territori Hun, Schyth e Arya (gli indoeuropei), per l’appunto a causa del fatto che ” gli aggressori distruggono sempre se stessi, lasciando il posto ad altri individui che sanno come cooperare e progredire.”
Un tema che ritroviamo, ben incardinato, nella descrizione cattolica dei vichinghi e norreni, definiti come ‘mali homines’ o meglio ‘demoni’, ovvero non-umani, e, soprattutto, nel concetto di ‘uomo evoluto’ tanto caro alle Massonerie ed alla New Age.
Senza dimenticare che anche il mito dell’Ultramensch e l’eugenetica abortista britannica, per non parlare del razzismo contro chi ha pelle scura introdotto dagli islamici circa 1200 anni fa, come le banche del seme di cervelloni ed i tentativi di clonazione di mammiferi odierni, sono un risultato di teorie sull’evoluzionismo sociale, divergenti da quella ipotizzata da Capra.

L’idea che “gli aggressori distruggono sempre se stessi, lasciando il posto ad altri individui che sanno come cooperare e progredire” è, poi, una boutade: basta applicare un po’ di statistica alla Storia.
In Cina sono gli invasori barbari a rappresentare ancora dopo 4000 anni il ceto dominante, nelle Americhe è l’aggressore bianco che domina (a 400 anni dallo sbarco) e di Cheyenne o Maya se ne vedono sempre meno, in Medio Oriente siamo ancora (dopo 1200 anni almeno) al testa a testa tra invasori islamici ed invasori apparentati con gli antichi Rus (Normanni, Sassoni, Ebrei Ekhnaziti/Cazàri). Anche in Africa, dissestata da noi Europei, le nazioni più ‘evolute’ erano quelle guerriere, come i Mandingo, i Masai e gli Zulu.

Ed il ‘progresso’ – sempre che di progresso si tratti, la questione è controversa – l’hanno creato gli aggressori, non i cacciatori-raccoglitori o le comunità protoagricole. Chi, se non i razziatori ed i mercanti (spesso erano coincidenti le ‘professioni’) ha diffuso sementi, buone pratiche, tecnologie? Chi ha trovato percorsi affidabili e delineato piste e basi logistiche? Chi ha addomesticato il cavallo, ottenendo la prima forza lavoro? E la tecnologia del ferro od i sistemi fognari, gli acquedotti e le terme? Eccetera eccetera …

Gli aggressori, se sono individui che sanno come cooperare, riescono a prendere il potere e, desiderando lusso e onori (il così detto ‘benessere’), si danno da fare per ‘progredire’, sia realizzando opere benefiche sia a discapito di altri, secondo la loro propria personale inclinazione e le esigenze esistenti.

Dunque, applicare una scorretta idea creazionista all’evoluzione biologica è già un errore. Ma trasporla all’organizzazione sociale ed alle relazioni umane mi sembra un azzardo ampiamente controvertibile.
Quanto sia esatta la teoria di Capra riguardo “gli aggressori distruggono sempre se stessi, lasciando il posto ad altri individui che sanno come cooperare e progredire” dovremmo chiederlo a chi vive in Medio Oriente od ai cittadini dei paesi ex sovietici, come ai congolesi od ai messicani come a tutti coloro che vivono in un territorio vessato da mafie o guerre negli ultimi 60 anni … e, persino, agli abitanti odierni degli stati ex Confederati d’America.

Per concludere, ricordo che per la Legge del Tao il ‘distruttivo’ non è migliore o peggiore del ‘creativo’. Un concetto che può ampiamente coincidere con tutte le riflessioni e gli studi di ambito biologico sugli esseri viventi ed eventuali condizioni di sovraffollamento …

Il ciclo naturale è quello della Vita e della Morte, non solo della vita, come vorrebbe qualcuno.

Intanto, il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza dichiara, riguardo le tracce d’esame, tra cui quella di cui parliamo che: «Io le ho scelte e me ne assumo la responsabilità».
Un ministro che da sempre si occupa di bioingegneria e, da tempo, coordinatrice dell’Arts Lab (Advanced Robotics Technology and Systems Laboratory) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che crede nella Creazione ed è convinta, come Capra, che la proficua collaborazione tra persone sia un riflesso della natura, in particolar modo negli organismi viventi.

Se c’è ancora qualcuno nelle nostre università scientifiche come in quelle che si occupano di etica, antropologia e religioni, batta un colpo …

originale postato su demata

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