Liberare le carceri, ma come liberare le città?

14 Giu

“San Basilio, casermoni popolari Ater grigi e pieni di sbarre alle finestre, quasi tutti occupati abusivamente: bordi di periferia assassina nella Roma che rotola addosso al nuovo sindaco Marino. … in questo quadrilatero dell’Ater che è l’assurda periferia orientale della borgata, sessantamila anime e 180 spacciatori agli arresti domiciliari contro appena sedici carabinieri, dove di notte comandano le vedette di quattro bande di trafficanti e le retate cicliche degli uomini in divisa punteggiano una lotta spesso eroica e quasi sempre senza mezzi.
«Noi li pigliamo. Ma il paradosso della detenzione domiciliare consiste nel fatto che gli spacciatori vengono costretti a stare esattamente nel posto dove hanno sempre spacciato: a casa loro», sussurra un investigatore esperto ed esasperato. … Che dietro le occupazioni ci sia il racket è un non detto abbastanza ovvio. Si sente aria di mafia calabrese, ma certi pusher vanno a Scampia a rifornirsi. Il clima da conflitto permanente altera il metro di giudizio … Tutti barricati dentro, eccetto i carabinieri. La serratura del loro portoncino è rotta, ci vorrebbero 390 euro per ripararla, una parola. … ” (Corsera)

“Sconto pena maggiore per liberazione anticipata da 45 a 60 giorni per ogni semestre di pena scontata. Liberazione anticipata per chi in custodia cautelare ha una pena residua non oltre i 3 anni. Lavoro di pubblica utilità per i tossicodipendenti. Sono alcune delle misure del decreto carceri contenute in una bozza diffusa dall’Ansa e che andrà al prossimo Cdm.
Tra le altre novità, si prevede che quando la pena residua da scontare, computando le detrazioni per buona condotta, non superi i 3 anni, o i 6 per i reati commessi da tossicodipendenti, il pm “trasmette gli atti al magistrato di sorveglianza” perché provveda “senza ritardo con ordinanza” alla riduzione della pena. Quando questo stesso quadro riguardi la custodia cautelare, si prevede che il pm “trasmette gli atti al magistrato di sorveglianza per la decisione sulla liberazione anticipata”.  Inoltre, scatta la possibilità di sospendere l’esecuzione della pena nei casi di detenzione domiciliare in cui la pena non superi i 4 anni.” (La Repubblica)

Quante persone a piede libero in più avremo tra qualche mese – a San Basilio come altrove – dopo averli condannati a suo tempo per minacce, crimini d’odio, violenza privata, lesioni personali, risse, percosse, spaccio, contrabbando, estorsione, sfruttamento della prostituzione eccetera?
Verranno anche aumentate le pattuglie?

Ma, soprattutto, perchè non prevedete che tutti debbano “essere assegnati all’esecuzione di progetti di pubblica utilità”, non solo i detenuti tossicodipendenti, così – almeno per otto ore al giorno – non possono combinare guai, in base a “programmi aggiornati con frequenza semestrale e trasmessi al magistrato di sorveglianza”? E verranno incrementate le pene per coloro che, ritornati liberi, commettano nuovamente reati nel giro di un anno o due?


Sarebbe un modo semplice, produttivo ed efficace per garantire buoni risultati ad uno sconto di pena, che il governo vuole varare “ai fini della liberazione anticipata per i detenuti che danno prova di partecipare all’opera di rieducazione”.

originale postato su demata

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