Paolo Ferrero, un comunista evangelico e consumista

3 Giu

Secondo Paolo Ferrero, a proposito di licenziabilità degli statali, ‘se un dirigente vuole licenziare un impiegato, può farlo’, ‘lo dice la legge’ e, mentre su La7 gli sottolineavano che si tratta non dei ‘precari’, ma dei ‘contratti a tempo indeterminato’ ha aggiunto anche che  ‘bisogna smetterla di rompere le scatole’.

In realtà, anche se uno degli ultimi atti del governo di Mario Monti è stato l’introduzione del Codice di comportamento per i dipendenti pubblici, solo «violazioni gravi o reiterate del codice comportano l’applicazione della sanzione del licenziamento con preavviso».

Ferrero è un politico italiano, ex Ministro della Solidarietà Sociale del Governo Prodi II, segretario di Rifondazione Comunista.
Un comunista che chiede ‘interventi per aumentare i consumi’ e che chiede “un uso produttivo” del patrimonio immobiliare pubblico, ‘valorizzandolo’ e destinandolo all’ediliza popolare.

Ferrero, ex segretario della Federazione Giovanile Evangelica Italiana, inizia a lavorare come operaio, nel 1979, ma pochi mesi dopo inizia il servizio civile come obiettore, dal maggio 1980 al novembre 1981, e poco dopo, nel gennaio 1982 viene messo in cassa integrazione a zero ore ed, in seguito, la fabbrica viene chiusa.

Da allora son trascorsi oltre 30 anni, ma  … dalla fabbrica (o dal lavoro dipendente) c’è rimasto ben lontano. Nel 1982 entra nel Coordinamento dei cassaintegrati FIAT, nel 1987 comincia a far politica a tempo pieno in Democrazia Proletaria con l’incarico di responsabile nazionale per la FIAT, dal 1995 al 2006 fa parte della Segreteria nazionale di Rifondazione, dal 2006a al 2008 è parlamentare e ministro del Governo Prodi II.

Paolo Ferrero, da quanto racconta il suo curriculum, ha svolto poco più o poco meno di un anno solare come lavoratore dipendente in fabbrica.

Come fa ad occuparsi di lavoro? Quale esperienza personale ha a riguardo?

E che garanzie dovrebbero dare i comunisti se la stessa Cina Popolare stima che sono stati,”in 12 anni, arrestati e puniti 18.400 dirigenti, che avevano rubato circa 54 miliardi di yuan. Ma almeno altri 20mila sono riusciti a fuggire all’estero con mille miliardi”?

originale postato su demata

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