Il Partito Democratico è presentabile?

12 Apr

Cinquanta giorni fa abbiamo eletto un  parlamento perchè era urgente dare un governo all’Italia, dato che con Mario Monti non era possibile andare avanti, tra manovre inique, recessione diffusa ed inerzie istituzionali nel rilanciare il paese, il cui scenario era già completo un anno fa, di questi tempi.

Invece, tra dieci giorni o poco più un parlamento senza maggioranza eleggerà un presidente della Repubblica con logiche spartizionistiche, che potrebbe essere percepito, dagli italiani, come un uomo della Casta, ovvero un uomo della Sinistra.

Un percorso inevitabile, iniziatosi quando Giorgio Napolitano era giovane ed il PCI iniziò la sua longa marcia per il potere, reclutando intellettuali e personaggi dello spettacolo con lo scopo di affermare una supremazia culturale, intellettuale e umana della Sinistra.
Una retorica che, ancora oggi, attribuisce a qualunque partito ‘non di sinistra’ una componente ed una finalità politica ‘antipopolari’, se non addirittura ‘pro delinquenti’ od ‘affamatori del popolo’. Il luogo comune della ‘lotta all’evasione fiscale’ ne è un odierno esempio, come lo è stato lo slogan ‘un’Italia giusta’, usato da Bersani e dal PD recentemente.

Viceversa, è ormai comprovato da una serie storica infinita che la Sinistra italiana non raccoglie più di un 30-35% delle preferenze degli elettori.  Dunque, la pretesa di governare ed influenzare scelte e politiche in totale autonomia (egemonia) dovrebbe essere del tutto fuori discussione.

Invece no.

Dopo aver conseguito una cospicua maggioranza parlamentare grazie ad un’indegna legge elettorale, il Partito Democratico si ostina a tenere in stallo l’Italia, pretendendo di imporre tutte e quattro le principali cariche dello Stato, avvantaggiandosi della totale incapacità politica che gli eletti del M5S stanno dimostrando.


Un PD che definisce impresentabile il PdL come se fossero presentabili personaggi come Rosy Bindi, che da ministro emise le quattro norme cardinali del nostro corrotto, sprecone e baronale sistema malasanitario. O come Fioroni, autore da ministro del famigerato Capitolone, dopo il quale per 3-4 anni non si pagarono supplenti ed esami se non con fortissimi ritardi. Oppure Walter Veltroni, che lasciò Roma con 12 miliardi di euro in debito e con milioni di buche stradali e dissesti vari. Od, anche, l’ex ministro Damiano che puntuamente propone cose insostenibili nei costi oppure quel Giuliano Amato che si sentì in diritto di requisire i nostri conti correnti e di promulgare una riforma pensionistica che premiava i suoi coetanei e condannava chiunque fosse nato dopo il 1950.

Come anche la lunga striscia di processi per corruzione, concussione ed abusi della politica vede ormai PdL, PD, Lega, UDC e SEL sostanzialmente alla pari nella black list dei coinvolti in scandali.

Dunque, se la Destra italiana è impresentabile (a dire dei Democratici), andrebbe capito se la Sinistra italiana non lo sia altrettanto, specialmente dopo aver preso atto che sarebbe stato meglio che Giorgio Napolitano scioglesse il parlmento quando Berlusconi perse la maggioranza due anni fa e che la sponsorship di Eugenio Scalfari verso Mario Monti si è rivelata un ‘increscioso equivoco’.

Intanto, siamo a caccia di un nuovo presidente della Repubblica e, tra i vari problemi, c’è quello che son pochi coloro che ‘siano in grado di parlare all’estero, che conoscano l’inglese’, come rimarcava Pietro Gomez a La7 stamattina, sottolineando che circa il 60% degli elettori – magari sbagliando – ritiene impresentabile non la Destra, ma il singolo Silvio Berlusconi, come fa anche la stampa internazionale.

Un discorso che non fa una piega, visti i sei milioni di voti persi dal Centrodestra, se non fosse che tale impresentabilità viene ipso facto estesa a tutti, fino all’ultimo degli elettori indecisi, anche a causa della assoluta (assolutistica?) centralità di Silvio Berlusconi. Intanto, il rischio è quello di un presidente della Repubblica che venga percepito dal popolo italiano come un ‘garante della Casta e degli interessi stranieri’. C’è mancato un pelo che non accadesse già con Giorgio Napolitano, circa un anno fa, quando scoprimmo come Elsa Fornero – al Welfare – voleva risolvere i problemi della finanza e dell’economia …

Dunque, di nomi credibili al Quirinale – per parametri richiesti e caratterische personali – non ce ne sono tanti: sono indispensabili integrità, diplomazia, esperienza, indipendenza.
Letta, Draghi, Rodotà, Bonino … non è che ci sia tanta scelta.
Come non ce ne dovrebbe essere tanta per il governo, visto che Barca – pur definendosi di Sinistra – appare sufficientemente liberal, per essere bipartizan, ed abbastanza competente, da poter dirimere opposte visioni della politica o dell’economia.

Intanto, il vero problema italiano, sono – come denunciava Pietro Gomez stamane – “le classi dirigenti odierne emerse per cooptazione in questi anni. Una classe dirigente in larga parte collusa con il malaffare od incompetente.” Non è un caso che Mario Monti, ancora saldamente installato nei luoghi del potere grazie alla linea Bersani, annunci spese non rinviabili per almeno 6-8 miliardi, che senza l’IMU potrebbero triplicate. Conti in sicurezza, quante volte l’avrà ripetuto mentre spesa e debito crescono?

A che servono un presidente od un governo perfetti se son quelle della Seconda Repubblica le dirigenze apicali che dovrebbero produrre straesatti dati o studi di settore e rendere esecutive miracolose e taumaturgiche riforme? Milano Finanza denuncia oggi un debito pubblico ‘sommerso’ da parte delle Amministrazioni periferiche, che potrebbe essere superiore a 30 miliardi di euro, di cui solo quattro in capo ai Ministeri …

Quale presentabilità può avere non solo il PdL, ma anche e soprattutto il Partito Democratico che, specialmente durante l’ultimo governo Prodi, ha largamente contribuito a questa situazione con leggi improvvide a partire dalla Riforma del Titolo V della Costituzione, dalla vorace ed intoccabile Equitalia, dalla diffusione del gioco d’azzardo, eccetera?

originale postato su demata

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