Ignazio Marino, un sindaco per Roma

8 Apr

Da ieri sera, le probabilità che Gianni Alemanno sia riconfermato sindaco di Roma sono notevolmente aumentate: il PD, alle Primarie, ha scelto come candidato Ignazio Marino, le cui uniche doti, finora, si sono dimostrate essere l’avere le mani d’oro di un chirurgo di fama ed una grande fede religiosa.

I tre punti da cui partire per cambiare Roma, su cui Ignazio Marino ha fondato la propria campagna elettorale, sono:
– la cultura incontrerà il decoro: il 25% degli introiti di musei e monumenti comunali sarà destinato ad opere contro il degrado delle periferie;
– i trasporti pubblici saranno realmente accessibili con corsie preferenziali ‘vere’ e parcheggi di scambio più numerosi. Con la costruzione di piste ciclabili e percorsi pedonali sicuri, la salute delle persone incontrerà la tutela dell’ambiente;
– attraverso l’attivazione, in ogni Municipio, delle Agenzie comunali per la locazione faremo incontrare le tante famiglie senza casa con le tante case senza famiglia.

Peccato che i musei romani necessitino, per sopravvivere, di ampi contributi statali  che, ad esempio, rendono la Soprintendenza archeologica di Roma tra le più ricche d’Italia, mentre, come confermava l’ex sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro, «il problema dell’archeologia di Roma è anche quello dei fondi non spesi. Dalla individuazione di un progetto alla sua realizzazione passano mediamente 19 mesi, perché vanno rispettate norme. E i soldi sono fermi. La questione sta tutta nell’avviare riforme di procedure che semplifichino questi passaggi burocratici».

Quanto ai trasporti pubblici, il fumus delle promesse è palese: ‘corsie preferenziali’, mica metropolitane leggere e filobus. Andando alle piste ciclabili ed i percorsi pedoni, ditemi voi a che servono in una città smisurata e dispersiva dove vive oltre mezzo milione di anziani ed almeno 100.000 malati cronici, che, in prospettiva, avrebbero bisogno di microtaxi ed accompagnatori.

Dulcis in fundo, andando alle case sfitte, tutta Roma ne conosce la cause: centinaia di migliaia di alloggi ‘popolari’ che equivalgono ad una città  di sussidiati grande quanto Bologna, un surplus di nuove case che già la variante al Piano Regolatore Generale di Veltroni aveva autorizzato a dismisura, la totale aleatorietà dei diritti dei proprietari con abitazioni che, dopo decenni, non vengono sgomberate. Una gran bella idea, se si cercava un modo per assicurare a ‘Roma che vuol crescere senza lavoro’ nuovi alloggi a prezzo bloccato, utilissimi ad assorbire gli interi quartieri di periferia ‘vuoti’ che i palazzinari continuno a costuire.

I comitati sono già pronti e scalpitano.

Questo è quello che hanno scelto gli elettori del Partito Democratico a Roma – inclusi non pochi Rom – preferendo Ignazio Marino e, a ben vedere, parliamo dei panem et circenses con cui si accontenta da sempre il ventre molle della Città Eterna. Non è un caso che Ignazio Marino sia stato fortmente appoggiato da Nichi Vendola, mentre Paolo Gentiloni avrebbe ben rappresentato le spinte al cambiamento come Gemma Azuni è in prima fila ‘da sempre’ nel rappresentare le istanze popolari.

Peccato che, ormai, i Romani de Roma siano la minoranza dei residenti, mentre aumentano sempre di più i romani ‘acquisiti’, che vogliono metropolitane e passanti stradali, che sanno bene che i musei sono un costo e non una rendita, che di sicuro non hanno nessuna intenzione di accollarsi – più di quanto già non facciano – il generone romano e la sua complementare suburbia.

Ma questo come avrebbe potuto  (e come potrà) capirlo Ignazio Marino, un medico che sosteneva in campagna elettorale che il ticket è “una tassa odiosa che scarica le inefficienze del sistema sulle persone, si può eliminare e sarà il primo obiettivo del PD una volta arrivati al Governo. Siamo già in una situazione insostenibile che pesa sulle famiglie e sugli anziani che sempre di più rinunciano alle cure per via del ticket.”
Peccato che sia sull’IRPERF – una tassa che colpisce direttamente tutti, sani inclusi – che si scaricano le inefficienze dei baronaggi ospedalieri e delle malversazioni dei dirigenti medici ed amministrativi.
Il ticket è un contributo direttamente correlato ad un servizio, ma questo, forse, il senatore Marino l’ha dimenticato, come da medico e parlamentare non ha notato le ‘vacatio legis’ che sono alle fondamenta della costosa, sprecona ed inefficace non-gestione di invalidi, malati rari e psichiatrici.

Per ora Ignazio Marino s’è visto ai giardinetti del Testaccio, annunciando in qualche discorso la sua ‘lotta al malaffare’ e poco più. Governance, finanza, egovernment, reti profonde e mobilità, trasparenza, servizi sociali, innovazione … non se ne sente il sussurro.
Figuriamoci che disastri riuscirà a combinare come Sindaco di Roma.

originale postato su demata

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: