Cosa accade a Cipro?

21 Mar

Cosa stia accadendo a Cipro è molto semplice da capire, se non fosse che i nostri media proprio non riescono a dare notizie se si tratta dell’Eurozone e della Merkel.

I tre elementi fondamentali di questa storia sono:

  1. la fiscalità cipriota ridotta per attrarre investimenti e turismo, esattamente come nostra sinistra chiede da anni per il Meridione e come attuato per decenni dall’Europa verso le aree sottosviluppate;
  2. i tot miliardi della Deutsche Bank di Joseph Ackermann, investiti in titoli ciprioti quando c’era da svendere i BOT italiani e far crollare la nostra finanza;
  3. gli investimenti plurimiliardari dei russi a Cipro che fanno gola alle casse eurozonali ed ancor di più alla Heimat dei tedeschi.

Il tutto in un quadro generale di Fiscal Compact – ovvero una sorta di ‘recupero coatto’ dello sbilanciamento dell’Eurozona – e, aggiungerei, di conflitto di interessi da parte della Germania, che da un lato si comporta come ‘stato-banchiere’ e dall’altra come ‘stato-gendarme’.
Una mossa troppo furbetta per non essere notata e troppo ‘pelosa’ per non rappresentarsi ‘di per se’ come un attentato alla sovranità nazionale e popolare di Cipro o della Grecia o dell’Italia o di chissà chi ancora.

E, d’altra parte, come non chiedersi perchè debba fallire Cipro o la Grecia se, in realtà, erano Goldman Sachs od Unicredit o Deutsche Bank ad aver sbagliato i propri investimenti.

Sarebbe moralmente giusto, ma l’Europa non può ‘bruciare’ il sistema bancario tedesco come accadde per Lehman Bros negli USA. Anche se è ormai comprovata l’azione corruttrice e intrusiva della finanza germanica, non è possibile azzerare tutto senza pagare tutti un prezzo altissimo.

Ma è altrettanto certo che questo ‘atteggiamento semicoloniale’, che la Germania di Angela Merkel sta mettendo in atto verso il Sudeuropa, suona come l’epitaffio dell’unione finanziaria voluta da Romano Prodi e cavalcata da alcuni – non tutti e non troppi – faccendieri e banchieri d’oltralpe.

Intanto, i media mitteleuropei iniziano ad interrogarsi sull’italianizzazione dell’Eurozona (intesa come trasformismo, gigantismo e corruzione) e non è un caso che la Gran Bretagna – dove Cameron si appresta a referendare l’uscita dall’Unione Europea – abbia inviato un milione di euro contanti a Cipro, con la scusa degli stipendi da pagare ai propri militari di stanza lì.

E’ tutto questo, non i quattro spiccioli di Cipro, a far paura ai mercati.

originale postato su demata

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