Un Presidente 2.0

19 Mar

 Dopo la figlia del senatore Boldrini eletta alla Camera – raccontandoci che è una scelta per rompere con la partitocrazia – e dopo il magistrato dell’antimafia Pietro Grasso, posto quasi a commissariare il Senato – come se non sapessimo che siamo in una cleptocrazia – l’ultima cosa che il Partito Democratico dovrebbe tentare è quella di collocare personaggi ‘di fazione’ anche alla Presidenza della Repubblica, come Bindi e Finocchiaro, se non gli ‘ormai compromessi agli occhi di tanti italiani’ come Monti o D’Alema.

Una mossa del genere equivarrebbe a dire – agli italiani e all’estero – che si punta a nuove elezioni, rinviando a novembre, se non all’anno che verrà, le tantissime riforme e misure finanziarie che, già prima di Mario Monti, il Governo Berlusconi aveva promesso in Europa.

Vista la poca qualità politica che gli eletti del Movimento Cinque Stelle stanno dimostrando, non è improbabile che i ‘fini strateghi’ democratici tentino anche questo atto di forza, in modo da garantirsi un asso nella manica per i prossimi sette anni.

In due parole, il modo migliore per dividere gli italiani. Ma anche un’occasione perduta.

Infatti, il Partito Democratico, se proprio volesse dimostrare di aver chiuso con il proprio passato comunista – che ricordiamo essere un anelito totalitario ed illiberale – non dovrebbe fare altro che ricordarsi che Stefano Rodotà potrebbe essere la persona giusta al momento (storico) giusto.

Un personaggio figlio della minoranza etnica arbëreshë, che nasce politicamente nel Partito radicale di Mario Pannunzio, sempre indipendente, che per lungo tempo ha fatto parte della Commissione Affari Costituzionali.
Tra l’altro, se proprio volessimo parlare di modernità e di nuovi diritti, Rodotà è stato il primo Presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, mentre dal 1998 al 2002 ha presieduto il Gruppo di coordinamento dei Garanti per il diritto alla riservatezza dell’Unione Europea.
Inoltre, il 29 novembre 2010 ha presentato all’Internet Governance Forum una proposta per aggiornare la Costituzione Italiana, inserendo: “Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale”.

Un personaggio stimato nel mondo e noto per equilibrio e lungimiranza, sul quale potrebbero arrivare, senza particolari sforzi, i voti dei Montiani e del M5S.
Un uomo che rappresenterebbe non il fantasma di “un’Italia giusta”, ma il futuro di “un’Italia diversa”, l’Italia 2.0, che esiste già.
Stefano Rodotà compie 80 anni a maggio, questo l’unico limite, ma, anche se ‘durasse’ 3-4 anni e volesse ritirarsi prima, difficile immaginare una soluzione migliore.

Ci facciamo un pensierino?

originale postato su demata

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