Silvio alla riscossa

8 Feb

Che Silvio Berlusconi sappia come si fa una campagna elettorale è un dato che i suoi antagonisti hanno imparato a temere da tempo, ma che riuscisse ancora oggi a ribaltare il tavolo ed attrarre il consenso dei diseredati, di sicuro non se lo aspettava nessuno.

Promettere la restituzione dell’IMU, non era cosa difficile, sapendo in anticipo che il trend delle riforme, nel breve periodo, sarà quello di rimodulare le competenze Stato-Regioni-Comuni.

Annunciare 4 milioni di posti di lavoro su un quinquennio, è un rischio calcolato, se intende riconvertire in posti di lavoro ‘solidali’ i soldi attualmente spesi in cassa integrazione e sussidi ai disoccupati.
Quanto ai milioni di italiani che vivono in povertà, la ricetta è ridurre le tasse per rilanciare la produzione e l’occupazione.

In realtà, la ricetta che propone Berlusconi è l’unica misura che potrebbe arrestare la spirale recessiva e che può dare ossigeno alle nostre imprese. Praticamente, una ricetta molto simile a quella che Obama sta cercando di imporre al Congresso negli Stati Uniti.

E, attenzione, da stamane Silvio Berlusconi, al Coffee Break di La7, ha chiarito che il suo avversario è Bersani ma non Monti ed ha iniziato a ricordare agli italiani che lui le sue riforme liberiste non le potè portare a termine proprio a causa di Fini e Casini, alleati degli ‘infidi’ comunisti.
Ha anche ricordato le riforme parlamentari che aveva in programma 5 o 10 anni fa, di cui avremmo oggettivamente avuto bisogno, per le quali non ha trovato l’appoggio di tutta la sua maggioranza. Riforme che riducevano il numero dei parlamentari e snellivano i vetusti regolamenti, che, approvate, con i 2/3 del Parlamento, belle o brutte che fossero, furono cassate da un referendum convocato dalle sinistre.

Impeccabile, poi, nel tirare fuori l’asso di picche della ‘magistratura corrotta, cancro dell’Italia’, a fronte dei migliaia di procedimenti dubiti da lui e dalle sue aziende, mentre nessuno si accorgeva di quello che stiamo scoprendo nelle banche, nelle troppe agenzie o aziende locali e nei corrispettivi consigli regionali, provinciali e comunali.

Vero, verosimile o veritiero che sia, it sounds good.

originale postato su demata

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