Standard&Poor’s, un intrigo statunitense

6 Feb

L’amministrazione federale degli Stati Uniti d’America  farà causa a Standard&Poor’s, chiedendo n risarcimento di almeno cinque miliardi di dollari per aver sopravvalutato alcuni titoli immobiliari, contribuendo a scatenare la crisi dei mutui subprime nel 2008.

Infatti, sulla base delle testimonianze e delle e-mail acquisite alle indagini della Financial Crisis Inquiry Commission, Standard&Poor’s verrà accusata di aver emesso giudizi e valutazioni favorevoli su migliaia di mutui subprime poco prima che si verificasse il collasso del mercato americano dei titoli immobiliari, scatenando una grave instabilità del sistema finanziario mondiale, seguita dalla pesante crisi economica che stiamo subendo.

La gravità dell’evento è ben focalizzata dal Wall Street Journal, che ricorda come la causa civile avviata dal procuratore generale di New York, Eric Holder, è la prima azione federale contro un’agenzia di rating, mentre lo stesso Obama denuncia ” S&P sopravvalutò i bond che causarono la crisi”.

Un’accusa che non riguarda una manipolazione del mercato, ma solo la superficialità con cui furono valutati i rischi. Una richiesta di danni per qualche miliardo, mentre instabilità e crisi ne hano bruciati a decine e centinaia.

I conti non tornano.

Infatti, i subprime li avevano sopravvalutati tutti, non solo S&P, ma anche i sindacati statunitensi od i palazzinari made in USA, battendo la grancassa di ‘una casa a scomputo per tutti’, che questo erano in fin dei conti i subprime.
Andrebbe ricordato che, per evitare l’instabilità ed il crollo del settore, bastava andarci più cauti con i piani urbanistici, salvaguardando un mercato già calante dai rischi derivanti da un’offerta superiore alla domanda.
Oppure che bastava creare degli ammortizzatori finanziari per gli insolventi ed i licenziati, piuttosto che trasformarli tutti in homeless e burned, attingendo dai fondi miliardari che i sindacati hanno reso indisponibili ai lavoratori, dato che sono investiti in Borsa, ad esempio su azioni Chrysler.
Due questioni che, col senno di poi, dimostrano  che i subprime erano una trovata balzana ‘a priori’: case a scomputo con la possibilità per i sindacati di scaricare sulla Social Security (assistenza pubblica) i propri contribuenti ormai sul lastrico, vessati dalle banche e senza una casa.

Dunque, oltre al fatto che è ridicolo chiedere 5 miliardi per una crisi che è costata 100-1000 volte di più, quello che va a dimostrare la storia dei subprime non è la scorrettezza di Standard&Poor’s, quanto quella del sistema complessivo se accade che il connubio politica-palazzinari (esiste dovunque, come quello tra politica e propietari terrieri) riesca a creare una siffatta bolla speculativa in nome della spinta al benessere, ovvero del consenso elettorale.

Quanti amministratori locali statunitensi si erano resi conto che nella loro County si costruivano troppe case, se paragonate al PIL locale, ed hanno continuato a rilasciare licenze? Quante banche hanno concesso mutui a nullatenenti solo per scaricare su di loro i debiti contratti dai costruttori ed alimentare un mercato fittizio? Quali sindacati hanno tutelato i propri lavoratori mettendoli in guardia, prima, ed assistendoli, dopo, magari con una class action?

Troppo facile farla pagare a Standard&Poor’s, specialmente se il risultato sarà quello di indebolire il peso e l’attendibilità delle agenzie di rating.
Un risultato che, di sicuro, Obama non disdegna, dato che sono proprio le agenzie di rating a tenere sotto i riflettori – e sotto accusa – la disastrosa politica finanziaria che la Casa Bianca di Obama continua a mettere in atto, nonostante le casse esauste.

Considerato che cinque miliardi non rimpolperanno le finanze USA, ma costringeranno S&P al fallimento, .l’azione avviata dalla Casa Bianca appare più come una spada di Damocle appesa sulla testa delle agenzie poco ‘friendly’ con l’establishment.
Fatta mente locale su cosa i Democrats statunitensi intendono per potere, trasparenza e democrazia, resta solo da chiedersi cosa sarà del mondo occidentale se le agenzie di rating saranno delegittimate e non ci sarà più nessuno a guardia della cassa.
Un altro punto a favore del sistema simil-fascista che ha attecchito in Cina Popolare? Dove va l’America?

originale postato su demata

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: