L’elogio del non voto

30 Gen

Più si avvicina il giorno fatidico delle elezioni e più l’elettorato italiano appare in crisi, dinanzi allo scenario malconcio e malfermo della politica italiana, ed anche i sondaggi più edulclorati confermano la valanga dei non voti, che le urne si appresteranno a sfornare a breve.

A partire da tutte le liste che non raggiungeranno un quorum arrivando a quelle che riusciranno a collocare si e no una manciata di parlamentari.

Passando da coloro che voteranno il Movimento Cinque Stelle di Grillo o la Rivoluzione Civile di Ingroia, i cui parlamentari dovranno scegliere se diluirsi nei partiti maggiori od attestarsi per una lunga battaglia d’opposizione che, finora, neanche il Partito Radicale ha avuto la forza di sostenere.

Proseguendo per quanti, abitando in regioni relativamente piccole, per ben che vada e qualsiasi cosa votino, vedranno al massimo due-tre eletti nella lista che hanno scelto.
Pervenendo, infine, a quanti annulleranno la scheda o non voteranno del tutto.

Una situazione che è confermata da tutti i sondaggi, come ad esempio, il più recente, pubblicato ieri da EMG Srl per La7, dal quale emergono alcuni dati interessanti.

Innanzitutto, per raggiungere le 1.000 adesioni necessari al campione sono stati necessari ‘solo’ 5.241 contatti, a fronte degli oltre 7.000 che erano necessari meno fa, che conferma, indirettamente, un rientro dell’astensionismo nell’ordine del 30-35% e non più del 45-50%, come mesi fa.
Infatti, EMG stima un’affluenza del 72,3% (28,7% di astenuti), mentre gli indecisi sul voto sarebbero al 9.2% e le schede bianche previste al 2.4%.

In quest’ottica è impossibile che un partito (ad esempio il Partito Democratico) possa ‘governare con il 30%’, come qualche chiacchiera da politicanti raccontava un paio di mesi fa.

Il ‘peggio’ viene dopo, andando a vedere come si andrebbero a ripartire le preferenze degli elettori, secondo EMG.

Infatti, la coalizione di Centrodestra è data al 28% (PdL  20.0% – Lega  4.7% – La Destra: 1.6% – Fratelli d’Italia 0.7% – Altri 1.0%), mentre il Centrosinistra raccoglierebbe il 36,8% (PD 30.7% – SEL 4.7% – Altri 1.4%) ed i Montiani solo il 14,5% (UDC 3.1% – Con Monti 9.6% – FLi 1.8%). A Rivoluzione civile andrebbe il 5.0% ed al M5S il 13.5%.

E’ chiaro a prima vista che l’unica alleanza di governo che arriva dai numeri è tra Montiani e Centrosinistra, ma con due enormi talloni d’Achille:

  1. il Senato in bilico od all’opposizione, dato che una Lega al 5% nazionale con il PdL in ripresa equivale a dire che la Lombardia e Veneto – con il loro pesantissimo premio di maggioranza – non andranno al Centrosinistra, come è prevedibile che accada anche in Campania ed in Sicilia, se Ingroia è al 5% ed il Grande Sud oltre il 10%;
  2. in una coalizione tra Montiani e Centrosinistra sarebbe la Sinistra a far da ago della bilancia e non i moderati, visto che le istanze sostenute da SEL non sono granchè diverse da quelle del M5S o di Ingroia & compagni.

Dai dati pubblicati da EMG, però, traiamo anche un’altra informazione, ovvero che una coalizione tra Montiani, PdL e PD – analoga alla Grosse Ammucchiata che già conosciamo – raggiungerebbe il 65,7% dei consensi elettorali, garantendo sia la stabilità sia la durevolezza del governo, anche in caso di defezioni.

Un Monti bis alla stessa identica stregua, salvo Vendola, di quello sollecitato da Giorgio Napolitano ed Eugenio Scalfari a suo tempo.

GROSSE AMMUCCHIATA

Purtroppo, però, una tale coalizione non garantirebbe – nè a noi italiani nè all’Eurozona nè ai mercati – che andrà a produrre – con celerità, semplicità ed equilibrio – le sostanziose riforme di cui ha bisogno il nostro paese da almeno 20 anni.

Tra l’altro, sono esattamente gli stessi che, durante l’anno appena trascorso, ci hanno subissato di tasse e tributi, per finanziare fabbriche militari e salvare banche al lumicino, mentre la spesa pubblica cresceva, il Porcellum restava, le province ed i piccoli comuni non venivano aboliti, senza dimenticare le pensioni ‘progettate’ a difesa dello status quo, ovvero a favore di una sola generazione.

E, se un popolo non crede, accade anche che non obbedisca e non combatta …

originale postato su demata

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